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DICO DI ME ... Quando ero ragazzino mi spaventava l'ignoranza m'intimidiva la cultura oggi non mangio più carne preferisco il pesce e la verdura non sono più bello tendo alla vecchiaia sono innamorato smarrito nella vita vado in palestra guardo la partita non corro non credo non ci vedo più vado su e giù con l'auto con la pericolosa moto guardo l'orizzonte scruto l'ignoto amando la poesia ascolto la mia voce traduce il nulla e il tutto sono frutto di mia madre mi son fatto da sé perché non lo saprò mai sbagliai tanto allora forse per disistima tenace più di prima lavoro su me tanto sento accanto la morte stessa sorte degli altri chiudo porte e finestre i rapporti vicini e lontani attendo facendo ascoltando i miagolii dei gatti l'abbaiare dei cani osservo leggo e scrivo vivo ho paura degli insetti dei Padreterni soprattutto umani. Sergio Carlacchiani
SONO L' UNA Si nasconde la notte nel buio la luna non va a dormire le stelle sembrano un coro è come se al sole volessero dire le macchine fanno rumore il cane latra al gatto in amore l'acqua scorre sicura sulla lordura scaricata dai cessi le case sono lumini i treni portano i destini degli uomini vinti sempre gli stessi. Sergio Carlacchiani
TERREMOTO 43 QUANDO LA TERRA TREMA Quando la terra trema è perché il cuore, a soprassalti, ha già scontato la passione la sua discesa in basso agli inferi della maturità o dell'infanzia. Ma tu credevi felice quella stagione, scambiavi il boato per l'urlo dei lupi era una fiaba per te era una fiaba la vita e la morte... Ora che questa si presenta nello schianto o nelle grida soffocate, tu, quelle antiche voci riconosci quei sibili o sospiri o affanni (in quel punto tu ricordi...) Ma anche luci lontane battiti di cuore o d'ali che l'Angelo nascosto tra i fogliami mima e vorresti afferrarlo più di questa parola incerta anch'essa traballante eppure forte d'anima di cuore, nella vicenda nella perenne fiamma della metamorfosi dove la poesia si torce e si rigenera. Guido Garufi 
"... Ho creduto per tanti anni che un destinatario delle mie «confessioni» e delle mie «testimonianze» esistesse. Mi sono dunque ora accorto che non esiste. Che con gli amici non c'è bisogno di esprimersi con la poesia: ci si esprime esistendo..."  Pier Paolo Pasolini   
TERREMOTO 41 Questa mattina ho chiesto aiuto alla musica e a due grandi maestri, abbiamo tutti bisogno di ridestarci dal lungo sconforto e torpore che ha assalito il nostro cuore in questi giorni di tanto dolore. Con spirito positivo dedico la magnifica sonata ai nostri fratelli terremotati, affinché trovino le forze per predisporsi, alla bellezza, al coraggio, al bene, alla speranza... L' ipnotico andamento di marcia, in staccato, sembra preludere a un lungo cammino che c ondurrà finalmente a ritrovare la serenità perduta. Sergio Carlacchiani