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Tratto da " Senza pretese"

Io gridai
Ma più accorato
Fu il grido inaspettato del barbagianni ...

Anche i cani benestanti
E sono molti
Da mattina a sera
Persino di notte
Come tanti di noi
Prendono a male parole
Il giorno e la luna
Credendo di avere diritto
Di lamentarsi a prescindere
O comunque di straparlare ...
" Dove andremo a finire
Se nemmeno a dormire
Si può andare in pace! "
Gridò con me il rapace
Signore della notte e del silenzio
Che stranamente aveva deciso di digiunare...
Il pipistrello prese a girare
Per una boccata d'aria
La talpa s'incamminò
Rise il gatto leccandosi i baffi
Il topo si rintanò.

Sergio Carlacchiani

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Frammenti di un ipotetica intervista 08-06-2019 " Leggo la poesia con un'attenzione e una passione speciale, come fossimo indissolubilmente legati a uno stesso destino, dimenticati e forse già defunti. Quella lirica che mi appresto a consegnare al vento sarà comunque l'ultima che avrò la fortuna d'interpretare ... tuttavia, appena dopo il silenzio che è l'applauso finale, già si prepara quella specie di miracolo già avvenuto in passato che grazie a chi ci ascolterà e ci amerà davvero, si rinnoverà riportandoci in vita, ogni volta, chissà per quante volte ancora, forse per sempre!" Sergio Carlacchiani "Leggo la poesia"Testo e voce di Sergio Carlacchiani
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