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Vi dico una cosa essenziale: ogni volta che avete la sensazione che una cosa vi viene facile, ottenuta senza sforzo, questo non è bene. L’esecuzione comporta sempre qualcosa di difficile, di doloroso… Altrimenti manca qualcosa…”
“Tu diventi banale perché la tecnica che non viene dal sentimento crea banalità, luoghi comuni, convenzioni, sciocche tradizioni. Tutto questo bisogna rifiutarlo”.
“L’attore si annienta, sentendosi parlare… E per una curiosa ironia, quest’uomo fatto per parlare, che ha per missione il parlare, è incapace di farlo per conto suo… La sua natura e la sua vocazione sono quelle di essere vuoto, risonante, disponibile, vacante, abitabile...”.
Louis Jouvet
“Il Talento non basta. Un altro pensiero di Jouvet che io, come dire, ho fatto mio. Jouvet è come se considerasse l’attore delegato dal pubblico a testimoniare i valori del testo, per rimetterli in circolo”.
Toni Servillo
Gli attori, quando si misurano con un testo, si confrontano con un materiale poetico e devono diventare essi stessi poesia vivente, non tutti naturalmente. È il caso di Jouvet, è il caso di Eduardo De Filippo, per parlare di due che mi sono particolarmente cari, cioè di persone che attraverso l’esercizio nobile di questo mestiere, come i poeti, ci offrono una loro idea dello stare al mondo. È proprio un’idea morale dello stare al mondo. Qui Jouvet a un certo punto dice a questi giovani ragazzi – Voi avrete capito qualche cosa il giorno in cui avrete avuto questa rivelazione interiore di ciò che siete in relazione a ciò che fate – Non siamo più nel territorio del teatro quando si arriva alla qualità di queste riflessioni, siamo nella zona della moralità. Quanto oggi si vorrebbe che chi esercita una professione somigliasse a quello che è e quanto invece non è vero. È curioso che il teatro, che è l’arte del travestimento, nella poetica di questi grandi attori invece è qualche cosa dove attraverso il massimo della finzione si cerca il massimo dell’autenticità”.
Toni Servillo
Quando io parlo di spesa mi riferisco al fatto che uno mette in campo totalmente sé stesso. Deve far male. Se tu fai bene un esercizio poi i muscoli ti fanno male. Il teatro deve far male. Sempre in termini di dedizione. Lei prima sottolineava il fatto che queste lezioni durano cinque mesi. È molto importante pensare che ci sia un tempo che prevede una cura con cui ci sia avvicina a qualcosa che si fa, per farla bene, per farla nel miglior modo possibile e con senso di responsabilità. Questo tempo che ci si prende a disposizione, questa cura che ci si mette, prendendosi questo tempo e spendendosi in questo tempo, mi sembra che sia quasi eretico oggi dove invece il risultato deve essere molto rapido, molto veloce, e si mette molto spesso nei ragazzi l’angoscia del risultato perché deve arrivare subito altrimenti sei fallito. Un altro grande insegnamento di questa relazione tra maestro e allieva prevede il valore del fallimento. Questa ricerca appassionata che hanno questi due personaggi è che sono continuamente nella trepidazione di non riuscire ad ottenere il risultato. Lei immagini quanto invece oggi il fallimento sia vissuto da un ragazzo come qualche cosa di irreparabile non invece come un momento di crescita. Bisogna fallire per capire che poi si possono aprire delle strade per ottenere dei risultati. E invece no, bisogna per forza avere il risultato perché il modello è quello vincente. Non solo, i modelli si sono abbassati in modo che imperi una sorta di mediocrità. Se il modello è mediocre e tutti possiamo arrivarci, naturalmente la qualità di ciò che circola, sul piano delle idee è basica. C’è il rischio che si riduca tutto in burletta e anche, soprattutto, ahimè, in tragico spettacolo, spettacolo di una finta disperazione, spettacolo di una falsa ambizione. Si dà l’impressione che sia più importante essere leoni per un giorno. Questo analfabetismo sentimentale, ma anche culturale, è piuttosto evidente. Il teatro si oppone a tutto ciò intanto perché mette al centro una qualità della parola che è tale perché è necessaria. A teatro non si parla inutilmente e le parole che si dicono sono scelte da chi le scrive con molta determinazione. Il teatro è l’opposto delle parole come rumore perché la parola a teatro nasce da una necessità che presuppone un silenzio. Prima non c’era niente da dire ora c’è qualcosa che è necessario dire. Ma poi il teatro, in un periodo in cui c’è una sorta di ipertrofia dell’Io, declina in noi. Il teatro accantona un po’ l’io e cerca il dialogo, alla base del teatro c’è il dialogo. Immagini che importanza fondamentale ha dal punto di vista della civiltà.
Toni Servillo
E guardati anche dagli attacchi del tuo amore! Troppo presto il solitario tende la mano a colui che incontra. A certi uomini non devi dar la mano,ma solo la zampa: ed io voglio che la tua zampa abbia anche gli artigli. Ma il nemico peggiore in cui tu puoi incontrarti, sarai sempre tu stesso: tu stai alla posta di te stesso in caverne e foreste. Solitario,tu percorri la via che conduce a te! E questa via passa oltre te stesso e i tuoi sette diavoli! Tu sarai un eretico ai tuoi stessi occhi,una strega e un indovino,un giullare e un empio,un malfattore e uno che dubita. Devi voler bruciare te stesso nella tua stessa fiamma: come vorrai diventar nuovo,se prima non sarai diventato cenere? Solitario, tu percorri il cammino di colui che crea: vuoi formarti un dio dai tuoi sette diavoli! Solitario,tu percorri il cammino di colui che ama: ami te stesso e perciò ti disprezzi,come solo gli amanti sanno disprezzare. Creare vuole colui che ama,perchè disprezza! Che ne sa dell'amore chi non è mai stato costretto a disprezzare ciò che amava? Col tuo amore e col tuo creare,ritirati nella solitudine,fratello mio; soltanto molto più tardi ti verrà dietro la giustizia zoppicando. Io amo colui che vuole creare oltre se stesso,e così va a fondo.
G.d.N. da: HYPOCRITES (MIstica ed Estetica dell'Arte dell'Attore)
quando è detta,
dicono alcuni.
quel giorno
comincia a vivere.
Friedrich Nietzsche.
" Molti ritengono che per la fruizione della poesia occorra elettivamente una lettura mentale, silenziosa, solitaria; la Poesia Decl/Amata da me, vuole far conoscere meglio un’altra modalità di lettura, quella cosiddetta ad “Alta Voce”. Ri/scoprire l’infinita varietà dei linguaggi poetici e di volta in volta, attraverso l’interpretazione dell’attore o del performer, solo con la propria voce o insieme al commento musicale o a qualsiasi altro media espressivo: video, pittura, mimo, danza; anche la “voce” forse più profonda, sconosciuta e suggestiva del poeta : questo l’obbiettivo! Un ascolto collettivo per una poesia che non ha più la presunzione di guardare al mondo dall’alto della sua torre d’avorio, ma che è disposta a scendere a patti con la realtà, per dialogare con essa; una poesia che si fa declAmata, per contaminarsi sempre di più con le altre arti espressive e divenire spettacolo e patrimonio di tutti. Una poesia forse, che potrà diventare anche “altra”, attraverso la “ri/scrittura sonora” dei performer, ma che comunque potrà “arrivare” di più, ovvero ri-suonare anche nei cuori, negli orecchi poco abituati a fruire di stimolazioni “alte”. La mia volontà è quella di togliere la poesia dall’ombra e dalla polvere soffocante degli scaffali, per farla tornare alla luce, alla vita, al ruolo importante che le compete. "
Sergio Carlacchiani
" In scena , l’attore deve essere cassa di risonanza di sé stesso, deve amplificarsi
sia vocalmente che gestualmente. La sua interpretazione dev’essere recepita in
modo distinto e istantaneo, dalla prima fila all’ultima. Ovviamente, questa
amplificazione dev’essere mantenuta nei limiti della credibilità dell’azione e
della recitazione."
Sergio Carlacchiani
" La mia
declamazione vorrebbe aspirare ad essere sempre più una declamazione che
origini da una personale e rielaborata scrittura scenico/poetica a parziale ma rigoroso servizio del testo, dell' autore e della parola scritta da pronunciare. Il
mio primo desiderio è quello di mostrare attraverso la poesia, o altro che interpreto: la mia voce, il mio " essere " che hanno desiderio d' intercettare, comunicare, trasmettere, emozioni forti "
Sergio Carlacchiani

Il teatro e/o lo stare in scena, vive
nell’hic et nunc, nell’irripetibilità di ogni suo momento. L’artista
teatrale è corpo vivo dell’opera d’arte e ciò lo sottopone all’accidentalità
del divenire. Se si mettono insieme queste due ragioni, la logistica e la
temporale, il dover fare i conti con il pubblico e con i propri corpi scenici
nel momento stesso della creazione definitiva dell’opera, si può capire quanto
sia immanente l’aleatorietà nella creazione dell’opera d’arte teatrale.
Sergio Carlacchiani
Ogni singolo
spettatore può, volontariamente o meno, creare ostacoli al buon esito scenico.
Un accesso di tosse o uno starnuto fragoroso, una risata stridente nei modi o
nei tempi, un atteggiamento indisciplinato ed esuberante nella critica come
nell’apprezzamento, se capitano in un momento poco propizio, possono
destabilizzare la concentrazione dell’artista teatrale e metterne a dura prova
il mestiere, rendendo difficoltoso il tenere in piedi la scena. E qui stiamo
entrando nella dimensione temporale del teatro, la cui caratteristica peculiare
sta nel suo essere riprodotto nel momento stesso della sua fruizione. La sua
riproduzione non appartiene, come nel cinema, a un tempo altro rispetto a
quello della sua produzione, ma ne rappresenta il definitivo compimento.
Sergio Carlacchiani
" Coinvolgere
gli spettatori che non leggono poesia e non frequentano le sale teatrali;
offrire loro la possibilità di ascoltare la poesia declAmata e di riScoprire così, attraverso la voce dell' attore, i
poeti conosciuti e dimenticati; riflettere sulla cultura, l'arte, la vita ... Questo il compito che un attore che come me ama la poesia più di ogni altra cosa, dovrebbe assolvere! ».
Sergio Carlacchiani


