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IL MIO MIGLIORE AMICO

S'è fermato il mondo in questo istante
ho appreso della morte del mio migliore amico
il dolore mi schianta mentre ascolto la sua tromba
suona le sue parole struggenti
marcia funebre di Chopin le accompagna
mi disse l'ultima volta in ospedale
" sono stanco Sergio... Perché proprio a me? "
A te che avevi perso un giovane figlio
quando ancora giovane eri tu
che tiranna la morte questa crudele
esercita il suo potere con violenza inaudita
fratello mio riconsegni a Dio
la tua preziosa vita mortale
ai tuoi e a me questo dolore disumano
quanto mi sei stato caro
ti proteggevo dai cattivi
guai chi provava a farti del male
questa volta non ho potuto fare niente
preghiere e speranze inutili
quanta rabbia mi fa bestemmiare
quel Dio che con l'ambita "cotta "
abbiamo servito tante volte a messa
con assoluta dedizione di cristiani bambini...
Vivremo vicini anche se lontano lassù
mi proteggerai tu questa volta la vita
tanto non è che un lugubre gioco
felici con poco ci bastava insieme
fare in fretta i compiti ti ricordi?
E via di corsa al campo sportivo
o sotto le logge a giocare a "cuscino "
poi un bel panino all'olio con la mortadella
oppure con il salame ungherese
da segnare sul conto aperto
anche un'aranciata San Pellegrino
oppure un bicchiere di Spuma nera
o la classica gazzosa Albanesi
sul far della sera si spandeva per i paesi
la voce di mamma come una sirena
Sergioooooooooooo!!!
Via di corsa tutti a casa!
Al mattino presto "uovo e pizza sbattuta "
grembiule
fiocco
cestino
tutto il lungo mattino a scuola
al ritorno spesso con fionde e cerbottane
andavamo a caccia nei campi
scorpacciate di uva e ciliege rubate
i frutti che ci piacevano di più
melograni e giuggiole perché rare
chilometri e chilometri con le Grazielle
ma anche a piedi facevamo un sacco di strada
cinque chilometri da casa mia
per mangiare un po'di ciambellone fatto da nonna
che per non farci mancare niente
ci offriva anche un bicchierino di marsala
d'inverno con i calzoni corti un po' ci riscaldava...
La crema a casa tua ce la preparevamo di nascosto
latte di mucca e uova fresche a volontà!
Le frittelle di mamma salate e dolci con Alchermes?
Quando da spendere non avevamo nemmeno 30 lire
persino gli "sfamapopoli di Gigia" ci piacevano!
Massima goduria invece al mio compleanno
qualche fetta di panettone e pandoro per iniziare
"cicerchiata"e ciambelle fritte per continuare
"sfrappe" con a seguire maritozzi al cioccolato
bignè alla crema e dolce torta al mascarpone
ubriacati di squaio a squarciagola gridavamo
gioiosa l'amicizia generosa e vera
la gridavamo al mondo intero
cioccolatini al liquore masticavamo
l'immancabile regalo
i tuoi Mon Cherì Ferrero!
Vividi più che mai come mi leggi
sono i ricordi caro Guido mio
nessun male li potrà mai uccidere
ti lascio con un sorriso
ti carezzo il viso
ti bacio il cuore
mentre ascolto il tuo D'ordinanza
Silenzio di tromba
come l'anima non può morire
non muore ...
 
Sergio Carlacchiani
 
 
IL MIO MIGLIORE AMICO - Testo e voce di Sergio Carlacchiani
 
 

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