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POESIE E AFORISMI dal 2015 ad oggi



                               POESIE




Molti presenti italiani che ripongono tutto il pregio della poesia, anzi tutta la poesia nello stile, e disprezzano affatto, anzi neppur concepiscono, la novità de’ pensieri, delle immagini, de’ sentimenti; e non avendo né pensieri, né immagini, né sentimenti, tuttavia per riguardo del loro stile si credono poeti, e poeti perfetti e classici; questi tali sarebbero forse ben sorpresi se loro si dicesse, non solamente che chi non è buono alle immagini, ai sentimenti, ai pensieri non è poeta, il che lo negherebbero schiettamente o implicitamente; ma che chiunque non sa immaginare, pensare, sentire, inventare, non può né possedere un buono stile poetico, né tenerne l’arte, né eseguirlo, né giudicarlo nelle opere proprie né nelle altrui ...

Giacomo Leopardi


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“Io sono un poeta che ha scritto un’autobiografia poetica senza cessare di battere alle porte dell’impossibile. Non oserei parlare di mito nella mia poesia, ma c’è il desiderio di interrogare la vita. Agli inizi ero scettico, influenzato da Schopenhauer. Ma nei miei versi della maturità ho tentato di sperare, di battere al muro, di vedere ciò che poteva esserci dall’altra parte della parete, convinto che la vita ha un significato che ci sfugge. Ho bussato disperatamente come uno che attende una risposta…


Eugenio Montale


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Sono corpo parola silenzio gesto continuato sono nato intrecciato sciolto alternato cresciuto alfabeto di segni e sogni costruito con flessibile allegria nostalgia di essere nato vivo morto e risvegliato poeta totale socilamente utile negli accenti nelle invenzioni scomode costruite nella povertà non voluta donata da famiglia turbata obbligata da reali condizioni di vita di un tempo diverso a verso ne ho fatto poesia e follia continuando a cercare di appartenere al mondo come tramite diretto tra testo e fruitore sull'altare dell'amore perso lavorando ai confini della parola rivalutando valori ritmici e timbrici con una bocca collocata dietro una finestra prigione ai bordi del mondo della pittura sperimentando forme modelli strumenti tecniche impure invenzioni risoluzioni normali tali e reali e suggestive iperboliche insolite riducendo la direzione in segni e sogni iconici semantici visivi a solo dire evo care parole ricondotte ai suoi elementi primari ed essenziali per dare dubbi idee scansioni progressive nell' attesa di essere o non essere calore e colore semplici alle armonie del giorno vero duro certamente incerto corto luminoso felicemente ogni volta nato voluto faticoso presuntuoso di vita.


Sergio Carlacchiani


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            SERGIO CARLACCHIANI

      POESIE NON TUTTE DA SALVARE







8 Febbraio 2017 LA SPERANZA




La speranza

è un abbraccio

una carezza che l'uomo

non sa più dare

è amore dimenticato

eppure è nell'aria

nel sole

nel cielo

nel mare

in tutta la vita

che sempre si dona

Dio perdona noi

non sappiamo vedere

che sbandierare sofferenza

gridiamo la tua assenza

non preghiamo più

umiltà è speranza

sofferenza è speranza

perdono è speranza

oltre il corpo

oltre la mente

oltre la vita

luce paterna

ricompensa infinita

unica ed eterna

da conquistare.









LA VITA

La vita è gioia che bussa
speranza che apre
giovinezza che vive
l'azzardo che solo llusione fu
gioco come roulette russa
con scontato finale
il colpo mortale
non lo sparerai tu.





Legati alla sedia




Legati alla sedia
dell' incoscienza vostra
sovra umana mente
niente vuole si conosca
sopravvivete al nulla
fastidiosa mosca
che con voi si trastulla.







TUTTO APPARENTEMENTE NORMALE

Perché gli altri dovrebbero accogliere?
Accorgersi della tua ulcera?
Della sofferenza che esula dalla finanza?
Perché dovrebbero provare dolore
a sopportare un festival canoro?
Farsi un' ecografia
o essere una mosca bianca?
Fuori dal coro perché?
Ci si potrebbe allineare
credere a un dio
predicare la pace
santificando le feste
perché intanto gli altri
non dovrebbero morire
traversando il mare?
O schiacciati sotto la neve?
O suicidati?
Si può essere Presidente degli States
non ridendo mai
si può promettere senza mantenere
si può delinquere non rubando
si può essere estranei al fatto
al contatto umano
al morbo che fa tremare
al sisma
al voto
si può non scegliere
uccidere il padre
la madre il figlio
il prete si fa masturbare
la puttana stuprare
l' amico è la sola famiglia
in questo parapiglia senza scampo
tutto è apparentemente normale
tranne che la vita.





BATTIBALENO

Uno scroscio sentii
la pioggia addosso dietro i vetri
pizzicato così dalla vita
smisi di piangere in un battibaleno
guardai meglio l'orizzonte
squarciava al riso del sole
il cielo e la terra traffitti
dal caldo buono dell'arcobaleno.









1965

Quella domenica
le campane sfinite
smisero di diffondere
dopo la messa
la festa in aria
rimase sospesa
così la mia anima
di bambino incredulo
da un ceffone spinto
nella crudele età
del tempo che striscia
a sognare ancora
con le lacrime agli occhi
il volo delle rondini.







STERMINATA FOLLIA

Finirò i giorni parlando solo
annegando lentamente
tra i flutti della mia saliva
gli occhi cerulei stralunati
straripati nel candore
osceno della morte
solo con i corvi e i cani
steso a guardare vinto
il cielo plumbeo sopra
la sterminata follia.





