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SE NON SAPPIAMO PIÙ GERMOGLIARE

Ho bisogno di sottrarmi a tanta pena
soccomberò senza più resistenza
abbandonato dalle forze
come fossi cadavere
sospiro senza più respirare
tu sola puoi togliermi dalla tortura
distendimi e prenditi cura di me
amami implacabile come sai
è troppo che mi manca il tuo fiato
rimuoveva ogni macigno
verde l'occhio riflesso al sole
poi quel giorno arrivò
avevi le rose sul cuore
il colore dell'anima
di una tenerezza insolita
lo stesso della maliconia
oggi mi sfuggi inquieta ogni volta
con una rapidità sospetta
quasi nulla ti tocca
il sorriso nemmeno ti sfiora
odora il mare di spume
approdano i gabbiani in volo
anneghiamo insieme se vuoi
lasciamoci andare agli abissi
è lì che troveremo insieme
le nostre esistenze inutili
quel che resta d'un amore
se non sappiamo più germogliare.

Karl Esse


SE NON SAPPIAMO PIÙ GERMOGLIARE  - Testo e voce di Karl Esse


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Una volta sognai di essere una tartaruga gigante con scheletro d'avorio che trascinava bimbi e piccini e alghe e rifiuti e fiori e tutti si aggrappavano a me, sulla mia scorza dura. Ero una tartaruga che barcollava sotto il peso dell'amore molto lenta a capire e svelta a benedire. Così, figli miei, una volta vi hanno buttato nell'acqua e voi vi siete aggrappati al mio guscio e io vi ho portati in salvo perché questa testuggine marina è la terra che vi salva dalla morte dell'acqua. Alda Merini  scrisse questa stupenda poesia alla vigilia dell'inaugurazione il 26 giugno 2008 della Porta d'Europa a Lampedusa e fu letta durante la cerimonia...La "Porta di Lampedusa  detta appunto Porta d'Europa"  è un monumento dedicato ai migranti che, affrontando interminabili avversità,giungono nell'isola siciliana alla ricerca di una nuova e più dignitosa esistenza... 

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PER EMULAZIONE
Mi sento corresponsabile mi voglio denunciare con lucidità e fervore con spirito d'emulazione ma senza fanatismo senza falsa imitazione se uno muore in mare non dico uno in meno con il tipico cinismo di chi vuol conservare il proprio curato orticello non mi sento come quello che se ne frega beato al massimo alza le spalle a me veramente girano le palle arrossisco mi sento male mi vergogno del mio paese di quest' europa che galleggia mi sento anch'io uno stronzo quando do il meglio di me dicendo fra me e me che ci posso fare?... Se non m'indigno e piango e quanto meno non denuncio gridando forte la mia rabbia sono anch'io un criminale!
Sergio Carlacchiani