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Canzonetta del dopo incidente…

Sono stato in punto di morte Sono stato nulla Sono stato nulla per molto tempo Ho conosciuto la fine del continuo movimento terreno L’eterno riposo …
Dopo essermi risvegliato non provavo nulla Ero nulla Non sapevo chi fossi Chi fossero quelli che dicevano di amarmi  Chi mi abbracciava Chi mi baciava
Chi piangeva per me Non conoscevo me stesso Non conoscevo gli altri esseri umani Non conoscevo il celeste del cielo Il volo degli uccelli gli alberi le cose attorno a me Venivo da oltre il confine Dall’acceccante bianchezza Dalla tenerezza del silenzio perpetuo Con la mente libera Senza il retaggio dei ricordi Del dolore dell’amore della vita Senza croce Senza Cristo Senza Dio La morte come unica conoscente amica famiglia La creazione nella cessazione La ricostruzione dell’essere
stato…


Sergio Carlacchiani
 La foto che ritrae Sergio Carlacchiani è opera di Gianfranco Mancini
 

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ANIME MORTE Oggi in prossimità di noi anime morte nel labirinto di pensieri. Un filo esile è l'inevitabile che ci spezzerà. Sul muro i segni della caduta prima di scomparire scenderemo per molto tempo ancora nel buio. Ci perderemo con gli occhi insanguinati di pianto. Nicola Vacca (In copertina: Sergio Carlacchiani - Incontro) Nicola Vacca " Anime morte " Voce di Sergio Carlacchiani
Frammenti di un ipotetica intervista 08-06-2019 " Leggo la poesia con un'attenzione e una passione speciale, come fossimo indissolubilmente legati a uno stesso destino, dimenticati e forse già defunti. Quella lirica che mi appresto a consegnare al vento sarà comunque l'ultima che avrò la fortuna d'interpretare ... tuttavia, appena dopo il silenzio che è l'applauso finale, già si prepara quella specie di miracolo già avvenuto in passato che grazie a chi ci ascolterà e ci amerà davvero, si rinnoverà riportandoci in vita, ogni volta, chissà per quante volte ancora, forse per sempre!" Sergio Carlacchiani "Leggo la poesia"Testo e voce di Sergio Carlacchiani
Oggi ho conosciuto di persona questo giovane, nonché interessantissimo poeta, quì sotto in suo articolo sulla poesia ...  Matteo Marchesini: Quel che resta della poesia. La poesia del corpo. La pseudopoesia. La mutazione genetica dei poeti italiani. La “poeticità privatistica” e l’autoreferenzialità gergale. La pratica dell’emulazione: Amelia Rosselli e Giovanni Pascoli. La parodia involontaria della poesia. La pseudolirica dei poeti tardo-lombardi  Anita Ekberg La Grande Bellezza della Poesia C’è un racconto di Martin Amis in cui si immagina che le sorti degli sceneggiatori e dei poeti siano esattamente rovesciate rispetto a quelle reali . Gli sceneggiatori si muovono in un malsano sottosuolo letterario, arrabattandosi tra reading, riviste semiclandestine e opere pubblicate alla macchia. I poeti, invece, lanciano le loro composizioni come fossero film. Contesi da grandi produttori, guadagnano cifre enormi tra “diritti secondari” e “royalties...