IL GIUSTO PESO

Il giusto peso
di uno sguardo
di un abbraccio
d'una parola.
Il giusto peso
d'una cosa sola
d'una stretta di mano
d'una promessa.
Il giusto peso
d'una certezza
d'una gentilezza
d'una carezza.
Il giusto peso
di un bacio
dell'amore
dell' anima
del cuore
dell'inumana leggerezza.





LA POESIA MIA

La poesia mia
come la scrittura
scorre via come un torrente
senza punteggiatura
per l'attimo che sfugge
per vivere il presente
ama essere un po' sregolata
ama la libertà incondizionata.











SENZA AMORE



Non vivrei perché oltre l'amore
c'è tanto altro per sopravvivere
agli altri basta il niente
non a me.





SOLILOQUIO TRA GENIO E FOLLIA

Porca puttanta!
Vuoi comprendere o no
una volta per tutte che
l' equilibrio d'un'idea estetico-concettuale
attra-verso forme "apparenti "
concepita complessivamente
per un dipinto astratto da mostrare
si gioca su precisi presupposti
di collocamenti al millimetro
così detti fatti ad arte?
Punto!







Spoglio
il mio cuore
se esco
in cerca d'amore
solo d'anima
mi vesto.











Niente mi sfama come la poesia.











Svetta alta
a modo mio
la poesia
vedetta
dell' arcano
mondo mio.













Non diró più, di più, di ciò che non dico.



ITALIA

Bruciato
il mio paese
arso
indurito
deciduo da tempo
come albero marcescente
la stagione sfavorevole segue
il vento
così
la foglia staccata
divisa
inghiottita
in un turbine disanimato
senza speranza
insieme abbandonato
il figlio d' Italia
dimenticato
mai nato.









" Happy Hour "

Questo vostro sopra vivere
senza dubbi nell'anima
a passo di sballo
nell'inferno sudato
è darsi da fare
per sfregiare la vita
un giocare contro
per farsi del male
per suicidarsi
vuoi o non vuoi
facendo finta
o sul serio
può darsi
che si muoia
prima o poi...











Analfabeta e ignaro
ospite della terra che calpesto
dialogo con il bosco che m'abbraccia
non diciamo niente che in aria
possa disperdersi
tratteniamo persino il respiro
ci scrutiamo
voraci di novità
ascoltiamo del tutto
i nostri silenzi...
Sono nudo per miracolo
miro l’olmo che mi guarda
stati siamo
potati del superfluo
muniti di monconi
torneremo rigogliosi
più verdi
maestosi
sempre umili
forti
infiniti
invulnerabili.













Mi vado ad immergere nell'arte, quasi ad annegare, in quell'oceano infinito di bellezza e bruttezza, di umiltà e presuzione, di ripetitività e creazione..











REMORA D'AMORE

Dopo la gelida carezza
della brina mattutina
ieri titubante
colsi per te
dal mio pensiero
un mazzetto di viole
te le volevo donare
legate al mio cuore...
Strappate
a terra
dimenticate là
al bacio del sole.

La propria storia
non può essere dimenticata
per ciò che è stata
così la amiamo
un ricordo nascosto
talvolta presente
in parte restiamo
chi siamo stati
chi non saremo più
la speranza di ciò che
abbiamo voluto essere
che forse oggi siamo.











Quante giornate della memoria
sarebbe giusto ricordare ancora
da ieri fino ad ora
ma questa è un'altra storia ...













IL GIORNO DELLA MEMORIA…



In questo luogo dove

non altro che vago ricordo

assordante silenzio

ciò che non è polvere nostra

soffocato sgomento

altro che ombre bianche

con i nostri occhi  vedrai

se vuoi il nulla

immaginare potrai

chiacchierare o piangere

persino gridare

imprecare al cielo …

I figli cresceranno a dimenticare

resterà noia di noi

indifferenza come sempre

non siamo stati che maleodorante fumo

ebrei zingari omosessuali

in quella parte di mondo

nati per essere morti

figli di cento e cento terre

risorti per un giorno

IL GIORNO DELLA MEMORIA:

una storia maledetta da raccontare

per non dimenticare 

ciò che si è ripetuto

che fatalmente si ripeterà

la triste storia della disumanità.









Sottosopra vivo
sbarco il lunario
smontando croci
da ogni calvario
in cima ad ogni anima
dalle menti al cuore
spalo sopra e sotto
c'è sempre una speranza
che nasce e muore.







Parlate sempre
scrivete e non leggete
non udite!
Mal fatto dite?
Fatto di fatti sono
fatto così.









ALLA LUNA

Falce di luna
fai a pezzi questo pensiero
che obnubila la mente
liberami il cuore
fai volare l'anima mia
sino a te
lasciala cercare
lo sguardo divino
falla gongolare
fra le tue braccia
ascoltare serena
l'ultimo canto delle stelle
prima dell'abbaiare dei cani
prima che faccia mattino.





Al giorno d'oggi tutti ambiscono
salire sopra un palcoscenico
recitare la loro e altrui parte
i cani d'appartamento persino
alla stessa ora dal balcone
e i gatti di notte e non solo
fingendosi in amore
dove andremo a finire?
Dove siamo già finiti?
Oltre la selva oscura
non mi ritrovai più.







Mentre le stelle vanno a dormire
si sgonfia di nuvole il cielo
diradano l'ombre
nell'ora che sfa la notte
la luna resta in piedi
per il bacio del sole
il buongiorno del mattino...
Al bar son io
comune mortale
con un 'altra poesia
brioche e cappuccino.





