"[...] un poeta può essere molte cose: ma è soprattutto un bambino che si meraviglia di quello che accade a lui stesso diventato adulto."
Umberto Saba
Dal discorso del 27 giugno 1953 tenuto per ringraziare il corpo accademico dell'Università di Roma della laurea in lettere honoris causa).
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Eugenio Montale
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VIDEO VARI E INTERVISTE INERENTI ALLA POESIA E POETICA DI SERGIO CARLACCHIANI
Sergio Carlacchiani a TVRS per parlare della sua poesia
Sergio Carlacchiani a TVRS per parlare della sua poesia, intervistato da Giovanni Fermani.
Sergio Carlacchiani è intervistato da Anna Gismondi per Telemacerata, 1990.
Sergio Carlacchiani intervistato da Giancarlo Guardabassi a Teleregione nel 1990
Sergio Carlacchiani con la sua Pattumiera, a Tutto Fa spettacolo di Giancarlo Guardabassi, 1992.
Nel 1990 Sergio Carlacchiani presenta " Poesie da pattumiera " a Teleregione.
" AMO " testo e voce di Sergio Carlacchiani
San Ginesio, Amat 18/21 Agosto 1991 Anteprima Marche, V° Rassegna delle nuove Produzioni - Auditorium Comunale. " AMO " Audio performance su nastro magnetico - Testo e voce di Sergio Carlacchiani.
" Tre tempi per Sergio Carlacchiani " , intervista sullo spettacolo. Sergio Carlacchiani Intervistato a Tvrs sulla sua Pattumiera libro . Anno 1991.
Tre tempi per Sergio Carlacchiani, M S Giusto 1991.
Intervista a Tvrs.
Tre tempi per Sergio Carlacchiani, Performance/spettacolo a Palazzo Bonafede di M S Giusto .1991.
" Tre tempi per Sergio Carlacchiani "
Spettacolo a Monte San Giusto, anno 19911
1991 - COMUNE DI MONTE SAN GIUSTO - ASSESSORATO ALLA CULTURA presentano:
TRE TEMPI PER SERGIO CARLACCHIANI
Palazzo Bonafede
Ore 18,30 " Tempo liquido " - Film
Ore 21,30 " Poesie da Pattumiera " - Performance e interpretazione dei testi di Sergio Carlacchiani
Ore 22, 30 " Amo " Audio-performance
Sergio Carlacchiani " Dipinti ma non troppo " mostra e performance Corridonia
Serzio Rai su “Dipinti ma non troppo”, Mostra personale di Sergio Carlacchiani . Performance degli allievi del Minimo Teatro di Macerata diretti da Maurizio Boldrini . Chiesa di San Francesco. Corridonia (MC) 1995
Sergio Carlacchiani parla della sua poesia ad alcuni ragazzi delle scuole medie di Macerata
Nell'ambito del laboratorio teatrale del 1991-92 condotto da maurizio Boldrini del Minimo Teatro le classi 3°B - 3° C - 3° D della Scola Media Mestica di Macerata presentano:
INCONTRO CON IL POETA SERGIO CARLACCHIANI
Su testi di Sergio Carlacchiani, Maurizio Boldrini presenta " Altre Marche di Poesia"
Spettacolo di Maurizio Boldrini su testi, fra gli altri, di Sergio Carlacchiani.
Spettacolo di Maurizio Boldrini su testi, fra gli altri, di Sergio Carlacchiani; con Paula Castelli e Sandra Ruggeri, 1992.
Leopardi - Canti - Boldrini .Omaggio finale al poeta Sergio Carlacchiani
I poeti e la poesia contemporanea
" OMÀ in trance di lingua "
Testo e voce di Sergio Carlacchiani
" OMÀ origina da una urgenza personale che mi porta allo studio, registrazione ed elaborazione dei rumori all'interno delle fabbriche, in particolar modo dei calzaturifici. Al rumore originale della trancia ( macchina che si adopera e ho adoperato per anni per tagliare perlopiù il pellame ) che mi è servito da base ho inventato e commisto un suono, un lamento umano, verbale , come una lingua altra che potesse rappresentare idealmente una lingua comune ai lavoratori di ogni nazionalità impiegati nei calzaturifici e soprattutto che potesse risuonare nella mente di ognuno, come un originale mantra ( unione tra parole sanscrite " manas " ovvero mente e " trayati " che vuol dire liberare ) che come a me permettesse di ricordare e nello stesso tempo liberare ... "
Sergio Carlacchiani
Sergio Carlacchiani mostra i suoi oggetti artistici allo Studio Modulo di Corridonia
1992 – “Artitetture”, esposizione. Studio Modulo. Corridonia (MC). Mostra e performance di Sergio Carlacchiani.
