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Dipinto di Sergio Carlacchiani, anno 2010

sergio-carlacchiani.blogspot.it


Questa opera di Sergio Carlacchiani mi fa pensare ai vasi canopi degli Etruschi, vasi nei quali si conservavano le ceneri dei defunti e che spesso avevano un coperchio antropomorfo. Qui i fiori sono solo apparenti, evanescenti, attraversati da schegge nerastre rettilinee e appuntite che emergono con forza incontrollata dal centro del "vaso". Il centro del "vaso" contiene qualcuno o qualcosa che è morto, ma non del tutto, quindi ancora attivo, che ancora vuol farsi sentire, che deve!. Il "vaso" che fa da contenitore è duro, quasi indistruttibile, quindi la sostanza viva, "alchemicamente" nerastra non può che fuoriuscire dalla sua "bocca" trafiggendo quelli che sembrano fiori.

Professor Claudio Nalli

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