Non è lontananza
questo letto che ci separa
non sono distanza
questi muri che ci dividono
il tempo che non arriva
l' orizzonte umano che impedisce
il dubbio che tradisce
le strade da percorrere
gl' inciampi
il cadere
i mari da navigare
i monti da scalare
tu sei celeste
mi basta alzare gli occhi
e sei con me tutta
in tutto me
più delle forme
più della carne
più del cuore
sei materna
sei anima che non muore
sei gioia eterna.







PRESUNTUOSA NULLITÀ

Riuscire a riconoscersi
per ciò che si è
per ciò che non si è
voluti essere ma
sopra tutto si è
per ciò che siamo stati
non essere più
per ciò che forse
ancora saremo
contro la nostra volontà
ci aiuterà a sopportare meglio
la nostra incapacità
di essere ciò che
non sappiamo cosa
siamo in realtà
smarrito son io
perso nell' universo
presuntuosa nullità.





Caro amico che mi segui
se ti perdi dietro me
non preoccuparti
la vita inseguo in aria
l' attraverso con le arti
amo esprimere del verso
l'universo
immerso nella voce
per l'immagine immateriale
foggio dipinti strani
spesso folli
cuore e mente
tutto mi sfugge
non ci capisco più niente
deficiente scriteriato
con la penna
un gesto
la voce del creato
interpreto
cambio il mondo
la creatività con la realtà
mi confondo
sono un' artista in fondo
a tutto tonto ..









Addio desideri di opulenza
torno alla mia infanzia
al poco niente
alla ricchezza della povertà
dell' aria aperta
del vento
del sole
della pioggia
del focolare
del cane
del gatto
dei versi
scritti
detti
del mondo severo
sereno
della pace
dell' amore spoglio
del bianco lindo
della preghiera mattuttina
dello sguardo della luna
della luce divina
del portafortuna
che mio padre mi regalò
quand'ero ragazzino
una castagna sul comodino
che non teme il tempo
si fa stringere nel pugno
colma da sempre
il primo vuoto...







Lettera di una mucca a Dio

Signore
dove sono i miei figli?
Da quando la terra ha tremato
schiacciato noi e gli uomini
distrutto ogni cosa
sono incatenata fuori dalla stalle
i bambini giocano con me immobile
tiranno palle di neve
sento freddo
non ho più la forza di mangiare
qualche simile si sta per ammalare
qualche altro è già morto
Signore qual' è il nostro torto?
Siamo tuoi doni
fratelli dell'uomo
sino al sacrificio estremo
ti prego
gemo
non farmi morire così
incatenata al gelo
scendi dal tuo cielo
fallo per i tuoi figli
soffrono come noi
invisibile uomo
forte e pio
Dio che puoi
calma la terra
soffia via la neve
fa tornare il sole
l'amore vuole
un tetto sopra noi
per i nostri figli
il latte della mamma
caldo e buono.









D'improvviso
tremo di nuovo
ritorno frastornato
poi subito il dolore
spacca il cuore
non riesco a non pensare
a chi soffre tanto
altro che il mio spavento
sono deluso
sconfortato ...
Terremoto
perché sei tornato?
Mi sento un bambino
lasciato dal padre
senza risposte
senza rimpianto
che non ha speranza
che non grida
che ha finito il pianto.


Credo nella vita
mi spendo per essa
riconosco la morte
l' inesorabile sorte
che l' accompagna
vivo intensamente
sono passionale
amo la gioia
detesto il male
la noia
soffro di far soffrire
accolgo il dolore
un grido d'aiuto
sono cresciuto
a pane e cuore
mi piace credere
sperare
amare la bellezza
riscoprire ogni volta
il canto della musica
la forza della pittura
della letteratura
della filosofia
sono figlio della poesia
partorito per l'arte
allevato all'amore
conosco il valore della vita
finalmente ora
dopo tante incomprensioni
l'ho fatta mia incenerendo l'io
da oggi sarà ringraziamento
umile preghiera
eternità
così sia a Dio.





 Ho visto crescere figli
a pane e comunismo
a ceffoni e autoritarismo
la mia generazione di padri
ha scelto il dialogo e la carezza
io la via di mezzo
senza rinunciare all'auterevolezza
credevo fosse il giusto compromesso
ma oggi senza permesso dei figli
non si va da nessuna parte
senza i loro perché ...
Da tempo
ormai ad arte
il mio rapito fanciullo
scappa da me.





Ripenso a quel cuore
ritrovato dal cane
sotto la neve
chissà chi
prima di suicidarsi
l'avrà seppellito lì.
" Adesso che faccio
denuncio?
Lo ripongo?
Dove lo metto?
Intanto
annusatolo di nuovo
il cane pietoso
ha alzato la zampa
l'ha benedetto





So da tempo
che la mia carriera d'attore
tende al declino
anzi
senza giri di parole
è finita
ma la bella signorina
che ripete adesso
" il suo declamare m'annoia"
mi fa ripensare
mi paragona alla vita!





La sua vita
l' artista
ogni giorno
con amore
la dà in pasto
ai cani...





M' hanno verniciato di nero
come una quinta la mia vita
sopra il palcoscenico sta
come un ombra
che non si stampa
un silenzio che respira
la polvere degli altri.





 Oggi
per miracolo
finalmente
m' è riapparsa la vita
in tutta la sua essenza
l' intera esistenza
in un attimo d'amore
gioia e dolore insieme
calpestavo lieve sulla via
salici piangenti
trafitti dal sole.