Sergio Carlacchiani " La poesia? Una palla a £ 1000 "
Debora Rosciani Intervista Sergio Carlacchiani negli studi di TVRS sull' ultimo lavoro dell' artista civitanovese:" La poesia? Una palla a £ 1000 "
Sergio Carlacchiani mostra i suoi oggetti artistici allo Studio Modulo di Corridonia
1992 – “Artitetture”, esposizione. Studio Modulo. Corridonia (MC). Mostra e performance di Sergio Carlacchiani.
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RECENSIONI VARIE ...
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Il poeta Remo Pagnanelli recensisce sulla rivista PUNTO D'INCONTRO il libro di poesie di Sergio Carlacchiani, all'indomani della sua uscita.

PERSONAGGI A dieci anni dalla morte, ancora viva l' eredita' del giovane marchigiano che ha lasciato un segno nella letteratura. Chi era Pagnanelli? Un poeta che "entrato nella scena della vita nel 1955... volontariamente ne e' uscito nel 1987".Nei brevi e intensissimi anni del suo "attivismo poetico", egli seppe proporsi come punto di raccordo fra autori quali Vittorio Sereni e Franco Fortini e i giovani della propria generazione. Credo che, in parte non trascurabile, proprio a lui si deve dar merito d'essere stato forse il piu' vivace animatore e, per dir cosi', "esportatore", di un (non programmatico, ma di fatto) felibrige marchigiano che, sulla scia del maggior conterraneo Paolo Volponi o di quel nobile poeta che fu Franco Scataglini, proprio negli anni Ottanta cominciava a presentare le sue carte e i suoi autori. È possibile, e vorrei sperare probabile, che in un futuro riesame della nostra confusa contemporaneita', il suo nome venga assunto nella lista dei grandi suicidi, come Michelstaedter o Amelia Rosselli... Certo e' che, riletti oggi, i suoi versi ci suonano come un alcunche' di arcano, di quasi non toccabile, ma consegnato comunque a una, pur marginale quale e' la nostra, storia della letteratura. Dato, e ahime' non concesso, che una storia della letteratura continui a svolgersi e non si autosopprima per vocazione (essa pure) "suicidaria".
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A proposito del primo libro" QUADRI DI PAROLE ", 1984
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A proposito del secondo libro "QUADRI DI PAROLE 2", 1989
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"POESIE DA PATTUMIERA" 1990
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Macerata 1997
Leonardo Mancino, scrive del suo amico e artista, Sergio Carlacchiani.
A L’ECCEZIONE SI RICORDA LO SCRITTORE LEONARDO MANCINO
(a Cura di Rino Bizzarro)
Sabato 1° Marzo, alle ore 18,30, presso L’ECCEZIONE, Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro, a Bari, in Via Indipendenza 75, per la Stagione artistica patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Puglia, dall’Università di Bari e dal Comune di Bari, dalla SIAD – Società Italiana Autori Drammatici di Roma, terzo ed ultimo incontro del ciclo “Medaglioni”, a cura di Daniele Maria Pegorari, con l’appuntamento-spettacolo che tratterà la figura dello scrittore Leonardo Mancino; interverrà Luisa Rossi; Rino Bizzarro interpreterà alcuni brani poetici dell’autore.
Leonardo Mancino (Camerino, 1939-2010), fu un poeta e saggista marchigiano, ma vissuto per quasi 30 anni in Terra di Bari dove contribuì largamente alla nascita di una generazione di scrittori attratti dalla poesia d’avanguardia e dall’impegno civile; nello stesso arco di tempo egli s’impegnò anche come dirigente scolastico, uomo politico e direttore di una gloriosa collana letteraria, per Lacaita di Manduria, che riuscì ad attrarre grandissimi nomi del panorama nazionale. A parlarne col curatore del ciclo, Daniele Maria Pegorari, che di Mancino è stato uno degli ultimi amici baresi, è Luisa Rossi, classe 1982, laureata a Bari in Informazione e Sistemi Editoriali e autrice della prima monografia italiana dedicata al poeta, dal titolo Leonardo Mancino. Parole di una ricerca umana, edita dalla FaLvision di Bari nel 2013. Qui si analizzano le oltre 15 raccolte del poeta, facendo emergere un ritratto lucido ed appassionato che fa centro sul concetto di utopia reale (come si intitolava una sua auto-antologia del 1994), cuore della poetica e della sua pedagogia civile.
