Passa ai contenuti principali

La foto l'ho scattatata dal balcone di casa mia.

DAL BALCONE

Finalmente mattino
il canto degli uccellini
danno l'amabile sveglia
l'ora esatta per me le 5
il sole bacia i miei occhi
la fronte delle case
il petto del mare
quasi assenza di rumore
è ancora presto
per chi ha fatto tardi
non per il gallo
che fa il suo lavoro
anche di sabato
qua e là senza meta
senza precisa direzione
ecco le prime rondini
rondoni balestrucci
che fanno primavera
qualcuno a cui piace predire
afferma che rischiano
sciaguratamente di scomparire
il cielo e la campagna
senza il loro svolazzare
non sarebbero più così lieti
ben disposti al giorno
la prima frescura
appena aperta la finestra
s'è fatta sentire sulle guance
presto lascerà il posto
al caldo che dicono
ci sarà anche domani
rimani ancora serenità
quando come ora
in questa breve apparenza
si sostanzia la felicità
perché il cuore mio trema
teme di ricoscerla?
Stringerla a sé?.
 
Sergio Carlacchiani

DAL BALCONE - Testo e voce di Sergio Carlacchiani

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Oggi ho conosciuto di persona questo giovane, nonché interessantissimo poeta, quì sotto in suo articolo sulla poesia ...  Matteo Marchesini: Quel che resta della poesia. La poesia del corpo. La pseudopoesia. La mutazione genetica dei poeti italiani. La “poeticità privatistica” e l’autoreferenzialità gergale. La pratica dell’emulazione: Amelia Rosselli e Giovanni Pascoli. La parodia involontaria della poesia. La pseudolirica dei poeti tardo-lombardi  Anita Ekberg La Grande Bellezza della Poesia C’è un racconto di Martin Amis in cui si immagina che le sorti degli sceneggiatori e dei poeti siano esattamente rovesciate rispetto a quelle reali . Gli sceneggiatori si muovono in un malsano sottosuolo letterario, arrabattandosi tra reading, riviste semiclandestine e opere pubblicate alla macchia. I poeti, invece, lanciano le loro composizioni come fossero film. Contesi da grandi produttori, guadagnano cifre enormi tra “diritti secondari” e “royalties...
ANIME MORTE Oggi in prossimità di noi anime morte nel labirinto di pensieri. Un filo esile è l'inevitabile che ci spezzerà. Sul muro i segni della caduta prima di scomparire scenderemo per molto tempo ancora nel buio. Ci perderemo con gli occhi insanguinati di pianto. Nicola Vacca (In copertina: Sergio Carlacchiani - Incontro) Nicola Vacca " Anime morte " Voce di Sergio Carlacchiani
Frammenti di un ipotetica intervista 08-06-2019 " Leggo la poesia con un'attenzione e una passione speciale, come fossimo indissolubilmente legati a uno stesso destino, dimenticati e forse già defunti. Quella lirica che mi appresto a consegnare al vento sarà comunque l'ultima che avrò la fortuna d'interpretare ... tuttavia, appena dopo il silenzio che è l'applauso finale, già si prepara quella specie di miracolo già avvenuto in passato che grazie a chi ci ascolterà e ci amerà davvero, si rinnoverà riportandoci in vita, ogni volta, chissà per quante volte ancora, forse per sempre!" Sergio Carlacchiani "Leggo la poesia"Testo e voce di Sergio Carlacchiani