 Le sventure della vita
mi hanno reso forte
ma adesso che invecchio
e posso scegliere meglio
scelgo la debolezza
non so cosa voglia dire
la sento e la vedo
mi ci ritrovo
non si muove
non grida
sussurra
canta
stende sulla terra
pietosa un velo
se ne sta alta
tra le stelle guarda
come una cometa
mostra la via del cielo.




NON CI SONO NEANCHE PER ME

Quanta fatica essere
tutte queste cose
in una parola
essere solo e niente
fanciullo forse
insufficiente al voto
spirituale
senza tempo
tanto uomo
poco donna
schiavo e liberale
animale feroce
mite e saggio
personaggio perbene
per male no
amico e nemico sì
amore e amante
vincente di niente
perdente su tutto
re di nessuna cosa
ricco e povero
cielo infinito
agitato mare
abisso
crocefisso alla vita
cuore di sangue
spirito libero
vago
assente
sfuggo
latente
nascosto
non ci sono
neanche per me.






 Quando penso all'esistenza di Dio
di primo mattino il dubbio m'assale
ma subito se ne va
appena guardo attorno
la purezza della neve
il tocco lieve della nuvola
che nel cielo s'incammina...
Della vicina bevo
il profumo del suo caffè
il sole rosso mi bacia
un diurno di Chopin
è una carezza al cuore
penso all'amore che vivo
che accanto mi resta
è una festa la vita
s'accende di colori
dentro e fuori di me
è bastato un istante
aprire gli occhi e guardare
sentire la bellezza
cercare nella leggerezza
la rima baciata
scrivere una poesia:
la vita è una via assolata.





Dopo l'amore
non altro che nulla
da quella finestra
dalla porta aperta
se ne andarono
gli ultimi sguardi
i ricordi rubati dal vento
nella casa vuota
non sento che silenzio
l'orologio a pendolo s'è rotto
di fare rumore
il gatto si duole
il cucù più non esce
il pesce è gonfio
ubriacato d'acqua
senza vita tutto muore
eppure vivendo
scolo la pasta
scendo le scale
c' è posta per me.





L' amico

Ti cerca quando meno te l'aspetti
bussa alla tua porta
ti porta il suo abbraccio
il suo sorriso
il suo pianto
il suo dolore
se ne va senza dire una parola
lei sola non serve quando c'è verità
anima trasparente
sentimento puro d'amore
la vita che riprende a battere
passionale come il cuore.






Mi manchi
A I. I.

Come sto?
No
sabato no
come del resto mai
non possiamo più
lo sai
non possiamo vederci
ci " sentiamo "
domenica notte forse
adesso lasciami dormire

magari lunedi
da lassù a quaggiù

in sogno
sarò desto
un bacio
amore mio
a presto ...






Come un cane solo
a volte distante
voglio leccarmi le ferite
dolorosamente guaire
voglio uscire
domani forse
emendato dagli errori
d'un cuore sbandato
dalla condanna d'amore
come la spuma del mare
forte e canuto
completamente guarito.






Della vanità della vita consapevole
davanti al fuoco dell'anima inerme
incolpevole me ne sto nell' oscurità
nel silenzio deliro avvolto
dalla stessa tristezza che avvolge
la parte delusa dell'umanità.





Sono in pausa spirituale
ho lasciato chiuso in casa l'io
vagabondo con Dio tra la gente
cuore e anima trasparente
traversiamo il mondo
prendiamo per mano
facciamo girotondo.





Chi invano
nel sorriso
mi cerca
nel pianto
mi troverà
l'anima
il cuore
saranno proprio là.
 






Alza gli occhi da terra
guarda il cielo
la bellezza attorno
spegni il telefonino
smettila di non dire
di sprecare parole
usa il silenzio per capire
ciò che c' è
fuori e dentro te
amati e impara ad amare
odiare è facile
soprattutto non voler bene
se l" egoismo prevale
non dimenticare di donare
sei tu stesso un dono
il vero tesoro della vita
scoprilo nel tuo cuore
nele trasparenze dell' anima
della sua luce
questa è la voce
siediti davanti all' alba
in riva al mare
sopra la vetta d' un monte
guarda l'orizzonte
ascoltala
si fa immagine
parola celeste
infinito
eterno spirito.




Sono fuori di primo mattino
è buio ancora
i mostri d' acciaio
con gli occhi illuminati
lentamente
si mettono in cammino
piove su me
sotto il lampione
che come cometa
traccia la via dorata
una vita felice
una vita bagnata.






  

Me ne sto senza
con il mi basta
testa a testa
cuore a cuore
anche con poco
sto bene
ma in verità
è solo conoscenza
amicizia forse
non è amore.








 Pane e silenzio
silenzio e tedio
tormento e oscurità
il sogno infranto
la tortura
il martirio
la verità
incontro la saggezza
la visione
la leggerezza
lacrima e sorriso
inferno e paradiso
l'esistenza tutta
nient' altro che poesia
amore e bellezza
iterato monito
memento mori
vita mia.








PERDUTE FESTE

Dove siete
perdute feste?
Dov' è quel manto
che tutto purificava?
Tutto è un rimpianto:
il rintocco della campana
a mezzanotte adunava
preghiere e cori
fuori le palle di neve
le mani gelate
il vin brulè che ubriacava
davanti al camino
i piedi bagnati
lo schiocco della legna
che al ritorno scaldava...