Una vera
missione culturale si può realizzare contando soprattutto sulla propria disponibilità e
professionalità ma anche sulla collaborazione di quelle persone che non solo a parole amano la poesia, i poeti e gli attori ma li sostengono e intendono sostenerli nel preesnte e nel futuro, con azioni concrete.
Sergio Carlacchiani
Sergio Carlacchiani
Sergio Carlacchiani

Il teatro e/o lo stare in scena, vive nell’hic et nunc, nell’irripetibilità di ogni suo momento. L’artista teatrale è corpo vivo dell’opera d’arte e ciò lo sottopone all’accidentalità del divenire. Se si mettono insieme queste due ragioni, la logistica e la temporale, il dover fare i conti con il pubblico e con i propri corpi scenici nel momento stesso della creazione definitiva dell’opera, si può capire quanto sia immanente l’aleatorietà nella creazione dell’opera d’arte teatrale.
Sergio Carlacchiani
" Coinvolgere
gli spettatori che non leggono poesia e non frequentano le sale teatrali;
offrire loro la possibilità di ascoltare la poesia declAmata e di riScoprire così, attraverso la voce dell' attore, i
poeti conosciuti e dimenticati; riflettere sulla cultura, l'arte, la vita ... Questo il compito che un attore che come me ama la poesia più di ogni altra cosa, dovrebbe assolvere! ».
Sergio CarlacchianiUna vera missione culturale si può realizzare contando soprattutto sulla propria disponibilità e professionalità ma anche sulla collaborazione di quelle persone che non solo a parole amano la poesia, i poeti e gli attori ma li sostengono e intendono sostenerli nel preesnte e nel futuro, con azioni concrete.
Sergio Carlacchiani
Porto sulla scena il mio teatro fatto perlopiù di voce per dire riConoscere e forse non so, interpretare la poesia. Il poeta non si deve e non si può evocare, lo si può invocare o sognare solamente, sia chiaro una volta per tutte che io non voglio rappresentare, quindi recitare né riferire, ferire forse, ferire me stesso, l'io innanzitutto, annientarlo nel profondo, per esporre una soggettività attraVerso lo smarrimento, il cuore, l'anima
Sergio Carlacchiani
Provo a descrivere quello che mi è successo ascoltando
l’attore Sergio Carlacchiani leggere alcuni passi del mio
libro " La mattina di San Giovanni"
Caro
Sergio, adesso torno alle tue spalle sul palcoscenico del 31 sera:
sei appena emerso dalla penombra della platea col tuo nero veloce
sotto un’espressione intensa, ferma, da saltatore. Quelli del salto in
alto sono atleti silenziosi, rintanati nei loro sacchi a pelo per restar
caldi tra un salto e l’altro: devono uscirne al loro turno, contare i
passi
richiamando in sé mesi, anni di duro lavoro per staccarsi da terra. In
un attimo il piede lascerà il suolo lanciando il corpo nel cielo sopra
l’asticella. Dalla platea venivi così verso il palco e sei salito
contando i
passi, il tempo del salto e, ti rivedo in verde affrettarti lungo i
corridoi
notturni della radiologia vecchia, tra l’affanno del dolore ansimato da
quelle sale, che appariva dalle lastre insonni partorite dalla
sviluppatrice stracca e risentivo, alla luce ghiacciata del visore, le
nostre anime affidarsi a un verso caro, al suo rifugio nella notte
fredda e in quella dopo e l’altra ancora che si succedevano: così il
gelo
diafano di quella luce s’addolciva, Sergio. Ora t’appresti al salto con
in
mano le parole che non sono più mie, che nel tuo salto diventeranno
foglie del cielo d’autunno che volano e vanno fino a toccare la terra
che
non le conosce, che loro nate tra il vento dei rami, non conoscono. Tu
lo sai e prepari la terra e loro all’incontro: sei piantato sulle gambe
al
suolo, hai le spalle dritte al cielo e dal centro di te: eccolo il
vento! La
voce inizia a stormire ai bordi del bosco e vi entra gentile all’inizio e
insieme decisa nel nunzio che il tempo si sta per compire; le foglie e
la
terra ancora non sanno che tempo, non sanno i sapori le une
dell’altra, si sono sempre viste, mai toccate, un fremito, l’ultimo e
sarà.
E il primo foglio cade dal ramo dischiuso delle tue dita e la mia
memoria rimasta sospesa per tanti anni in quella pagina, conosce la
terra: la Venezia di me ragazzo e la ragazza che per prima mi disse
amore si sono adagiati sull’anima d’ognuno, dolci, attesi dal loro
tempo, maturi a farsi terra di bosco per foglie nuove, nuova linfa per
tronchi vecchi e primo latte alle radici giovani. Il tuo vento Sergio,
crescendo s’è fatto burrasca d’amore che ha divelto la mia bocca e le
mie braccia dal tavolo alle tue spalle, le ha sospese padrone e, le a
portate a lei, la terra della mia compagna che l’ha accolte nel suo seno
dolcissimo e trasformate in vita, vita nuova che palpita e ama nei
giorni della nostra stagione e l’abbraccio invisibile, segreto al mondo,
s’è fatto luce. Superata l’asticella, guizzato per il suo cielo
d’amore, sei tornato nella
penombra del tuo sacco a pelo, preparandoti al cielo della morte: nulla
è l’uno senza l’altra e l’altra senza l’uno, poiché sono lo stesso
dono. Il canto di Giorgia, lo sguardo di Giorgio, la mia corsa in moto
d’inverno e sei tornato in pedana: il passo più leggero ma dello stesso
ritmo, il tempo dentro immutato, come dovuto, al primo e all’ultimo
saluto. Rispettoso e fermo, scevro d’ogni ornamento il tuo nero di
spalle per questo salto: hai lasciato cadere, ad una ad una tra noi, le
parole del dolore perché ci conducessero per gradi alle stanze del
Maestro, per gli istanti importanti del tempo da lasciare alla vita e ti
sei immerso nella densità dell’abisso senza pietà di te e di noi
affinché
nessun velo nascondesse l’ultima verità. Ci vuole il coraggio dei poeti
per scendere laggiù dove sai, il loro amore caparbio che parla ancora e
consola la paura di questa carne che sente e duole e scappa e si fa
cieca ai segni che gli mostrano il passaggio, la necessità d’essere
altrove perché altri siano foglie verdi ancora, alte nel cielo a
garrire al
sole, a cantare al vento. Sei sceso Sergio, fino al mistero svelato dal
silenzio tra una parola e l’altra, al balenare della pausa tra “natura” e
“orrore del vuoto” e hai squarciato l’apparenza del vuoto di suono
dimostrandone a tutti la pienezza fragrante, la forza ardente
dell’origine, del Verbo stesso e così ci hai condotto dove il Maestro
voleva: presso ciò che è sempre, dov’è la musica, al balen del suo
sorriso.
Dott.Ubaldo Sagripanti
Provo a descrivere quello che mi è successo ascoltando l’attore Sergio Carlacchiani leggere alcuni passi del mio libro " La mattina di San Giovanni"
Caro Sergio, adesso torno alle tue spalle sul palcoscenico del 31 sera: sei appena emerso dalla penombra della platea col tuo nero veloce sotto un’espressione intensa, ferma, da saltatore. Quelli del salto in alto sono atleti silenziosi, rintanati nei loro sacchi a pelo per restar caldi tra un salto e l’altro: devono uscirne al loro turno, contare i passi richiamando in sé mesi, anni di duro lavoro per staccarsi da terra. In un attimo il piede lascerà il suolo lanciando il corpo nel cielo sopra l’asticella. Dalla platea venivi così verso il palco e sei salito contando i passi, il tempo del salto e, ti rivedo in verde affrettarti lungo i corridoi notturni della radiologia vecchia, tra l’affanno del dolore ansimato da quelle sale, che appariva dalle lastre insonni partorite dalla sviluppatrice stracca e risentivo, alla luce ghiacciata del visore, le nostre anime affidarsi a un verso caro, al suo rifugio nella notte fredda e in quella dopo e l’altra ancora che si succedevano: così il gelo diafano di quella luce s’addolciva, Sergio. Ora t’appresti al salto con in mano le parole che non sono più mie, che nel tuo salto diventeranno foglie del cielo d’autunno che volano e vanno fino a toccare la terra che non le conosce, che loro nate tra il vento dei rami, non conoscono. Tu lo sai e prepari la terra e loro all’incontro: sei piantato sulle gambe al suolo, hai le spalle dritte al cielo e dal centro di te: eccolo il vento! La voce inizia a stormire ai bordi del bosco e vi entra gentile all’inizio e insieme decisa nel nunzio che il tempo si sta per compire; le foglie e la terra ancora non sanno che tempo, non sanno i sapori le une dell’altra, si sono sempre viste, mai toccate, un fremito, l’ultimo e sarà. E il primo foglio cade dal ramo dischiuso delle tue dita e la mia memoria rimasta sospesa per tanti anni in quella pagina, conosce la terra: la Venezia di me ragazzo e la ragazza che per prima mi disse amore si sono adagiati sull’anima d’ognuno, dolci, attesi dal loro tempo, maturi a farsi terra di bosco per foglie nuove, nuova linfa per tronchi vecchi e primo latte alle radici giovani. Il tuo vento Sergio, crescendo s’è fatto burrasca d’amore che ha divelto la mia bocca e le mie braccia dal tavolo alle tue spalle, le ha sospese padrone e, le a portate a lei, la terra della mia compagna che l’ha accolte nel suo seno dolcissimo e trasformate in vita, vita nuova che palpita e ama nei giorni della nostra stagione e l’abbraccio invisibile, segreto al mondo, s’è fatto luce. Superata l’asticella, guizzato per il suo cielo d’amore, sei tornato nella penombra del tuo sacco a pelo, preparandoti al cielo della morte: nulla è l’uno senza l’altra e l’altra senza l’uno, poiché sono lo stesso dono. Il canto di Giorgia, lo sguardo di Giorgio, la mia corsa in moto d’inverno e sei tornato in pedana: il passo più leggero ma dello stesso ritmo, il tempo dentro immutato, come dovuto, al primo e all’ultimo saluto. Rispettoso e fermo, scevro d’ogni ornamento il tuo nero di spalle per questo salto: hai lasciato cadere, ad una ad una tra noi, le parole del dolore perché ci conducessero per gradi alle stanze del Maestro, per gli istanti importanti del tempo da lasciare alla vita e ti sei immerso nella densità dell’abisso senza pietà di te e di noi affinché nessun velo nascondesse l’ultima verità. Ci vuole il coraggio dei poeti per scendere laggiù dove sai, il loro amore caparbio che parla ancora e consola la paura di questa carne che sente e duole e scappa e si fa cieca ai segni che gli mostrano il passaggio, la necessità d’essere altrove perché altri siano foglie verdi ancora, alte nel cielo a garrire al sole, a cantare al vento. Sei sceso Sergio, fino al mistero svelato dal silenzio tra una parola e l’altra, al balenare della pausa tra “natura” e “orrore del vuoto” e hai squarciato l’apparenza del vuoto di suono dimostrandone a tutti la pienezza fragrante, la forza ardente dell’origine, del Verbo stesso e così ci hai condotto dove il Maestro voleva: presso ciò che è sempre, dov’è la musica, al balen del suo sorriso.
Dott.Ubaldo Sagripanti