Le sue opere, tradotte in numerose lingue, sono apprezzate in tutto il mondo. Ebbe una vita coronata da premi e riconoscimenti su più versanti: memorabili restano i suoi contributi critici su Sciascia, Pavese, Quasimodo, Volpini, Levi, Pasolini, come indimenticabile resta la sua opera nel versante scolastico: negli ultimi quindici anni di vita era tornato nelle Marche, nel ruolo di direttore didattico in vari istituti.

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ARCHIVIO
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“Poesie“ - Collana Poeti D’oggi, 1980 - Gabrielli Editore, Roma
Selezione di alcune poesie contenute nel libro
![]() Copertina |
![]() Alzati Sergio |
![]() Grido |
![]() I pesci delle acque rare |
![]() Il Fiume Morto |
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![]() Il volto della malinconia |
![]() Le Taverne |
![]() Madre |
![]() Masticando la vita |
![]() Odio la giovane morte |
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" QUADRI DI PAROLE " 1983
Introduzione del professor Guido Garufi
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Selezione di alcune poesie contenute nel libro

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" QUADRI DI PAROLE 2 " 1987
Libro-cartella , composto da sette serigrafie , di cui due con interventi dell'artista, stampato in cento esemplari, numerati e firmati dall'autore da 1 a 100. La stampa è stata terminata il giorno 15 Maggio 1987 presso le Grafiche Cardarelli & Casarola, Monte San Giusto, Macerata.
Introduzione del professor Eugenio Giannì

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Queste alcune lettere che indicano quali tra alcuni dei più importanti musei e biblioteche d'Europa ospitano QUADRI DI PAROLE E QUADRI DI PAROLE 2
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"POESIE DA PATTUMIERA" 1990

ALCUNE POESIE CONTENUTE NELLA PATTUMIERA ...
![]() Dalla Rivista _Poesia_ (1991) |
![]() Pattumiera.Art |
![]() Poesia2 |
![]() Poesia3 |
![]() Poesia4 |
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![]() Poesia5 |
![]() Poesia6 |
![]() Poesia7 |
![]() Poesia8 |
![]() Poesia9 |
|||||
![]() Poesia10 |
![]() Poesia11 |
![]() Poesia12 |
![]() Poesia13 |
![]() Poesia14 |
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![]() Poesia15 |
POESIA DA PATTUMIERA SULLA RIVISTA DI MILANO " FASCICOLO "





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1992 " Distributore di poesia " di Sergio Carlacchiani
Opera donata al Centro Mondiale della Poesia di Recanati

Radio Aut , a cura di Giancarlo Guardabassi presenta "DISTRIBUTORE DI POESIA" di Sergio Carlacchiani, 1992.
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" DONNE IN/CONTRO "
LIBRO/ CARTELLA 1991
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" Chiazze ma-ree di sogni " 1993
Selezione di opere dipinte con tintura di iodio su cartoncino tratte da " Chiazze ma-ree di sogni " Libro/Cartella contenente testi e illustrazioni di Sergio Carlacchiani. Stampata, in 200 copie numerate e firmate dall'autore.
![]() |
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Il professor Claudio Nalli, storico dell' arte, nonché bravissimo artista e amico, oggi, 26 Ottobre 2015, mi fa scoprire l'esistenza di quest' opera famosa di Francis Picabia... | |||||||||||||||||||
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Alla cara Alda Merini i miei DiSEGNI piacevano a tal punto che ogni volta che andavo a fargli visita nella sua casa di Milano sui navigli voleva sempre che gliene portarsi qualcuno in dono. Mi diceva : “ sa Carlacchiani, io e lei prima o poi faremo un bel libro …” . Ero a casa della poetessa, quel giorno avevamo parlato per ore del bravissimo editore d’arte nonché grande suo amico Vanni Scheiwiller, stavo per congedarmi quando lei improvvisamente quasi in trance, cominciò come a dettare dei versi in maniera confusa e balbettante. Scrissi tutto in più fogli e quando lei cominciò come a svegliarsi da quello stato,le dissi cosa era capitato; per nulla turbata da tutto ciò mi disse : “ Carlacchiani mi faccia leggere un po’ cosa ho combinato ma stia tranquillo ne farò poesia e un bel libro con i suoi disegni, casa dice lei? ” Risposi : “ certamente signora, ne sono onorato, bellissimo! “ Così andò. La cartella stampata su carta Fabriano Rosaspina, in trecento esemplari firmati dagli autori, contiene sei aforismi illustrati da me a carboncino e tre poesie di Alda Merini dedicate a Vanni Scheiwiller .