ALLA BOTTEGA DEI DESIDERI

Questa mattina
come sempre
mi sono svegliato presto
per cominciare a pensare
la lista della spesa da fare
per star bene tutti i giorni
sino al prossimo capodanno
tenendo conto di non essere
ricco come una volta
infatti ogni anno che passa
nonostante la puntuale
promessa del buon Dio
mi ritrovo sempre
più povero di illusione
che è il denaro
sempre meno speranza
che è il lavoro
e la delusione
che è la povertà
che inesorabile avanza:
20 chili di desideri
che una volta
non costavano nulla
12 chili e mezzo di speranze
della qualità biologica
che ancora posso permettermi
7 etti di sogni
purtroppo sempre più cari
e 50 grammi di miracoli rari
anzi di quelli
che non si trovano più
per un totale di illusione
suppergiù pari a
115.758,134 circa.








Capodanno

Sarà lo stato febbrile
associato a quello influenzale
la memoria si libera di tutto
rigurgita ogni mia cosa
rifiuta il passato
vive il presente
non vuole più stivare.







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              SERGIO CARLACCHIANI

                              POESIE DA CESTINO 2016








FINE/DANNO

Portati via le guerre
i terroristi
gli scafisti
l'Isis
via la Turchia brutta
lascia la bellezza
quella di Bisanzio
di Santa Sofia
Portati via
l'ansia
l' ansa
l'ultima ora
Portati via
le bestie umane
lascia gli animali
i cani
i gatti
i cavalli
Portati via il macello
lascia la carne intatta
butta via il cancro
la sclerosi multipla
la leucemia
ogni malattia
Portati via
il male oscuro
quello chiaro
il malessere d'essere
o non essere
Portati via
l'immunità
il contagio
i sintomi
la terapia
Portati via la classe
solo quella politica
la partitica
quella di parte
Portati via i malvagi
gli stupratori
il disonore
il potere
i dittatori folli
quelli della Corea
dell' Uganda
del Turkmenistan
Portati via i preti pedofili
i vescovi corrotti
i cardinali miliardari
sprofondino tutti
insieme al loro tempio
lascia intatte le case dei poveri
Portati via gli squarci
i crolli
la disperazione
Portati via il denaro sporco
riciclato
delittuoso
Portati via i casinò
le case aperte in strada
quelle chiuse
i casini
portati via
i lumini spenti
accendi le speranze
l'amore
e vattene
senza rumore
portati via gli sconcerti
i delitti
il dolore
i concerti
i discorsi di prima
e di fine danno
via i lustrini
via il cenone
l'enogastronomia
i botti
la malinconia
e ...
ascoltami
vattene!
Così sia.










·
Come fai a non accorgerti
della bellezza che hai?
L'hai nell' incedere
nel tuo essere maestosa
luce
nebulosa
felice
semplice
sorridente
per niente vanitosa
né astratta
né indistinta
dipinta
profumata
fiore
rosa
giardino
solare
aurorale come dea
sapiente
irraggiungibile
passato
futuro
presente
delizia
bellezza
inopinata
sconcertante
stupefacente
capricciosa
singolare
furiosa
fantastica
di bambina
di donna
di regina
avvenente
magnificenza
fulgida
raggiante
sei gioia
incanto
grazia
armonia
inconsapevole amenità
beltà
vita mia.









Promessa d' amore
Rinuncio al male
cedo alla fortuna
assediato da esclusivo amore
rinuncio alla luna
alle lontane stelle
a tutto quello che non è
per amore
per la vita
scelgo ciò che sento
non mento più
scelgo te.










Che cos' è la leggerezza che inseguo?
Questo vuoto che ho dentro l'anima?
La pesantezza nella quale annega il cuore
lo uccide
lo fa dimenticare?
O l'amore che annoda le ali?
L'io che nulla crede?
Questa terra che trama e trema?
Un Dio che non si vede?
Dove trovarla?
In che cosa?
Come?
Perché?
Ineluttabile melanconia dell' essere
quotidianamente armi a questa guerra
amara per verità da sostenere
cos' altro da sapere
se non morire?
Questo il peso
l'insostenibile grevità
delle macerie dell' inquietudine
del tedio e del chiodo fisso
che né Pegaso
né Cupido
potranno rimuovere
dal cervello dell'umanità.










Come fai a non accorgerti
della bellezza che hai?
L'hai nell' incedere
nel tuo essere maestosa
luce
nebulosa
felice
semplice
sorridente
per niente vanitosa
né astratta
né indistinta
dipinta
profumata
fiore
rosa
giardino
solare
aurorale come dea
sapiente
irraggiungibile
passato
futuro
presente
delizia
bellezza
inopinata
sconcertante
stupefacente
capricciosa
singolare
furiosa
fantastica
di bambina
di donna
di regina
avvenente
magnificenza
fulgida
raggiante
sei gioia
incanto
grazia
armonia
inconsapevole amenità
beltà
vita mia.








SUPPLICA

Per te vivo
nello spasmo
questa non vita
nell'abbiezione
in quest'ascetica
mortificazione di me
per te sconcia
turpe donna
che hai seminato
nel mio cuore
il male di averti
che non doni
t'imploro
uccidimi
uccidimi!
Non voglio più
questo coltello puntato
contro l'anima
vivere
che solo ferisce
e sanguino
sanguino per te
che non hai pietà.









Promessa d' amore

Rinuncio al male
cedo alla fortuna
assediato da esclusivo amore
rinuncio alla luna
alle lontane stelle
a tutto quello che non è
per amore
per la vita
scelgo ciò che sento
non mento più
scelgo te.









Solo
acceso nella notte
impalato come lampione
guardo bambine bruciare
sul fuoco dell'inverno
prima di tornare
svendono l'amore
mezze sbucciate
caldarroste bruciate
immaginate
morbide dentro
lungo il viale
al lato della strada.



