


"Tre tempi per Sergio Carlacchiani" Presentazione dello spettacolo e della Pattumiera/libro, a TVRS.Video di Sergio Carlacchiani
Il cerchio vuoto.
L'origine è il silenzio,il vuoto,lo schermo nero,l'attesa,lampi che tagliano lo schermo orizzontale, frammentati,gorgoglii di voci in spazi d'acqua.
Intermitenze,apparizioni,disparizioni, liquido amniotico invade lo schermo,inonda il tempo il quotidiano affiora nell'indeterminatezza ecografica; la scrittura si fa ecografia.
Una massa tumorale affiora dalla liquidità' con occhio attonito,si fa figura attraverso protee metamorfosi: vagìti embrionali,su lunghi spazi bianchi,tic attoniti. suoni insensati dentro denti inamidati,voci costrette da stretti colletti,inutili balaustrate di flussi,schiere di sforzi inarticolati,irreticolati da spettri vocali.
Lo specchio di banali serialità' mina l'illusione ,una forza vuota non rassicurata che da schifate ridondanze"gli hanno detto", "si e no".
Op, op rimbalzano in corse immaginarie,ampiificazioni su percorsi sonori di opache strettoie quotidiane.
Si rincorrono echi lontani riassunti in spasmi,gridi,flussi che
si dilatano in primordiali orazioni corali.
Un punto—linea,un ticchettio metallico prima traccia di scrittura racconta profumi,sapori,attenzioni illusorie, intriganti rassicurazioni in igieniche forme, reiterati vocalizzi di gestualità quotidiane.
Lo schermo rispecchia unicamente bianche distanze,informi deserti, intellettuali incertezze acquatiche,
Inutilmente il corpo ostenta il suo corno,perde ogni traccia di identità' ,il testo smarrisce (marcisce) il senso? si fa colore,movimento,fotogramma.
Vanamente la voce si arroga il suo diritto,affoga in grigi itinerari lineari. " Il corpo c'era e non c'è' più" afferma Caracchiani"sfatto,disfatto,discontinuo". Dov'è andato a finire
l'io spettro di un corpo lucente e imbalzamato? Chi siamo noi se non una combinatoria dfi esperienze, di informazioni, di letture, di immaginazioni? Siamo un 'enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un capionario di stili, dove tutto può essere continuamente mescolato e riordinato in tutti i modi possibili. Non giova spogliarsi delle verità, lo specchio continua inesorabile a riflettere illusoriamente le forme, a dissolvere, a disperdere il detto,e le trappole del dire,la fabula e le menzogne della fabulazione nell'incestuosa tremula voracità dell'immagine, cloaca rigurgitante di molteplici possibilità che l'occhio vitreo registra.
La spugna gonfia di materia vitale non scorre più, l'ingorgo di
passato presente futuro blocca le esistenze calcificate nell'illusione del movimento.
Maurizio Boldrini
La labilità e l'instabilità dominano il tempo, suggerisce Carlacchiani: le forme per gioco si animano, si identificano in qualche situazione precaria, poi con la grazia di un inutile tragedia, vacillano fino a tornare nell'indistinto liquido.
Solo l'arte può' garantire una qualche sopravvivenza e illusione di eterntà• l' attore in questo caso tenta di sottrarre al tempo la sua fuga, nel momen= to fulminante della bellezza, ma non viene dannato faustianamente perché scopre nell'interpretazione reiterata di uno stesso monologo (la pazzia di Re Lear) con sfumature diverse e scarti minimi la possibilità di dif= ferire sottrarre e aggiungere all'interno di un identica maschera teatrale. Ma la scena si carica di ulteriori significati per il tema stesso della follia con le sue fissità maniacali, ritualità ossessive, scansioni fobi=» che da cui filtrano, per i misteri dell'anima, segali impercettibili di vita e di amore. Solo un'identità che non si stratifichi ma si lasci rimettere in gioco dalla vitalità intcriore, può superare il conflitto fra il ruolo e la frammentaria verità della vita che ritorna in un altra sequenza in cui l'attore è quasi nudo difronte allo specchio. Ciò che rende osceno il suo corpo non è la nudità ma la sola cravatta cioè la finzione/ l'artefatto, l'estetismo, la"recita".
Non siamo mai completamente noi stessi difronte alla verità e al nostro doppio, c'è sempre l'insidia a nasconderci ed a ricoprirci di una sterile dignità che ci precipita di nuovo nell' acqua, nostra inevitabile fine ma di cui avremmo potuto almeno scoprire il segreto.
GIAMPIETRO NICOLETTI
Non un racconto, né un discorso, non un avvenimento, né un soggetto, ma il rumore di fondo di uno spudorato comune quo- tidiano .
Il volto, il corpo, l'oggetto, il colore, la voce, alla pa- ri del vuoto, del silenzio e del buio reificati, fanno bella mostra di sé, invadendo la scena per recitare ognuno la sua parte, alternandosi e scambiandosi il ruolo di protagonista.
Si tratta di un gioco per il gioco e del gioco ha tutta la serietà, tutta la capacità creativa proprio perché libero dalle convenzioni, dai canoni, dal contratto.
Lo spettatore è chiamato sulla scena a trattenere a fatica il sipario fino a che lo spettacolo, saturo di oscenità, getta ogni sua maschera e gli lascia scoprire un senso nel ritmo irreversibilmente determinato di una goccia che con- tinua a cadere.
Luisa Annessi
SCRITTI ORIGINALI
di Sergio Carlacchiani " AMO "




Sergio Carlacchiani torna a Tvrs per parlare della sua mostra " Solitudini e spiritelli"
SERGIO CARLACCHIANI COME ATTORE , AL FAMOSO TEATRO DELL' OROLOGIO DI ROMA, PER DIVENTARE UN ARTISTA COMPLETO...
VIDEO " Essere o non essere ... " Sergio Carlacchiani prova il monologo al Minimo Teatro di Macerata

FILMATI DELLO SPETTACOLO"FUOCHI"
Sergio Carlacchiani , interprete nello studio scenico "FUOCHI"-
Sergio Carlacchiani, attore nella pièce "FUOCHI"-Teatro dell'Orologio di Roma 1990.