Renato Cortesi (Bergamo, 28 luglio 1939) è un attore, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano. Ha frequentato la scuola del Piccolo Teatro di Milano. Inizia giovanissimo l'attività di attore nel Teatro Universitario in opere di Thorton Wilder, Jonesco, Mrozek. Ha doppiato per ben 13 film Gérard Depardieu, ed altrettante volte André Dussollier. È stato anche la voce di William Hurt in Brivido caldo e Stati di allucinazione, di Liam Neeson in Vite sospese, di Jeff Bridges in C'è un fantasma tra noi due, di Jean Claude Dreyfus ne La nobildonna e il duca, e di Bill Daily nella serie Strega per amore.Tra gli attori doppiati Rutger Hauer, Brad Dourif, Dan Aykroyd, Geoffrey Rush, Burt Reynolds, Viggo Mortensen, Ben Kingsley, Jim Belushi in Una poltrona per due, Derek Jacobi ne Il gladiatore di Ridley Scott e Gene Hackman nel ridoppiaggio di Superman. Ha prestato voce ai personaggi Disney, ad esempio Lafayette ne Gli Aristogatti, Pippo nei cartoni degli anni ottanta, e Tigro in Winnie Pooh.Cortesi ha fatto il doppiatore in nove film di Federico Fellini; in particolare nel film Roma ha doppiato Peter Gonzales, che interpretava Fellini da giovane. Nel 2004, unico attore italiano invitato, riceve a Berlino un Premio nel Gran galà del Doppiaggio
RECITALS IN ARCHIVIO
Appunti sull’opera di Sergio Carlacchiani
Qualcosa va detto subito senza tergiversare: Sergio Carlacchiani è un grande artista multi-espressivo, extra-comunicativo, infra-disciplinare, trans-categoriale. Il suo percorso artistico (tuttora in fieri) è stato fin qui lungo, complesso, leggendario anche (perché no!), ricco di amicizie “eccellenti”, denso di riconoscimenti pubblici (e privati), a volte de-privanti e, soprattutto, non classificabile, incomparabile. Personalmente non conosco artisti di qualità che possano vantare le ampie e penetranti potenzialità espressive di Sergio. Nemmeno tra i “giovani”, a dir la verità. Per approfondire la storia artistica e umana dell’autore si può visitare il suo ottimo blog di riferimento: sergio-carlacchiani.blogspot.com Ineludibile è anche il suo canale youtube, all’interno del quale si possono ascoltare più di tremila declamazioni di affascinanti opere poetiche, che esaltano l’ampio spettro delle potenzialità vocali ed espressive dell’attore Carlacchiani, un’opera e una performance, questa, che, senza nessuno sforzo, definirei titanica. Bene! Ora, però, vorrei fecondare lo spazio bianco e sensuale della pagina, che mi si offre qui di seguito, con le mie semplici riflessioni sulla sorgente Po-Etica che sostiene la stratificata opera artistica dell’autore e da concretezza ed efficacia al suo pensare di-verso, av-verso, per-verso, contro-verso, uni-verso. E voglio seminare in modo ordinato, offrendo al pubblico poche, ma nitide, chiavi d’accesso alla sua Poiesis, cardini capaci di bloccare inopportune aperture, depistaggi semantici subliminali, virtuali o autoindotti.

Primo cardine. “Disinquinamente”; disinquinare: processo che tenta di ricondurre la mente occidentale, – ma cosa non è “occidentale” oggi? -, la mente razionale giudicante, sede della Krìsis, strumentale, dominata/dominatrice, la mente madre e figlia della Téchne, ricondurre la mente, dicevo, e dunque l’agire eticamente diretto (la Praxis), alla Phýsis, cioè alla natura armonica, originaria, fondatrice e fecondatrice, unificante, superiore, equilibrata, energetica, indomabile, incontrollabile, incalcolabile, pura e tremenda! Ciò è possibile se la Psyché si mette in cammino verso il centro dell’Essere. Non è un’ingenua questione artistica. No. Ed è proprio ciò che sta facendo Sergio Carlacchiani da anni, con timore, tremore, sconvolgente tenacia e un alto tasso di libertà operativa atemporale.

Secondo cardine. Le apparizioni/epifanie artistiche di Sergio Carlacchiani sorgono tutte dallo scontro: Psyché vs Téchne; e questa lotta, che sgorga dal (e al) tramonto dell’Occidente, è per definizione disinquinante. La poetica del ri-fiuto (dell’oggetto altrove scartato, consumato, poi ri-annusato, ma non più ciclabile, esteticamente improbabile, politicamente inadatto, maledettamente leggero, casualmente allegro) e della pattumiera-caverna-grembo, urlante di minuziosa impazienza e custode passionale di segni fossilizzati ma vitali, nasce alla periferia dei processi tecnici, dove l’onda d’urto della Téchne dominante è già scemata, o è rimbalzata indietro con studiata pre-potenza. Qui, in questo vuoto storico e sociale apparente, per Sergio è possibile una ri-configurazione etica “animata” dell’agire, un riapprodo alla naturalità, un sicuro ancoraggio alla Praxis ispirata dalla Psyché e subordinata all’autentica Phýsis. Ma questa Psychomachia non è solo teorica, è anche fisica, e richiede un allenamento folle, leopardiano, per diventare sostenibile. Non a caso Giacomo Leopardi è inscritto nel destino del nostro artista, è la sua luce e la sua ombra.

Terzo cardine. Trasversalità e multidisciplinarietà. L’artista del nostro tempo che fosse “tecnicamente specializzato” sarebbe solo uno strumento di dominio in mano alla Téchne e servirebbe solo a sostenerla, a echeggiarla in modo irresponsabile. Sergio Carlacchiani non ha mai fatto della Téchne il suo faro, o la sua stampella, e proprio questa mancanza lo ha sottratto alle gabbie della pro-duzione e lo ha tenuto vicino alla Psyché, attraverso la quale, rifiutando i sistemi dominanti e suggerendo il ri-fiuto delle realtà putrefatte in aree tecnicamente periferiche, ridà un’anima alle cose, una voce limpida alla “sua” poesia e delle idee all’Arte. I suoi ri-fiuti po-etici non sono tecnicamente pre-potenti, non sono di serie, né finalizzati, appaiono invece come coaguli di un’iperbolica sensibilità tangente alla Phýsis e sfuggono a una pro-duzione tecnicamente orientata, confinata e garantita dal valore di scambio; sono ri-fiuti cangianti, s-dopanti, a-politici, ecologica-mente e carlacchiana-mente disinquinanti, sempre pro-vocanti vaste aree semantiche.