LA MORTE DEL CUORE

L'uomo illudendosi
scrollò le spalle
all'amata disse addio
non sentiva dolore
non vedeva la malattia
dell'esistenza dentro
il futuro guardava fisso
diviso dalla carne
decomposto ormai
dal corpo scisso
era già il cuore
senza più l'amore...








Ancora
l'ultima volta
forse
del giorno
ti sveglierà
il mio lontano sguardo
come una carezza di luce
questo soffio
sul mio palmo
lambirà il tuo cuore
trasognato d'amore
ancora
l'ultima volta
forse
per me.







Con la voce ...

Dei poeti
dis-metto
la scrittura
sonora
stra ordinaria
e voco
s vario suono
schegge folli
all'udito
lancio
come dardi
irriguardoso
accorato
nel sacro cuore
tuo sopito.








Teatro di varietà
avanspettacolo d'eternità
sciantosa
discinta
obsoleta
sei
amata vita.







Nella casa
solo
in disparte
vivo.
Fuori
con gli altri
non vivo
recito
la parte.





  
Mentre l'anima dell' uomo
a fatica s'accolla la vita
gongola la luna
sdraiata sull'aurora.





Civitanova Marche

Bella la mia città
occasione infinita
è Vita Vita
onda sonora
che sfiora
cavalca
sulle ali del futuro
effonde nell'aria
armonici richiami
canta l'amore
cura il dolore
il diverso accoglie
dona fratellanza
rispetto
dignità e valore
semina sulla terra
cura le radici
i saperi della tradizione
la sapienza da venire
è mare e collina
faro
uva dolce
divina
scoperta
luce
chiara
voce
sogno
porta
aperta...




 " Quando finisce un amore, si ferma il cuore, si vive male, si muore davvero. Poi il miracolo, la rinascita, la speranza che non era mai svanita, la luce, un amore nuovo, LA VITA!"




Il presepe con cui parlo
questa muta luna accesa
appiccata su
come stella cometa
affacciata nella notte
che mi guarda fissa
immobile come un cavallo
dorme in piedi
mastica e rivela
sogni umani
segni
divini.





Senza rimorsi
ho commesso
commetterò
tutti gli errori possibili
mi dannerò sempre
cercherò scuse
non mi riconoscerò
finché avrò vita
sono fatto così
nel bene
nel male
testardamente
ricomincerò...






Non la feci più finita...
Tanto tempo fa
quand'ero giovane...
Calpestavo
fissavo il selciato
la mia vita
era notte scura
volevo farla finita
inciampai
feci una capriola
mi ritrovai sdraiato
lo sguardo all'insù
m'accorsi delle stelle
le avevo dimenticate
come le cose belle della vita
decisi di correre verso casa
sentii di nuovo il respiro
il cuore mi batteva forte
non la feci più finita.



Non dovete
non potete
parlare con me
potete leggere
il cuore se volete
non ho voglia di spendere parole
non ho voglia di gridarle ad alta voce
vivo un atroce destino
sono responsabile anch'io
di questa disumanità
che non mi piace
cerco Dio
la luce
sono silenzio
ombra che vaga
spettro ormai
oscurità.



Ad ognuno
per gioco
ogni tanto
tolgo la voce
guardo la televisione
non li ascolto
muovon la testa
le braccia e le mani
s' agitano come burattini
senza la parola
nemmeno animali siamo
davvero dei cretini.


Non mi conosco
mi disconosco anzi
sono solo
nemmeno pensiero
non ho memoria
esisto senza disegno
nel celeste del cielo
nel rosso del sangue
apolide sulla terra
meteorite degl'inferi
mi schianto.




  
Come un pianforte scordato
come lui la musica
relegato al' angolo
rattrappito
impolverato
dimentico
ogni giorno di più
la vita.




Macché Natale!
Sono solo
insieme e folle
folle di pazzia!
È un grande problema per me
che non si lenisce
ferisce
ferisce
ferisce!
Non immaginano gli altri
checché ne dicano
si vive male
l'insanità di mente
si attende
del giudizio il dente
che non spunterà mai.




Ieri notte ho attraversato
il mio Natale
surreale era
la fila dei lampioni accesi
bucavano il buio
le stelle come pecorelle
venivano giù dal cielo
la luna incredula
non credeva fosse vero
in fondo al viale
Gesù bambino
Maria e Giuseppe
facevano le prove generali
dentro una fabbrica abbandonata
popolata da fuochi e puttane
ho chiesto ad un magnaccia
vestito di preghiera
se mi potevo avvicinare
mi ha risposto di no
ho capito sì
sono entrato
si è avvicinato Giuseppe
mi ha chiesto scusa
si è allontanato
la vergine Maria
mi guardava gelosa
ma ecco che Lui
è volato da me
mi ha chiesto perchè
ti cercavo
ho risposto
mi ha risposto
come darti torto.



Il Babbo Natale eremita in città
Ho scelto per le feste di Natale
di cambiarmi come a carnevale
mi vestirò d'umiltà
farò l'eremita in città
passeggerò tra la finta gente
m'inoltrerò silente
tra abbracci vuoti
sorrisi di luci elettriche
anime e cuori spenti
i felici li farò scontenti
vestito d'umiltà
di silenzio impietoso
la mia mano tesa e aperta
sarà un gesto ripetuto e noioso
risposte precise chiederà
inevase da tempo
alla smarrita umanità.