Sergio Carlacchiani
VIDEO
Alda Merini a Sergio Carlacchiani : " Questo signore molto più testardo dei poeti ha fatto una cartella fantastica!"
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Prima edizione giugno 2020
Proprietà letteraria riservata
© 2020 RPlibri
ISBN 978-88-85781-00-00
www.rplibri.com
rplibri@gmail.com |
RPlibri ha scelto di stampare i propri libri su carte avoriate di pura cellulosa ECF e car- toncini riciclati ottenuti con l’80% di fibre di recupero e il 20% di pura cellulosa ECF, garanzia di buona gestione forestale e controllo delle fonti.
Stampato nel mese di giugno 2020 da Associazione Arte e Saperi – San Giorgio del Sannio (BN) presso Services4media s.r.l. - Bari
Indiscrezioni dal fortilizio di Sergio Carlacchiani
Sergio Carlacchiani sceglie RPlibri per il suo nuovo lavoro poetico, “Indiscrezioni dal fortilizio”di Sergio Carlacchiani
La poesia di Sergio Carlacchiani fugge e riappare, è seducente e inafferrabile come una bella donna effimera che si materializza sui “ sedimenti” della notte. Corre fluida e inesorabile, inarrestabile nel suo fiume – anima di artista. Attesa, eversiva,amata tanto da incidere il marmo freddo della vita fino alle cavità del cuore umano. E’ un artista versatile che dipinge con colpi di luce l’anima umana, ma nello stesso tempo si lascia divorare il cuore fino all’ultima stilla d’amore. I suoi dipinti sono tessuti di poesia, di una tensione che con velocità adamantina di luce dona forma all’oscurità. La sua ricerca di verità è mai paga di sé, ma si dilegua in una vacuità che sale da un lago di luce che dona equilibrio […] I suoi versi chiamano a sé i poeti erranti, per trarre di terra in terra il nettare nel respiro nell’invisibile. La poesia è sua amica fedele, si trova ai margini del pozzo, è stata eletta per la luce. Non c’è spazio per la retorica, ma solo per la spontaneità del cuore che arrossisce innamorato dell’alba al risveglio.Antidogmatico è il suo sentire, ricco della forza leonina e gaudente della cara amica Alda Merini, dello lingua chiara e tagliente di Allen Ginsberg, con il suo malessere che si strugge nell’istante e che dilegua e lentamente muore […]
Dalla quarta di copertina di Filomena Ciaravella
Dal fortilizio
Amici questo voglio dire
nella dimensione del sacro
solo l’anima può evadere vera
un’architettura fragile leggera
costruita su vocaboli saldi
sarà la mia voce rauca magica
portatrice d’umile bellezza
nei vostri luoghi ad incarnarsi
a pellegrinare e sparire in versi.
Breve biografia
Nato a Macerata nel 1959, Sergio Carlacchiani (pseudonimi: Karl Esse – Sergio Pitti – sergio e Basta!, il CLAMOROSISSIMO )) è performer, attore, doppiatore, poeta e pittore. Direttore artistico di varie rassegne teatrali si è occupato di poesia lineare, visiva, concreta, sonora e di mail art. Ha pubblicato nel 1979, “Poesie”, per la Collana Poeti D’oggi, Gabrielli Editore, Roma; nel 1983, “Quadri di Parole”, a cura dell’Associazione per le Ricerche sulla Scrittura, Grafi che Cardarelli & Casarola Editore, Monte San Giusto, Macerata; nel 1987, con lo stesso Editore ha pubblicato Quadri di parole 2. Dal 2016, dopo un lungo periodo d’inattività ha ripreso a scrivere. Si è formato come attore, presso la scuola del Minimo Teatro di Macerata. Ha seguito diversi corsi di perfezionamento e specializzazione. Ha conseguito a Roma il diploma d’impostazione e uso della voce e tecnica del doppiaggio cinematografico, sotto la guida del maestro Renato Cortesi. Da molti anni si occupa di porgere la poesia in maniera multimediale e spettacolare. […] Numerose sono le sue mostre personali e collettive di pittura, scultura e poesia, altrettante sono le performances, gli happening e i vernissages realizzati in diverse città italiane ed estere.