Quarto cardine. L’opera di Sergio Carlacchiani è pro-vocatoria, de-clamatoria (ed e-vocatrice), ovverosia essa, chiamando con insistenza davanti a sé la genuina Poiesis, rivendica il diritto all’Essere e cerca la presenza dell’Essere, eventi tipici di una Psyché attiva benché incompiuta, e rigetta il diritto al pre-dominio, ostentato dalla Téchne come propria evoluzione naturale e fine, ma riconosciuto dall’autore come fortemente distorsivo e snaturante. Ed è infatti dalla anti-dominante Putrefactio da pattumiera che l’artista evoca anche le canzonette odierne, fresche e spontanee come fili d’erba o come gesti disinquinanti di-versi. Infine, vorrei dire che la vocazione asistematica di Sergio Carlacchiani non si esprime, e non può esprimersi, facilmente nella Polis, nella comunità intesa come luogo d’espressione dell’Etica ispirata dalla Phýsis, perché questa Polis-comunità non esiste più ed è stata sostituita da un meccanismo autodiretto che strumentalizza e annienta l’individuo per salvare solo una natura “snaturata”. Per questo motivo la Praxis a-prospettica, il pensiero di-verso, l’istinto con-verso, la forza e-vocatrice po-etica muscolarmente vocale, ripeto “muscolarmente vocale” e disinquinante dell’artista cozzano costantemente e pesantemente contro ogni tipo di politica impoetica, crudamente prosaica.

(Krìsis: separazione, scelta, giudizio; Phýsis: la naturalità originaria, non misurabile – la natura equilibrata e armonica – l’originaria manifestazione dell’Essere; Poiesis: la potenzialità creativa, che può sorgere anche dal nulla; Polis: la città, la comunità dei cittadini nel senso greco classico del termine; Praxis: l’agire eticamente diretto; Psyché: l’anima individuale e collettiva, l’essenza, ciò che sostiene e muove la natura; Psychomachia: lotta per – e dell’ – l’anima; Putrefactio: fase cruciale dei processi alchemici; Téchne: padroneggiare la propria mente, l’agire e il fare – dominio della natura e dell’uomo)
Claudio Nalli, 21 marzo 2016 (aggiornato il 01 ottobre 2016)
Mozart sublime

Armonie della sera: la Grande Musica nei luoghi più suggestivi delle Marche
La nuova stagione si presenta più che mai importante e variegata, con 16 appuntamenti che vedranno alternarsi illustri artisti, a partire dalla serata inaugurale del 12 luglio con il concerto programmato nella grande Chiesa di San Domenico di Fermo, sino al 15 agosto, concerto di Ferragosto ed anche occasione per celebrare il decimo compleanno dell?iniziativa. Si rinnova anche la formula di alcune collaborazioni con altre importanti istituzioni e festival nazionali ed internazionali tra cui l?Istituzione Sinfonica Abruzzese, l'Associazione “Appassionata” di Macerata, il Conservatorio G.B. Pergolesi di Fermo, la rassegna “Il violino sulla torre” a Moresco, l?Ateneo Musica Basilicata, il Festival “I Luoghi della Musica”/Festival Internazionale di Musica da Camera in Irpinia, il festival umbro Federico Cesi ed il FAI Marche. Si rinnovano anche gli appuntamenti di ARMONIE DELLA SERA ON THE WORLD che hanno alcuni mesi fa visto una trasferta estera del festival in Finlandia e Svezia. Programmato un concerto a Bratislava, in collaborazione con la VSMU Academy of Performing Arts in Bratislava, Facolta di Musica e Danza e l?Istituto Italiano di Cultura a Bratisalva, in data14 maggio, con protagonisti il duo Marco Sollini – Salvatore Barbatano, pianoforte a 4 mani ed un repertorio dedicato a Rachmaninov, Debussy, Respighi, Liszt. Apertura del festival 2014 anche questa volta a Fermo (FM), territorio in cui il festival e? particolarmente radicato, presso la grande Chiesa di San Domenico. Il 12 luglio nella serata di apertura suoneranno I Cameristi dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese, prima parti dell?ottima compagine italiana, assieme a Marco Sollini e Salvatore Barbatano, solisti per una serata interamente dedicata a F. Chopin con i due Concerti per pianoforte e orchestra ed altri lavori, nella versione da camera per pianoforte e quintetto d?archi. Ponzano di Fermo (FM), con la sua splendida Chiesa di San Marco, sara? protagonista di 4 concerti di altissimo valore, dalla pianista coreana Ilia Kim che suonera? brani di Clementi, Schumann e Chopin all?Ensemble Athenaeum, per percorsi nel mondo cinquecentesco, dal Decameron all?innamorato, eseguiti dai nove artisti con strumenti antichi, poi il duo composto dal grande violinista Domenico Nordio, assieme al pianista Pietro De Maria, per un programma affascinante che comprende anche la Sonata per violino e pianoforte diR. Strauss nel 150° anniversario dalla nascita, oltre a Stravinskij e Nielsen. Ultimo concerto a Ponzano nella serata di Ferragosto con un occhio alla musica contemporanea e programma incentrato interamente sui lavori “Bach Haus” di Michele Dall’Ongaro ed arie tratte da “King Kong, Amore mio” di Fabrizio de Rossi Re, autori scelti nell?edizione 2014 del festival come “Compositori in residence”. Per questo concerto ci si avvale anche della Collaborazione del Conservatorio Pergolesi di Fermo che porta alcuni musicisti nell?ensemble de I Solisti Marchigiani, interpreti del concerto. Ritorno a Monteleone di Fermo (FM), presso la Chiesa Madonna della Misericordia, piccolo gioiello del fermano, con un concerto del Quartetto delle Marche e musiche del marchigiano Lino Liviabella, di cui ricorre il 50° anniversario dalla morte, oltre a quartetti per archi di Mozart e Brahms. Ritorno straordinario anche a Genga, nella magnificenza delle Grotte di Frasassi, con un concerto di enorme suggestione e con protagonista il duo Sollini-Barbatano, pianoforte a 4 mani ed “acquatiche” musiche di Debussy e Respighi. Sponsor unico della serata la UBI Banca Popolare di Ancona. Imperdibile evento anche quello al Castel di Luco, nel comune di Acquasanta Terme (AP), con il duo composto da Stefania Saglietti, gia? prima arpa dell'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano e recente vincitrice del posto di prima arpa dell'Orchestra dell'Opera di Helsinki, assieme a Dante Milozzi, primo flauto dell?Orchestra della Rai di Torino, per un repertorio che parte da Bach e Haendel sino ad autori francesi e con l'opportunità per il pubblico di godere anche di una cena a lume di candela al termine del concerto, nelle sale dello stesso castello. Porto San Giorgio torna a essere presente con Rocca Tiepolo e una serata dedicata alla “danza” ed ai tanghi piu? celebri di Astor Piazzolla, interpreti il Nuovo Quartetto Meridies e Pasquale Coviello alla fisarmonica. New entry per Fabriano (AN), Chiostro del Complesso Monumentale San Benedetto, col recital del celebre pianista Andrea Bacchetti che accosterà le immense bachiane Variazioni Goldberg a rare Sonate di Domenico Scarlatti ed a pagine di autori contemporanei. Moresco (FM), uno dei borghi più belli d?Italia, entrera? nel cartellone con un concerto ospitato nella Piazza Castello e con protagonista il duo siciliano Roberto Metro – ElviraFoti, pianoforte a 4 mani, che presenterà un concerto dedicato a miniature musicali di tutti i tempi, da Strauss a Offenbach, da Joplin con “The Entertainer” ad Abreu, col celebre “Tico-Tico”. Ancona, rappresentata dalla magnifica Chiesa di Santa Maria di Portonovo entra per la prima nella programmazione grazie alla collaborazione con il FAI Marche, protagonista sara? l'Italian Saxophone Quartet con un programma molto vario ed accattivante incentrato principalmente su autori del 900. Belforte del Chienti (MC) e la sua Chiesa di Sant’Eustachio entrano per la prima volta nel programma di armonie della sera con il soprano Patrizia Biccirè, insieme a Marco Sollini, pianoforte. Per l’occasione un ricco programma dedicato alle “Armonie della natura: dalla romanza da camera all’aria d’opera”, un viaggio musicale attraverso varie epoche, arrivando sino al contemporaneo con “Sette ariette da camera” composte per l?occasione da Marco Sollini, su testi del poeta Eugenio De Signoribus e dedicate ai colori dell’arcobaleno, in prima esecuzione mondiale assoluta. Ritorno straordinario anche al Monastero di Fonte Avellana, nel comune di Serra Sant'Abbondio (PU) con un concerto affidato al Guitalian Quartet, pregevole quartetto di chitarre, ad offrire un irresistibile variegato programma. Prima volta anche per la sede di Porto Sant'Elpidio con la splendida Villa Baruchello ad ospitare nei suoi giardini il concerto del Trio “Sentimental Mood” con Roberta Pagano, soprano, Giovanni D’Auria, clarinetto e Antonella De Vinco, pianoforte, per una serata dedicata a immortali melodie del cinema ed alle piu? classiche canzoni napoletane. Significativo anche il ritorno alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno col concerto del grande Quartetto di Cremona, assieme a Marco Sollini, in un programma di grande spessore dedicato a Boccherini, Dall'Ongaro e Dvorak. Il consueto premio “Marche Musica”, nell'edizione 2014, sara? attribuito al Dott. Fabio Brisighelli, ottimo critico musicale professionista che opera nelle Marche ed autore di saggi per teatri e riviste importanti. Il premio “Una Vita per la Musica” avrà come sempre un illustre personaggio di spicco internazionale (in via di definizione).Rinnovate le preziose collaborazioni con Rai Radiotre e Radio Vaticana che sempre piu? diffondono i concerti su scala nazionale e internazionale e con il quotidiano il Resto del Carlino si rinnova il prezioso sodalizio di media partnership. Molti ancora gli enti coinvolti, dalla Regione Marche e dall'Assemblea Legislativa delle Marche alle varie Province e Comuni, come pure la Fondazione Carifermo, la Carifermo, la Camera di Commercio di Fermo e sponsor di varie proporzioni e tutti di assoluta importanza per la vita stessa del festival. Rinnovato anche il servizio navette per i concerti organizzato direttamente dal festival, in collaborazione con la compagnia di trasporti STEAT per “Le gite di armonie della sera”, opportunità ulteriore per seguire alcuni appuntamenti dalle localita? della costa alle sedi dei concerti, coniugandoli alla scoperta del territorio con approfondimenti turistico-culturali e gustosi aspetti enogastronomici. Rinnovata anche la preziosa collaborazione con l?etichetta discografica CONCERTO, con sede a Milano e distribuita in tutto il mondo, che realizzera? in collaborazione col festival due nuove produzioni discografiche dedicate a preziose rarita?: un CD con l'integrale della musica pianistica di Giovan Battista Pergolesi, interpretata da Marco Sollini, frutto anche del lavoro del “Laboratorio Musicologico Marchigiano”, organismo interno della stessa Associazione Marche Musica, e un CD sara? invece dedicato a rare pagine cameristiche di Giancarlo Menotti. Oltre a questi vanno evidenziati i CD con le registrazioni dal vivo di alcuni concerti del festival armonie della sera che hanno visto nei primi mesi del 2014 l?uscita di tre novita? discografiche nella collana “The Magic of live”, pubblicata sempre da Concerto-Music Media e dedicate alle migliori registrazioni “live” dei festival internazionali. Si rinnova il cartellone parallelo di “NON SOLO FESTIVAL”, che accosta ai concerti programmati e nello stesso periodo del festival anche una mostra di disegni del grande pittore marchigiano Sandro Trotti, (dal 13 al 27 luglio, presso la Sala Imperatori nel Comune di Porto San Giorgio), tre conferenze di illustri musicologi dedicate a tematiche varie, con Quirino Principe, Sergio Ragni, Nicola Verzina e l?incontro con i “compositori in residence” Michele Dall’Ongaro e Fabrizio De Rossi Re. Ed ancora una master class di pianoforte dedicata a giovani studenti, tenuta dal grande didatta e studioso Piero Rattalino (Porto San Giorgio, Rivafiorita 14/17 luglio). Si rinnova anche la formula dei due “poeti in residence”, sempre nell?ottica attenta del festival di aprirsi a sempre nuove opportunita e guardando anche all'incontro con le altrearti. Una inedita opportunità di scoprire ai concerti, sera dopo sera, due magnifici autori marchigiani scelti, Eugenio De Signoribus e Luigi Finucci, che offriranno per ogni concerto una loro poesia, in una piacevole alternanza ed in un sensibile viaggio delle emozioni attraverso la parola per legarsi a quelle profondissime e misteriose del linguaggio musicale. Lettore/interprete d'eccezione in alcuni casi sara l'attore marchigiano Sergio Carlacchiani.
L'attore Sergio Carlacchiani legge
Insomma in compagnia della poesia, della musica e della canzone d’autore, questa è una buona occasione per poter condividere insieme agli ottimi protagonisti di questo spettacolo, un percorso emozionale per niente scontato, sicuramente intrigante, piacevole e stimolante.
Lo spettacolo si terrá al Teatro Annibal Caro, Venerdí 7 dicembre alle 21.30
con Sergio Carlacchiani e Serena Abrami
Musiche: Mauro Rosati, Marco Fermani, Luigi Monteanni
Foto di Leandro Lucarini
showreel di Luigi Gasparroni
Registrazione effettuata nel Dicembre 2012 al Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche ."SENTIRE"ASCOLTARE INSIEME con Sergio Carlacchiani e Serena Abrami- Musiche: Mauro Rosati, Marco Fermani, Luigi Monteanni
Carlacchiani e Abrami
- Venerdì 7 dicembre, alle ore 21,30, presso il Teatro Annibal Caro, il Comune di Civitanova organizza lo spettacolo “Sentire, ascoltare Insieme”, degli artisti civitanovesi Serena Abrami e Sergio Carlacchiani. Una performance musical teatrale inserita nella stagione 2012-2013 dei concerti cittadini. Serena Abrami, accompagnata dai suoi musicisti, presterà la propria voce per interpretare un ampio repertorio, fatto di canzoni di Tenco, Modugno, Dalla e altri protagonisti di primissimo piano della musica italiana.
Registrazione effettuata nel Dicembre 2012 al Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche ."SENTIRE"ASCOLTARE INSIEME con Sergio Carlacchiani e Serena Abrami- Musiche: Mauro Rosati, Marco Fermani, Luigi Monteanni
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Teatro Annibal Caro – POP PRODUCTION
22.30 – Notturno…L’Orbo veggente, a cuore aperto spettacolo teatrale su testi di d’Annunzio, di e con Sergio CarlacchianiRiccardo Minnucci musiche originali e interventi audio/video.
POP PRODUCTIONNotturno...l'Orbo veggente, a cuore apertoTeatro Annibal Caro, ore 22.30Il titolo si riferisce ai Notturni, testo di D'annunzio scritto in un periodo di breve cecità. Quindi l'Orbo veggente è il Vate stesso. Il progetto nasce per approfondire questi percorsi del poeta visti da un'angolazione diversa da quella tradizionale, indagando D'annunzio a cuore aperto. La rilettura scava all'interno di alcune pieghe della sua vita poco note, da un lato la cecità, dall'altra l'immobilità svelano le visioni e le apparizioni di ciò che farà. In scena Sergio Carlacchiani accompagnato da immagini, video e musiche che integrano il percorso poetico e testuale nella forma collaudata del recital che Carlacchiani porta avanti da anni.3/07/2011 Civitanova Marche,Teatro Annibal Caro.Le registrazioni non professionali, effettuate in diretta, contengono rumori, errori e tagli di rimasterizzazione.POPSOPHIA PRODUCTION PRESENTA:
Gabriele D'annunzio " La morte del cervo "
Gabriele D'Annunzio " I Pastori e altro... " Interpreta:Sergio Carlacchiani
Gabriele D'Annunzio "Voglio un amore doloroso " Interprete Sergio Carlacchiani
Gabriele D'Annunzio " Mio caro Mussolini, mi stupisco di voi " Interprete: Sergio Carlacchiani
" O falce di luna calante " di Gabriele D'Annunzio - Interpreta: Sergio Carlacchiani