Filastrocca del Babbo Natale malato di vivere

Sono un Babbo Natale
disoccupato
disforico
disturbato
malato di vivere
sono turbato
non capisco
perché dovrei sorridere?
In disparte
non esco
non parto
non porto
non mi unisco
non ho più fede
senza pace
sulla neve
solo tracce di sangue
nemmeno gli animali
le metabolizzano più
la slitta è in soffitta
le renne ho sciolto
sbattono le corna su e giù
questo mondo è morto
vive uccidendo
non ho più doni
né speranze
Dio mi perdoni.



Scrivo nell' oscurità
a un girotondo di bambini
per far loro chiarezza:
la poesia e la bellezza
salveranno il mondo.






Filastrocca per gli afflitti

Vorrei spicchiare il cuore
come un mandarino
come un cocomero
come una mela
come una formetta
di ricotta salata
come una pagnotta
come una torta
un panettone
e donarvelo
dolce e amaro
così com'è
e dirvi che è poco
è amore vero
che nonostante tutto
odio e lutto
DIO c'è ...








LETTERINA DI NATALE

Per cominciare voglio
finire con il lasciare accantonata
dimenticata in un angolo
la tristezza invadente
godermi sul viso
questa carezza natalizia
delizia del cuore innocente
e vivere in pace nell' illusione
prima che torni la cocente delusione
indifferente al dolore
voglio abbracciare il mondo
amare il Tuo amore
godere di questa vita divina
che sta per nascere nuovamante
per noi gente che in Te
vorremo vivere e confidare
spalancare le grandi ali e volare sulla terra
nell' azzurro infinito costellato d' eterna gioia
che hai edificato per noi
Padre grande
Padre buono
la mia letterina è una preghiera
è con essa che ti chiedo perdono.













Filastrocca del Babbo Natale malato di vivere

Sono un Babbo Natale
disoccupato
disforico
disturbato
malato di vivere
sono turbato
non capisco
perché dovrei sorridere?
In disparte
non esco
non parto
non porto
non mi unisco
non ho più fede
senza pace
sulla neve
solo tracce di sangue
nemmeno gli animali
le metabolizzano più
la slitta è in soffitta
le renne ho sciolto
sbattono le corna su e giù
questo mondo è morto
vive uccidendo
non ho più doni
né speranze
Dio mi perdoni...
Sergio Carlacchiani




IL DEFUNTO

A novembre
sprecate i fiori
da anni
ormai
lo dico
non ci sono
sono in ferie
ci vediamo a Natale
quando nasce
nostro fratello!




DELUSIONE

Mi vengono in mente i consigli di mia madre
ogni volta che mi deludono le persone
lei mi ha insegnato con l'esempio
ad interpretare le parole del signore
a viverle convintamente nel dolore:
"La strada del perdono
rallenta il cuore
non lo fa scoppiare
l'amore nella vita
lo vuole Iddio
l' unica scommessa
che val la pena di fare
figlio mio."





Ancora guerra
questa terra violata
popolata d' orrori
non sa più gridare
Madre sconfitta sei
dai tuoi stessi figli
figli che fanno strage
di figli fratelli
dentro la tua carne
invocano pace
nelle latebre
sotto le tombe
senza più voce.



Dopo interminabili doglie
questa mattina ho partorito
ho avuto un altro figlio
un figlio da te
un pensiero
a cui non somiglio
Regina del cielo
è avvolto in un velo
è mistero
per me
lo chiamerò
Spirito
Eterno
Avvenire.




S'è fatto giorno
e tu?
Albore
figlio mio
amore
attardato con le stelle
dietro pecorelle smarrite
offuscato
" promesso!
Ancora per poco..."
dalle nubi.




A MIO PADRE

Per te la solitudine
è stata sempre sostanza di vita
ora che non credi sia giunta l'ora
ti fa paura
sei spesso con me
rimbambito
con gli occhi bagnati
torni tra le mie braccia
come un cagnolino fedele
mi chiedi ancora
se puoi fare qualcosa per me
ti do un forte abbraccio
i sacchetti dell'immondizia
con gli scarti da distribuire
differenziata la nostra vita.


 



Ho imparato da mio padre
a vivere camminando
donando silenzi al vento.




So che la mia pena
ti giunge e ti carezza
figlio mio
so che dovrei
incatenare il pensiero al mio cuore
per non farti male
ma l'amore ha ali infinite
appartiene a Dio.






 L'alba
sorride
con il rossetto
arancione sulle labbra
un istante
e scompare
dal giorno
furtiva.






Tra poco 58 anni
nient'altro che appunti
prima di vivere verso la morte.







Sbattuto da un vento d'inezie
spifferate dal vetro
vivo in casa
chiuso
recesso
come polvere
cerco riparo
a terra
formica
capotata
mi rialzo
m'adopero
senza dove
trasporto la croce
mollica di pane
saputa
inutile vita
come macigno.





Tutti gli anni ignaro
ingannato e deluso
rincorrendo i sogni
i cavilli della mente
voglio vivere
semplicemente pago
respirare senza rimorso
giusto come guru
non facendo niente. 






NULLA DI PIÙ

Dalla porta
dalla finestra
dal tetto
una voce
mi chiamava
sbattendo sulle pareti
non avevo bisogno di nulla
avevo tutto il nulla che desideravo
Nulla di più
invece tu
continuavi a chiAmare il mio gelo
il mio abisso
il mio deserto …
Tutto restò com’era
perfettamente sigillato
il buio nemmeno poté entrare quella notte
sino al nuovo bacio del mattino
Che unico
sempre ammalia
abbacina.