Prezzo copertina: euro 14,00 13,30
Pagine: 128
Codice ISBN: 9788885781351
Oltre da RPlibri il volume di poesie è distribuito da Amazon e da IBS libri.
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ALCUNE RECENSIONIRecensione di Indiscrezioni dal fortilizio per il sito “Gli amanti dei libri” a cura di Nicola Vacca
Recensione di Indiscrezioni dal fortilizio per il blog “Zona di disagio” a cura di Donato Di Poce
Intervento dell’Autore a Radio Erre per la rubrica “Buongiorno con il caffè” di Luciana Interlenghi
Note di lettura a cura di Donato Di Poce per Indiscrezioni dal fortilizio
Recensione di Indiscrezioni dal fortilizio per la rivista “Frequenze Poetiche” a cura di Filomena Ciavarella
Articolo dedicato all’Autore e alla presentazione di Indiscrezioni dal fortilizioapparso su CronacheMaceratesi.it
Recensione di Indiscrezioni dal fortilizio per il blog “Zona di disagio” a cura di Marcello Buttazzo
Umberto Piersanti, Presidente del Centro Mondiale di Poesia Giacomo Leopardi di Recanati, interviene su Indiscrezioni dal fortilizio
Recensione di Indiscrezioni dal fortilizio per il blog di poesia “Transiti Poetici”
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Al via la mostra di Carlacchiani
Inaugurata all’auditorium Sant’Agostino la mostra personale di Sergio Carlacchiani "La sublime e bestiale febbre creativa". E non è mancatolo spettacolo con una performance dell’artista che ha coinvolto i presenti, per poi chiudere con una esibizione canora sulle note dell’Ave Maria. Un Carlacchiani anche cantante, quindi, che ha sorpreso i presenti. "Un pensiero rivolto al cielo – ha spiegato lui – per ringraziare i miei genitori e gli amici scomparsi". Al sindaco Ciarapica il taglio del nastro, accanto a lui il presidente del Consiglio Claudio Morresi, la direttrice della pinacoteca Enrica Bruni che ha curato la mostra, il critico Claudio Nalli. Presente anche l’ex assessore Maika Gabellieri che aveva sostenuto la proposta. "Carlacchiani – ha detto Ciarapica – ha doti artistiche ma anche profetiche perché ha anticipato molte tendenze. Sono felice anche perché con l’occasione riapriamo il Sant’Agostino chiuso per Covid da due anni". La Bruni ha sottolineato la vocazione del Sant’Agostino a valorizzare il "genius loci", e cioè gli artisti locali, come è successo con l’antologica di Arnoldo Ciarrocchi, quella di Cartechini, Trotti e altri. "Ringrazio quanti mi sono stati vicini per realizzare questo sogno – ha detto l’artista –. Queste tele attendevano di parlarci, erano seppellettili che volevano attenzione e sono state accontentate".