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Monsano Folk Festival - 26^ edizione
Ritorna anche quest'anno, con la ventiseiesima edizione il Monsano Folk Festival (Rassegna internazionale ed itinerante di Musica Popolare originale e di revival), allargata a quattordici comuni (di cui ben dodici dell' anconetano). Il Monsano Folk Festival, si caratterizza, nel vasto panorama italiano, per la sua particolare formula di rapporto, di scambio, di confronto-"scontro", tra la musica originale degli autentici portatori della tradizione e quella dei vari gruppi ed interpreti del folk-revival, in un accostamento di pari dignità, di notevole interesse e di grande valore scientifico.
Il Monsano Folk Festival, questa Rassegna internazionale di Musica Popolare originale e di revival, nel corso degli anni, si è trasformato in un Festival itinerante, svolgendosi non solo nella sua sede originale, Monsano, ma da diversi anni, anche a Camerata Picena, Corinaldo, Jesi, Montecarotto, Montemarciano, Polverigi, Rosora- Senigallia-Serra de' Conti - Staffolo per un totale di ben undici Comuni dell'anconetano (toccando quest'anno, con il dodicesimo ed il tredicesimo, rispettivamente Appignano (Mc) e per la prima volta un comune del pesarese, Isola del Piano (PU). Il Monsano Folk Festival è un appuntamento ed un riferimento fissi e scientificamente qualificati e prestigiosi, nel fornire, anno dopo anno, un quadro sempre più aggiornato, valido e stimolante della musica popolare, delle sue tradizioni e soprattutto delle sue ancora ignote potenzialità. Infatti siamo più che convinti, che nonostante l'isolamento culturale, le ingiustificate, ottuse, "disattenzioni", la secolare "latitanza" dei media, sia finalmente arrivata l'ora di far ascoltare e soprattutto diffondere "anche" quest' "altra" musica, specialmente alle nuove generazioni.
Lunedì 8 AGOSTO 2011 Ore 22,00
MONTEMARCIANO - ParcoVilla "Colle Sereno"
SERGIO CARLACCHIANI- GASTONE PIETRUCCI-LA MACINA
"E COSÌ DIMENTICAMMO LE ROSE..."
Omaggio poetico/musicale a
Cesare Pavese e Luigi Tenco, Dino Campana e Piero Ciampi, Eugenio Montale e Fabrizio De André
Registrazione dal vivo ...
Lunedì 8 AGOSTO Ore 22,00
MONTEMARCIANO - ParcoVilla "Colle Sereno"
SERGIO CARLACCHIANI- GASTONE PIETRUCCI-LA MACINA
"E COSÌ DIMENTICAMMO LE ROSE..."
Omaggio poetico/musicale a
Cesare Pavese e Luigi Tenco, Dino Campana e Piero Ciampi, Eugenio Montale e Fabrizio De André.
Dino Campana e Piero Ciampi- "Tu no"- con Sergio Carlacchiani, G.Pietrucci e La Macina
DINO CAMPANA "La Chimera" Interprete: Sergio Carlacchiani
L.Tenco: Vedrai vedrai - con Sergio Carlacchiani,Gastone Pietrucci e La Macina
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“Poesia in vita”, a Civitanova Alta, Cesare Bocci dà voce all’amore