--------------------------------------------------------------------------------------------Arte Integrativa e Alternativa Tolentino - Palazzo San Gallo, 1989
VIDEO DELLA PERFORMANCE CHE HA INAUGURATO LA MOSTRA Sergio Carlacchiani, esposizione e performance. Palazzo San Gallo, Tolentino.

A casa di Sergio Carlacchiani, per le " Terrazze culturali"
"La Terrazza Carlacchiani"performances varie,di varie edizioni. Montecosaro 1990.
“Poeti marchigiani contemporanei
Sergio Carlacchiani è la voce nel film di Lucilio Santoni "Inquieto Adriatico Marche"
Questo film realizzato nel 2000, è l'ultimo di una serie dedicati ai poeti marchigiani contemporanei. La Regione Marche in collaborazione con il Comune di Amandola ne ha permesso la realizzazione, favorendo così la conoscenza di quegli artisti e contribuendo a creare un'immagine d'identità delle Marche che oggi si distingue nel mercato e nella produzione di beni materiali ma che affonda le radici in un sentire poetico profondo fatto di inquietudine umana e spiritualità. Quetso film vuole pertanto seguire alcuni percorsi emotivi che caratterizzano proprio tale marchigianità del sentire.
San Benedetto. Un film sul poeta Eugenio De Signoribus
Eugenio De Signoribus (Cupra Marittima, 11 marzo 1947) è un poeta italiano. Già redattore della rivista "Marka", ha diretto dal 1992 al 1996 "Hortus.Rivista di arte e poesia", e ha fondato nel 1998 "Istmi", che cura insieme con Enrico Capodaglio e Feliciano Paoli.Dal 1997 cura altresì, in qualità di direttore letterario, i Quaderni della Luna, periodico di letteratura e arte incisoria, stampato presso la Tipografia Grafiche Fioroni di Casette d'Ete dall'Associazione Culturale La Luna, di cui è stato uno dei fondatori insieme all'artista incisore fermano Sandro Pazzi.
Riconoscimenti: Premio Montale (per Case perdute e per Istmi e chiuse), Premio Cittadella (per Altre educazioni), Premio Lerici-Golfo dei poeti e Franco Matacotta (per Istmi e chiuse), Premio Biella e Lerici-Pea (per Principio del giorno), i Premi Dino Campana, Frascati e Carducci (per Ronda dei conversi), il Premio Viareggio-Repaci (per Poesie 1976-2007), i Premi Giuseppe Dessì e Brancati-Zafferana (per Trinità dell'esodo).
In scena la poesia del Piceno
Spinetoli | Presso l'Oasi La Valle di Pagliare si terrà una lettura di poesie dei poeti più rappresentativi del territorio. La serata sarà introdotta da un video su Eugenio De Signoribus.In programma la "Compagnia di Giro dei Poeti Piceni". La serata si aprirà con un omaggio ad Eugenio De Signoribus, senza dubbio il poeta piceno più rappresentativo: sarà proiettato, infatti, il video documentario "Ricostruzione di una voce - in ascolto di Eugenio De Signoribus" di Lucilio Santoni.
Seguiranno le letture poetiche della Compagnia di Giro di Giarmando Dimarti, Enrico Piergallini, Enrica Loggi, Riccarda Barbieri, Ivana Manni, Americo Marconi. Si tratta di un gruppo di poeti, tra i principali del territorio piceno, che ormai da tempo si riunisce per offrire il meglio della propria produzione.
La serata avrà luogo presso la splendida Oasi La Valle di Pagliare del Tronto, cornice ideale per incontri culturali e poetici.
Ricostruzione di una voce in ascolto di E.De Signoribus. Voce fuori campo di Sergio Carlacchiani
Poeti Marchigiani Contemporanei
" Ricostruzione di una voce " in ascolto di Eugenio De Signoribus.
Un film di Lucilio Santoni con l'amichevole collaborazione di Sergio Carlacchiani - voce fuoricampo
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Sergio Carlacchiani attore protagonista in un videoclip per Luca Carboni. Anno 1991
Sergio Carlacchiani incontra alcuni ragazzi delle scuole medie di Macerata e parla della sua poesia.
Leopardi - Canti - Boldrini . Omaggio finale al poeta Sergio Carlacchiani
Sergio Carlacchiani a lezione da Riccardo Cucciolla, al Minimo Teatro di Macerata.
Sergio Carlacchiani a lezione da Franco Ruffini I° parte
Sergio Carlacchiani a lezione da Franco Ruffini, al Minimo Teatro. II° parte


1992 " Distributore di poesia " di Sergio Carlacchiani Opera donata al Centro Mondiale della Poesia di Recanati























































































































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