19 lug 2021
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Francesco Casuscelli per “Testamento” di Sergio Carlacchiani
Voglio essere poeta e lavoro a rendermi Veggente: lei non capirà affatto, e io non sono quasi in grado di spiegarle. Si tratta di arrivare all’ignoto attraverso lo sregolamento di tutti i sensi. Queste sono i pensieri di Rimbaud quando scrive a Georges Izambard. Sono la dichiarazione della forma dell’artista di come vive la sua identità multipla la sua capacità di medium tra le arti e il pensiero intimo dell’uomo nella società e nel creato. Sergio Carlacchiani ci consegna questa sua opera poetica con la timidezza di un bambino che prova a esprimere la sua sensibilità e per farlo intesse un linguaggio polifonico vibrante ed a tratti tellurico (come dice magnificamente Nicola Bultrini nella sua indispensabile e analitica quanto profonda prefazione) che frantuma la conchiglia nella quale è cresciuto e si presenta come rinascita in una nuova veste comunicativa. Perché Carlacchiani è un veggente, beh lo è soprattutto per la sua spontaneità nel riversare sul foglio i suoi sentimenti, tutto quel magma espressivo che lo travolge nel silenzio della sua solitudine. La sua mente viaggia nelle dimensioni temporali senza tregua, non ha sosta quando affronta i temi della memoria delle relazioni con Alda Merini e con il padre, ci rende partecipe della sua identità riflessa del vivere in comunione, della necessità di complicità affettiva in una rara forma di fratellanza e di amore filiale. La sua emotività elabora la complicità e il perdono e si pone come interprete dell’ignoto dell’io e del noi. La sua poesia è trasparente, la sua scrittura è una defoliazione una sottrazione dalla superfice verso la profondità intima in modo di scoprire la sua carne e di esporre la sua sensibilità massima. La sua espressività poetica è soltanto una delle forme nella quale si rende visibile, la sua arte, il suo talento esprime anche l’arte visiva della pittura. In questa sua ricerca di sregolamento di tutti i sensi proprio nel modo in cui si esprime Rimbaud diviene visionario di un mondo alternativo alla realtà. La sofferenza dell’io lo pone sempre sull’orlo dell’abisso e l’arte diviene il supporto al quale aggrapparsi per poter navigare nella società schivando i colpi feroci e sopportare le ferite accumulate nella quotidianità. Ed ecco che la pittura come la poesia secondo la locuzione Ut pictura poësis collaborano e si rendono complementari nella ricerca della verità. Pittura e poesia sono l’uno parte dell’altra, nei versi c’è l’immaginazione e la rappresentazione della realtà emotiva e nella pittura c’è la visione che sottende un substrato riflessivo di un travaglio emotivo, due forme che lo vivono e lo animano nella ricerca dell’ignoto. La vocazione artistica di Carlacchiani è una semplicità disarmante, immediata e travolgente, in una identità del donarsi tutto, essere in osmosi con tutto e assorbire, immedesimarsi e interpretare l’emozione con gesti di affratellamento unici e rari. La sua poesia come la sua arte pittorica che non è oggetto di questa pubblicazione ma che rientra nel sottotesto e nella verticalità immaginifica, nell’imago verso cui tende il versificare, diviene un dono come un sorriso. Il desiderio di Sergio è quello di donare amore, la sua espressività in versi è una manifestazione del suo desiderio di condivisione, la sua arte è la semplicità del gesto fraterno di essere in empatia con l’interlocutore, con l’amico che parla, con l’anima che ascolta e risuona in un sorriso come in un abbraccio. A questo proposito Nicola Bultrini lo scrive nella prefazione: Quando io e Sergio parliamo, il suo sguardo è seriamente sorridente. Proprio così, si disegna agli angoli delle labbra un lieve sorriso, che però si fonde con la serietà dello sguardo. Questa cosa mi viene in mente dopo aver letto questo suo ultimo lavoro in versi, che ha di per sé un titolo importante, definitivo, ma non definito. Quando sfogliamo le pagine di questo Testamento poetico sentiamo la sua umanità, l’umanità di un poeta, di un artista e di un uomo che esiste e resiste attraverso la parola. Il suo linguaggio, il suo Logos è donarsi per appartenere al lettore. L’epigrafe è suggestiva e quanto mai vibrante nel tentativo di scuotere la coscienza di uomini trascinati dalla corrente del perbenismo e dell’ipocrisia, di un tempo in cui si perde l’identità sull’altare del consumismo e dell’omologazione. Per questo motivo la poesia ha il compito di arginare lo scivolamento della società e di offrire tramite i versi dei sostegni alla quale aggrapparsi per resistere.
Il libro si compone di diverse sezioni sviluppate tra testi estesi e altri versi epigrammatici e molti aforismi. Sia nella forma breve che in quella più estesa, la scrittura di Sergio è armonica, ha una musicalità fluente sostenuta che mantiene il pathos e il virtuosismo di un climax trasparente e diretto. La tensione lirica agguanta il sentimento del lettore che cede e si immerge nella sensualità, nella prossimità, e anche nell’indignazione verso le ingiustizie e le enormi contraddizioni di questa società che continua a combattere guerre e pone l’uomo sempre sul mercato del mercimonio e mai sul mercato delle idee e dell’arte.
La poesia di Sergio, continua a parlare anche dopo aver concluso la lettura, i suoi versi si fanno eco di un sentire universale che risalta e ci pone immagini suggestive davanti agli occhi e dentro il cuore.
Francesco Casuscelli
https://www.rplibri.it/category/arte-e-saperi/recensioni/
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