Alle 17,30 (ingresso gratuito) la rassegna di poesia promossa ed organizzata dalla Provincia di Macerata in collaborazione con diversi Comuni, propone l’anteprima nazionale dello spettacolo “L’Amorperpiùomenodiviso…”.
08\02\2009, Teatro Annibal Caro, Civitanova Alta (Mc). "L'AmorPerPiùOMenoDiviso... Con Cesare Bocci (voce recitante), Sergio Carlacchiani (voce e regia) e Alfredo Laviano (musica ed effetti). Poesia in Vita 2009, Festival di Poesia Declamata promosso e sostenuto dalla provincia di Macerata.
FREELANCE VIDEO
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CARLACCHIANI E RUBINI LANCIANO LA TERZA EDIZIONE DI “POESIA INVITA” martedì 26 ottobre 2010
FOTO DI LUIGI GASPARRONI TRATTE DAL RECITAL
Lo spettacolo intero
Riccardo Minnucci intervista Sergio Carlacchiani e Sergio Rubini

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18 Gennaio 2011 Teatro Rossini di Civitanova Marche " LA CULTURA COME RESISTENZA " Da Theresienstadt ad Auschwitz, un percorso d'arte fra musica e parole..." SHOA - Sergio Carlacchiani ( voce e regia) Massimo Mazzoni e Christian Riganelli, Musica Klezmer.
Sergio Carlacchiani e Christian Riganelli prove prima dello spettacolo.
SHOWREEL DELLO SPETTACOLO
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'Festambiente giovani', Mogliano
si prepara a vivere la sua 'notte verde'
L’evento sarà ospitato sabato 30 e domenica 31 agosto presso il parco fluviale di S.Croce d’Ete, a Mogliano. A partire dalle 16 di sabato, e fino all'alba di domenica, spettacoli, musica, mostre, dibattiti ma anche momenti di riflessione sull'ecologia, la solidarietà e la legalità. L'ingresso sarà gratuito e, naturalmente, ci sarà la possibilità di campeggiare con tende e roulottes in un'area di sosta dedicata per godersi al meglio l'evento. Disponibile anche un baby park per i più piccoli con il gioco ed il riuso (a cura della Ludoteca Riù di Tolentino) per sensibilizzare i bambini verso atteggiamenti che evitino lo spreco e valorizzino il riutilizzo ludico e creativo.
La manifestazione è organizzata da Legambiente Marche, Protezione Civile Regione Marche, Provincia di Macerata, Provincia di Ascoli Piceno, Comune di Mogliano, Arte Nomade con il sostegno della ditta Troiani&Ciarrocchi srl.
“L’idea di dare vita a un grande evento per i giovani che li coinvolgesse su di un tema importante come quello dell’ambiente – ha spiegato in conferenza stampa il sindaco di Mogliano e presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori – ci ha trovato subito d’accordo con Legambiente. Il circolo moglianese ha pensato tutto in grande stile, siamo sicuri che sarà una grande festa”.
“Oggi più che mai – è invece intervenuto l’assessore provinciale alle Politiche Giovanili, Alessandra Boscolo – dobbiamo coinvolgere i giovani nelle grandi questioni che affliggono il nostro paese. La questione ambientale è di vitale importanza per le generazioni future. Non si farà mai abbastanza, ma di certo fino ad oggi si poteva fare di più. Dobbiamo adoperarci tutti insieme perché si crei una nuova coscienza collettiva che faccia sì che certi disastri siano solo brutti ricordi”.
Alla conferenza di presentazione dell’iniziativa hanno preso parte anche l’assessore all’Ambiente della Provincia di Ascoli Piceno, Manuela Marchetti, la dirigente regionale della Protezione Civile Marche, Sarda Cammarota, il rappresentante di zona di Legambiente, Gianfranco Borgani, Mirko Moretti del circolo Legambiente Mogliano, e Maurizio Serafini di ArteNomade.
Il parco fluviale di S. Croce d’Ete si trasformerà per l'occasione in un grande villaggio con due palchi, un info point, uno spazio convegni, stand gastronomici, uno spazio tramonto, uno spazio benessere e molto altro all night long.
Ricchissimo è il programma diviso per categorie: musica, teatro, poesia, editoria, cinema, danza, fotografia, performances, convegni, benessere, gastronomia, biologico. L'inaugurazione è prevista per sabato 30 agosto alle 16 presso la chiesa di S.Croce. Info su www.festambientegiovani.it e www.comune.mogliano.mc.it.
Nella foto: Un momento della conferenza stampa.
Il Parco Fluviale di S. Croce d’Ete si trasformerà per l'occasione in un grande villaggio
la redazione
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In uno dei centri della Piccola Grande Italia pulserà quindi il cuore del divertimento no-stop con spettacoli, musica, mostre, dibattiti ma anche momenti di riflessione sull'Ecologia, la Solidarietà e la Legalità.
L'ingresso è gratuito e naturalmente ci sarà la possibilità di campeggiare gratuitamente con tende e roulottes in un'area sosta dedicata per godersi al meglio l'evento. Disponibile anche un baby park per i più piccoli con il gioco ed il riuso ( a cura della Ludoteca Riù di Tolentino) per sensibilizzare i bambini verso atteggiamenti che evitino lo spreco e valorizzino il riutilizzo ludico e creativo.
Il Parco Fluviale di S. Croce d’Ete si trasformerà per l'occasione in un grande villaggio con due palchi, un info point, uno spazio convegni, stand gastronomici, uno spazio tramonto, uno spazio benessere e molto altro all night long.
Ricchissimo è il programma diviso per categorie: musica, teatro, poesia, editoria, cinema, danza, fotografia, performances, convegni, benessere, gastronomia, biologico. L'inaugurazione è prevista alle 16 presso la Chiesa di S.Croce. Stessa location per l'apertura, alle 16:30, delle mostre fotografiche di Massimo Zanconi e Barbara di Cretico. Alle 17 incontro dal titolo 'Le terre liberate dalla legalità: storie, economie e successi della lotta dei territori del sud alla criminalità”.
Poi ancora alle 17:30 presentazine della Collana di noir VerdeNero di Edizioni Ambiente. Non mancheranno anche percorsi erboristici e simbologia degli alberi nella storia, saluto al sole-riti e meditazione, trattamenti di benessere e rilassamento. Spazio anche al teatro con il sentiero teatrale itinerante di Tetrapa a cura di Silvana Nobili. In serata 'Suoni e canti di vecchi braccianti' la selezione musicale raccolta e interpretata da Pino Pontuali, uno dei più grandi interpreti ed etnomusicologi della musica popolare italiana. A seguire alle 21 'La Coccola', spettacolo di musica e danze popolari della tradizione contadina. Poco prima delle 22 toccherà a 'La tenda dello Zingaro' una performance live di genere elettrico psichedelico. Per gli amanti della musica classica da non perdere il gruppo Echeion. Risate assicurate con la proiezione del film amatoriale dal titolo 'Il ratto del sabini' a cura del gruppo Il Ginepraio.Sempre alle 21:45 ma sul palco 2 sarà la volta del Teatro del Bagatto con lo spettacolo 'San Giovanni non vuole inganni'. Prima della mezzanotte torna la musica classica con il Goldberg String Trio. Presso la radura della poesia invece alle 23:30 è atteso il Lamento di Ignazio di Garcia Lorca- estratto dal recital MA IO CANTO di Sergio Carlacchiani.
A mezzanotte in punto saranno di scena invece gli Ogam. Poi la musica corale del Coro Monti Azzurri nella Chiesa di S. Croce e come se non bastasse, poco prima dell'una l'attore Giancarlo Salvucci sarà protagonista con La ballata del vecchio marinaio-Coleridge. Si torna a ridere con 'Immondizia? Ci pensa Silvio...' a cura dell' imprevedibile Vladimiro. Notte senza pause con Gabrile Possenti e la sua chitarra all' 1:30. Poi si torna alla Chiesa di S.Croce per la performance della Corale Morresi.
Alle 2:30 Inventio, proiezione della pellicola 'Nosferatu il vampiro'. Molto attesi anche i Vincanto che suoneranno alle 3:30 sul palco 2per poi lasciare la chiusura del FESTIVAL ai Silverea's Daffodils che saluteranno il pubblico ispirandosi al poeta Wordsworth con chitarre acustiche, violino e piano.
Informazioni più dettagliate sono disponibili sui siti www.festambientegiovani.it e www.comune.mogliano.mc.it
FestAmbiente Giovani è inserita nella rete nazionale dei festival di Legambiente Festambiente Net (www.festambientenet.it ), una rete che unisce gli appuntamenti dedicati al'ambiente e allo sviluppo sostenibile lungo tutta l'Italia. L'evento è organizzato da Legambiente Marche, Protezione Civile Regione Marche, Provincia di Macerata, Provincia di Ascoli Piceno, Comune di Mogliano, Arte Nomade.
Prima edizione di Festambiente Giovani, 25 agosto 2008, Presso la radura della poesia alle 23:30 è atteso il Lamento per Ignacio di Garcia Lorca- estratto dal recital MA IO CANTO con Sergio Carlacchiani voce e regia, alla chitarra Riccardo Minnucci.

GARCIA LORCA, estratto da Lamento per Ignacio: "Anima Assente " - Interpreta: Sergio Carlacchiani, alla chitarra, Riccardo Minnucci.
FILMATO DELLO SPETTACOLO
08 Febbraio 2006 - Cineteatro Divina Provvidenza di Porto Potenza Picena FILASTROCCHE IN CIELO E IN TERRA
Con Sergio Carlacchiani, voce e regia- Coro dei Pueri Cantores di Monte San Giusto diretti dal Maestro Rossano Romagnoli.
Parte II di frammenti tratti dallo spettacolo dedicato a Gianni Rodari voce: Sergio Carlacchiani
Terza parte di frammenti dedicati a Gianni Rodari - voce e regia Sergio Carlacchiani
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ESTATE MACERATESE 2006
Sergio Carlacchiani e i FUTURISTI
musiche della Compagnia D' Arte Drummatica
showreel
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Il club di Civitanova dell'International Inner Wheel, in
collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune e i Teatri di
Civitanova, ha organizzato per venerdì 21 gennaio al teatro Annibal Caro
(ore 21) uno spettacolo dal titolo Mi chiamo tango, non voglio dirti
altro
L'iniziativa ha uno scopo benefico: l'incasso dello spettacolo
sarà infatti devoluto alle popolazioni dello Sri Lanka colpite dalla
tragedia del maremoto.I biglietti (10 euro) sono in vendita presso il
botteghino del Rossini.
Sergio Carlacchiani e Paula Castelli con Luciano Biondini, "MI CHIAMO TANGO "- Registrazione di un frammento ...
Sergio Carlacchiani e Paula Castelli con Luciano Biondini, "MI CHIAMO TANGO " Registrazione completa dello spettacolo
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10 Dicembre 2005 Stagione di Prosa, Teatro Apollo di Mogliano - Sergio Carlacchiani declama Pablo Neruda, con lui il Quartetto Eudora e il ballerino Maurizio Rinaldelli.
Videoregistrazione dello spettacolo.
Sergio Carlacchiani (voce e regia), Quartetto Eudora (musiche) e Maurizio Rinaldelli (danza).
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Sergio Carlacchiani Omaggio a Neruda , musiche dal vivo del Quartetto Eudora, coreografie e danza di Maurizio Rinaldelli.
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Sergio Carlacchiani recital con Con Paula Castelli,Riccardo Minnucci e Tazio Piergentili
Sergio Carlacchiani declama " A mia moglie " di Umberto Saba
Sergio Carlacchiani declama " Vieni, entra e coglimi,saggiami... " Patrizia Valduga
Sergio Carlacchiani decalma " Donna sola in cammino "di Blaga Dimitrova
Sergio Carlacchiani declama " Mater dulcissima "di Salvatore Quasimodo
Sergio Carlacchiani declama " O che noia ... " da i Poeti Futuristi
Sergio Carlacchiani declama " La vita " di Madre Teresa di Calcuta
Sergio Carlacchiani declama " La luna si è rotta " di Joyce Lussu
Sergio Carlacchiani declama " Salisci mia Diana,salisci..." di Aldo Palazzeschi
Sergio Carlacchiani" Stormi bianchi, azzurri incendi "Bis finali dei musicisti e delle voci recitanti.
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20/ 08 / 2004 Civitanova Marche alta, Chiostro Sant' Agostino. " Beat Pop Be Bop " con Sergio Carlacchiani , voce e regia , le musiche sono affodate ai Limanaquequa.
20 Agosto 2004 CIVITANOVA MARCHE Una serata di poesia e musica dedicata alla Beat Generation. Regista ed interprete della serata sarà Sergio Carlacchiani, che reciterà i brani più famosi di alcuni dei protagonisti della Beat Generation, come Gregory Corso, William Burroughs e Allen Ginsberg. Ad accompagnarlo sarà il gruppo musicale Limanaquequa che eseguirà musiche originali jazz.
ALCUNI FRAMMENTI DELLO SPETTACOLO
William Burroughs "Preghiera per il giorno del ringraziamento" Interprete: Sergio Carlacchiani
Gregory Corso "Scritto alla vigilia del 32 compleanno" Interprete Sergio Carlacchiani
Allen Ginsberg Frammento da “Kaddish” Interprete : Sergio Carlacchiani
Allen Ginsberg "Improvvisazione a Beijing " Adattamento e voce: Sergio Carlacchiani
ESTATE 1961 DENISE LEVERTOV Interprete: Sergio Carlacchiani
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"Party for Andy "
Con Sergio Carlacchiani attore e regista, Paula Castelli, Veronica Cipolletti, Stefano Petracci e Davide Quintili. Musiche The Velvet Underground . 27 / 08 / 2004 Civitanova alta, chiostro Sant' Agostino.
Party For Andy, tributo di Sergio Carlacchiani al genio di Warhol
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SPETTACOLO MERINI
REGISTRAZIONE DELL' INTERA DELLO SPETTACOLO DEDICATO AD ALDA MERINI. Con Sergio Carlacchiani e Paula Castelli , musiche eseguite dai Duarte.
Tour nelle ville di Magliano in Toscana , Carlacchiani accompagnato da diversi gruppi musicali si esibirà con

Agosto 2004 Magliano in Toscana
GIARDINI IN FESTIVAL
REGISTAZIONI AUDIO
" Omaggio a Alda Merini " con Sergio Carlacchiani - voce e regia - Ogam, musiche originali ed effetti eseguiti live.
Alda Merini "Sono nata il 21 a primavera" - Interprete :Sergio Carlacchiani
Alda Merini " Io come voi" Interprete: Sergio Carlacchiani
Alda Merini " Bambino se trovi l'aquilone della tua fantasia" Voce: Sergio Carlacchiani
Agosto 2004 Magliano in Toscana GIARDINI IN FESTIVAL
" Omaggio a Eugenio Montale" con Sergio Carlacchiani - voce e regia e Ogam - musiche originali ed effetti eseguiti live.
Eugenio Montale"Dora Markus"Voce di Sergio Carlacchiani
Eugenio Montale " Corno inglese "Voce di Sergio Carlacchiani
Eugenio Montale"Dicono che la mia" - Voce di Sergio Carlacchiani
SPETTACOLO SU GIACOMO LEOPARDI


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Civitanova Marche (Mc), 26 nov. 2003- (Adnkronos) - Eugenio Finardi presenta, in prima nazionale, lo spettacolo dedicato a David Mourão Ferreira, saggista, poeta e narratore, figura fondamentale della cultura portoghese del Novecento. S'inaugura cosi' venerdi' 28 novembre al Teatro Annibal Caro, alle 21,30, la seconda edizione di 'POETI E POESIE DA DECLAMARE', che da novembre a febbraio presenta tre spettacoli per voci e musica curati da Sergio Carlacchiani e promossi dal Comune di Civitanova Marche, dall'Azienda Teatri di Civitanova, dalla Biblioteca Comunale S. Zavatti di Civitanova Marche con il patrocinio del Centro mondiale della poesia e della cultura Giacomo Leopardi di Recanati (Mc).
Ad affiancare il cantautore milanese, che interpretera' canzoni della tradizione legata al fado, ci saranno Sergio Carlacchiani, attore, poeta e performer civitanovese, e il musicista Marco Poeta, uno dei massimi suonatori di chitarra 'portoguesa' che da anni si dedica al Fado, Elisa Ridolfi, che cantera' in lingua portoghese, Paolo Galassi alla chitarra e Matteo Moretti al basso acustico.
Lo spettacolo sara' preceduto alle 18, al Teatro Cecchetti di Civitanova Marche (Mc), dalla conferenza dal titolo 'David Mourão Ferreira: il poeta, lo scrittore, l'uomo', curata dal professor Franco Tortoreto, esperto di letteratura portoghese. Sara' presente anche la vedova del letterato, la signora Pilar Ferreira.

Sergio Carlacchiani presenta David Mourao Ferreira, con Eugenio Finardi e Marco Poeta... 1°Parte
Intervista a Sergio Carlacchiani, Eugenio Finardi e Marco Poeta sul loro spettacolo-2°Parte



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Montegranaro, Poeta e Cigliano aprono la stagione del “La Perla”
Parte con un omaggio a due poeti, Giacomo Leopardi e Fernando Pessoa, la stagione teatrale del “La Perla” promossa dall’amministrazione comunale e dall’Amat.
L’appuntamento successivo per il cartellone di Montegranaro è il 27 dicembre ancora con la musica. Che questa volta sarà il gospel del Tony Washington Singers, una delle migliori formazioni di questo genere che nelle Marche fa ormai parte delle tradizioni natalizie. Alla prosa vera e propria si arriva il 22 gennaio con il monologo di Lunetta Savino Tina fai presto, tragedia comica per donna sola scritta e diretta da Massimo Andrei. La stagione propone poi due appuntamenti brillanti. Il primo il 12 febbraio con Non sia mai viene qualcuno, nuovo monologo di Enrico Brignano, il comico romano formato alla scuola di Gigi Proietti e portato alla ribalta dalle apparizioni in popolari talk-show televisivi che ha sviluppato anche una propria vena teatrale. L’altro, a cui il 12 marzo è affidata la chiusura del programma, con Rocco Barbaro, il cinico del Pippo Chennedy Show televisivo, con il monologo Menefotto, storia quasi autobiografica di un emigrante dal Sud costretto dal destino a fare ‘l’attore famoso’ in una fredda e metropolitana Milano.
Biglietti per gli spettacoli sono in vendita al teatro La Perla (tel. 0734.893350) il giorno precedente e il giorno di rappresentazione dalle ore 17.00 alle 20,00. I biglietti a posto unico numerato costano € 13,00; ridotto studenti e pensionati € 11,00.
Per informazioni: ufficio cultura del Comune di Montegranaro tel. 0734.897932, Biblioteca Comunale tel. 0734.890554 o Teatro la Perla (tel. 0734.893350).
Registrazione video completa dello spettacolo
Sergio Carlacchiani " La quiete dopo la tempesta "
- O sole mio" Fausto Cigliano
Sergio Carlacchiani" Lettera al padre"Giacomo Leopardi-
Fausto Cigliano" I' te vurria vasà"
Sergio Carlacchiani" Il sabato del villaggio " G. Leopardi
- Fausto Cigliano "Torna a Surriento"
Sergio Carlacchiani" Mio cuore" Pessoa-
Fausto Cigliano "Com'è bella la città 'e Pulicinella"
Sergio Carlacchiani" I giovani assai comunemente"
- Fausto Cigliano" A casciaforte"
Sergio Carlacchiani "Il passero solitario" - Giacomo Leopardi- Fausto Cigliano "Reginella"
Sergio Carlacchiani" Nuvole" Pessoa -
Musica eseguita da Marco Poeta e Paolo Galassi
Sergio Carlacchiani" Nient'altro... "Pessoa -
musiche di Marco Poeta e Paolo Galassi, voce di Elisa Ridolfi
Sergio Carlacchiani in " Leopardi - Pessoa -
Incontri di-versi " - Fausto Cigliano medley finale
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Prima dello spettacolo dedicato a Giacomo Leopardi, tenuto a Morrovalle. Foto di Ivano Quintavalle

Sergio Carlacchiani declama " Canto di un pastore errante dell'Asia "
Sergio Carlacchiani in "Pregiatissimo Signor Giacomo Leopardi " Frammento finale.
Sergio Carlacchiani in " Le ricordanze" da" Pregiatissimo Signor Giacomo Leopardi"
Sergio Carlacchiani in " Pregiatissimo Signor Giacomo Leopardi" - " Il passero solitario"
Sergio Carlacchiani in " Pregiatissimo Signor Giacomo Leopardi" - " A se stesso "
Sergio Carlacchiani in " Pregiatissimo Signor Giacomo Leopardi" - " Alla luna"
Sergio Carlacchiani in " Pregiatissimo Signor Giacomo Leopardi" - Il sabato del villaggio "
Sergio Carlacchiani in " Pregiatissimo Signor Giacomo Leopardi" - " L' 'infinito "
Sergio Carlacchiani in " Pregiatissimo Signor Giacomo Leopardi" - " A Silvia"
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Questo video propone uno spettacolo rappresentato ormai molti anni fa:
Camillo
di Murisengo, ufficiale in pensione dell'Esercito Piemontese (Regno di
Sardegna), ripercorre, in una sorta di diario dei ricordi, un percorso
tra le principali tappe del Risorgimento Italiano, accompagnate ciascuna
da una musica legata alla circostanza.
Lo spettacolo, realizzato nel
percorso storico e per i testi da Michele D'Andrea e nella parte
musicale (arrangiamenti e direzione) da Fulvio Creux, è un esempio "ante
litteram" di quelle che negli anni successivi diventeranno le
celebrazioni per i 150 anni dell'Unità o, oggi, della Grande Guerra.
Il tutto in tempi "non sospetti".
Introduzione di Michele D'Andrea
SERGIO CARLACCHIANI - Voce Recitante
CORPO MUSICALE "C. CUSOPOLI" DI MONTERUBBIANO
FULVIO CREUX - Direttore
Monterubbiano (AP), Teatro Pagani, 16 marzo 2003
Brani eseguiti, nell'ordine:
Michele Novaro: IL CANTO DEL DRAGONE (ed. Scomegna)
Michele Novaro: IL CANTO DEGLI ITALIANI (ed. Accademia 2008)
Giuseppe Verdi: VA' PENSIERO (ed. Scomegna)
Alessio Olivieri: INNO DI GARIBALDI
Anonimo: ADDIO, MIA BELLA, ADDIO (ed. Scomegna)
Paolo Giorza: DAGHELA AVANTI UN PASSO (ed. Accademia 2008)
Anonimo: IL SILENZIO (ed. Scomegna)
aa.vv: ECHI DI TRINCEA (ed. Scomegna)
Colombino Arona: LA CAMPANA DI SAN GIUSTO (ed. Accademia 2008)
Michele Novaro: Il canto degli italiani (versione sinfonica) (ed. Scomegna)
I testi sono di Michele D'Andrea Le trascrizioni e/o arrangiamenti sono di Fulvio Creux
REGISTRAZIONE DELL'INTERO SPETTACOLO
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CARLACCHIANI DECLAMA
EUGENIO MONTALE A MACERATA
Per la Rassegna Poeti e Poesie da Decl/Amare, Sergio Carlacchiani viene intervistato sul recital che terrà a Macerata il 7 Luglio 2003 dedicato a Eugenio Montale._________________________________________
Sergio Carlacchiani parla del successo del suo recital
su Montale e della sua attività di attore e poeta.
Dopo una prova aperta effettuata in una villa di campagna nei pressi di Colmurano che ebbe un gran successo, si tentarono delle repliche che non si realizzarono; oggi a distanza di circa 15 anni , il tenore Riccardo Massi è uno dei tenori " spinti " più apprezzati a livello mondiale.

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Iniziativa culturale a San Crispino
22/10/2003, ore 16:17 Porto Sant'Elpidio“ Poesie e Poeti da declamare”
Musica e poesia caratterizza il programma delle iniziative di giovedì 23 ottobre, organizzato dall'Associazione San Crispino per la celebrazione del Santo Patrono. "Poesie e Poeti da declamare" è, infatti, il titolo dell'incontro che si terrà domani sera (giovedì 23 ottobre) a Villa Baruchello, a partire dalle ore 21.30. Protagonista della serata sarà l'attore Sergio Carlacchiani che, accompagnato dalle magiche note dei "cinque fiati" de "I Nino Rota", declamerà poesie tratte dai "Canti" di Giacomo Leopardi: uno spettacolo di grande spessore culturale e di straordinaria suggestione, che ha già raccolto i favori del pubblico in diverse città marchigiane.
Un'iniziativa diversa, forse insolita, per un cartellone dedicato ai festeggiamenti del Patrono, ma, quello di domani sera, si preannuncia senz'altro come un appuntamento da non perdere. Questa formula di spettacolo, non nuova a Porto Sant'Elpidio con gli incontri organizzati periodicamente a Villa Murri, viene proposto ora, attraverso la festa di San Crispino, ad un pubblico più vasto che, sicuramente, potrà confermare quella che in altre realtà si è rivelata una piacevole sorpresa: la poesia come momento alto di riflessione, ma anche spettacolo capace di trasmettere forti emozioni. E Sergio Carlacchiani non deluderà sicuramente le attese e riuscirà certamente a trasmettere le angosce, le speranze, le armonie ed ogni sentimento espresso nelle straordinarie opere di Leopardi.
La bontà di questa manifestazione, tra l'altro, è acclarata anche dal patrocinio, ricevuto per l'occasione, dal Centro Mondiale e della Cultura "Giacomo Leopardi" di Recanati.
Uno spettacolo, dunque, da vedere e da gustare fino in fondo, nella consapevolezza che l'Associazione San Crispino ha effettuato una scelta azzeccata e che Carlacchiani ed i suoi musicisti non tradiranno le aspettative.
di Stefania Ceteroni
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Domenica 15 Dicembre 1996 CINE TEATRO EXCELSIOR - MORROVALLE. Sergio Carlacchiani in " EUGENIO MONTALE IN VOCE " Omaggio al poeta nel centenario della nascita. Con la partecipazione straordinaria di Barbara Mancini e Monica Scalcon.Musiche originali eseguite dal vivo dagli OGAM .
Eugenio Montale " La vita oscilla - I bambini " Voce: Sergio Carlacchiani
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Caffè letterario Rai 3 Carlacchiani declama Leopardi
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Video che racconta Le Cantine Fontezoppa, la storia, il territorio e la magia di una terra. Regia di Paolo Doppieri, produzione 2 GM film, fotografia Germano Marsili, montaggio Paolo Doppieri, post produzione Massimo Macellari. Con la consulenza dello Studio Riccardo Ruggeri, i testi di Paolo F. Bragaglia , la voce di Maria Pia di Meo e la partecipazione amichevole di Sergio Carlacchiani.
La versione integrale del promo turistico di Paolo Doppieri dedicato alla città di Civitanova Marche, raccontata attraverso gli sguardi autentici di chi la vive.
My latest showreel joins together different images shot during the past ten years. It is intentionally brand-free, and it doesn't display any testimonial or products. Enjoy!
La versione breve del promo turistico di Paolo Doppieri dedicato alla città di Civitanova Marche, raccontata attraverso gli sguardi autentici di chi la vive. Guarda la versione integrale qui: https://youtu.be/ArzORCpHtfk. Guarda il backstage qui: https://youtu.be/mfp_GS39Gh4.
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