 Di notte
ti svegli
ti vesti
ti privi
saccheggi
il vuoto
solfeggi
sonnambula
la luna
ti chiama
rimuovi
i passi
priva d'indugi
cassi le orme
fiera
possente
leggera
eterea
nuvola
silenzio
ti fai
minuta
impalpabile
ombra
lacuna
evanescente
sottil mente
tarlo
ricordo
squarcio
indelebile
ferita
sangue
rovente
condanna
eterna
vana
femminile
innocente
vanità
cipria
smalto
rossetto
corpetto nero
sul comodino
per me
lettera d'adddio
nuovo mattino
lugubre spiraglio
che dalle imposte
piano fa
come ladro
per non destarmi.








Sono persona buona
non ho bisogno
che me lo dicano
sento di amare nel profondo
sento di amare ancora
di soffrire nel profondo
per non poterlo fare
sento di sapere perché
non ho bisogno
che me lo dicano
vorrei fare di più
di ciò che penso di fare
non ho bisogno
che me lo dicano
che desidero
che creo
che divoro la vita
sono un artista
una persona difficile
non ho bisogno
che me lo dicano
vorrei ridere tutto il giorno
spensierato
far felice chi vuole esserlo
donare non soltanto
passione
aria
pane
leggerezza
libero dal giudizio
dal pregiudizio degli altri
vorrei amarli tutti
uno per uno
i tristi uomini della terra
le donne sole
le oppresse
le violentate
non ho bisogno
che me lo chiedano
vorrei essere
seme di pensieri positivi
vorrei meravigliare
essere fiore
aria
luce
profumo
diverso
essenza
per quello che sarei
se non fossi ciò che sono
poco
niente
son io
il passato
il presente
l'imperfetto
non ho bisogno
che me lo dicano.




 Tutto è per pochi
quando tutti hanno tutto...







Da mia madre santa
sono stato educato ad educare il cuore
ad abituarlo a sentire ad ogni costo
a lasciare nascosto il suo orgoglio
il suo valore
a fargli amare l'amore
nella gioia
nelle difficoltà
nel dolore
per uno schiaffo
un insulto
un rifiuto
un abbraccio
un bacio
una carezza
a non fargli dimenticare
che l'orrore esiste
come la bellezza.






Senza vento
il viaggio finisce quì
senza più capitoli
né atti
senza parole
né seconde parti
molti dubbi certo
continuerò a piangere
ma nessuna più
vedrà le mie lacrime
nessuna le vedrà cadere
nessuna dopo te
le potrà baciare
sono stanco
voglio riposare
ascolterò il silenzio
senza più dire
della solitudine
il suo cruccio greve
l'infinito rantolo
del voler morire.








Mi sentii prendere la mano
Era quasi mattino di stelle
La appoggisti sul petto
Ti batteva forte il cuore
Non sapevo se in sogno
Non sapevo che fare
Strinsi il seno
Quasi a farti male
Come in agonia
Facemmo l’amore
L’ultima crudeltà
Prima di andare
Stravolti
Delusi
Disturbati
Senza più stelle
Senza futuro
Brancicando nel buio
Nuovi letti e mattini
Per non vederci più.




Continua mente la terra si trema ...
 
 Karl Esse







Quando declamo, sono io che amo...

 Karl Esse




Giocando col mondo
troppo a nascondino
non mi trovo più...


Karl Esse


 
Ognuno usi la propria follia per bene ...

Karl Esse



Di notte
rottAmo di più la vita
che rinnovata appare
come miracolo
ogni dì
alle prime luci dell'alba.




Chissà se mai verrà un tempo
che non dovremo più questuare
abbassare la testa
pregare chiedendo scusa
l' accusa ringraziare
il destino a venire
ancor prima di ricevere
santificare i delinquenti
gettare ponti di guerra
per vivere uccidendo
maledicendo la bellezza
il bacio
una carezza...
Se mai un' altra ombra verrà
a redimerci dalle caverne
a mutare questa larva di luce
questa prepotente nullità.






Stanco di morire
m'attardo alla vita
questa notte
le stelle parlano
ascolto attento
è un canto
no
un incanto
infinito
senza partitura.






Il silenzio è il mio sodale
quando devo parlare
recalcitro non poco
metto una scusa
mi blocco
balbetto
non voglio lasciarlo
nemmeno per un momento
sempre vicino lo sento
soltanto quando inizio
a declamare
lui scompare
composto e colto
si dispone all' ascolto.





Si vive cadendo
morendo sulla strada
calpestati come foglie
più non scricchioliamo
restiamo in slenzio
facciamo lieve rumore
per non disturbare
siamo niente
il Dio indolente
sta a guardare
mentre becchino
il vento come spazzino
aiuterà a spazzare...






La luna non vuole
spacco la notte
spalo le nuvole
polvere di stelle
demone
angelo
vivo di scintille
le rubo al sole
sulla riva del mare
che ride e inghiotte
la terra straniera
di me se ne fotte
chiede vendetta
non dorme beata
a mareggiata
Polifemo ha di vedetta.






Vorrei essere
cibo per passerotti
mollica abbandonata
al freddo del mattino
come della sera
fremente d' essere beccato
divorato da fame vera.





Di solitudine celeste
stanche ho le ali
vedere i fratelli soffrire...
Mi lascerò cadere a picco
nuovamente morire
sulla terra nemica
per-dono d' amore.
 


 


Come nudo aedo
ciecamente m'inoltro
nelle anime dei poeti
per accostarle
senza voce
ascoltarle
tradurle
oral mente
in un in
canto.






Abbracciami
baciami
parola
seppure
non so dirti
ti voglio bene
ti amo
nel profondo
come silenzio
come bellezza
come mia
vita.





Ultimo peccato della notte
questo sangue che si monda
al clamore rosso del mattino.






SUPPLICA

Fermati
ti chiedo
leggimi
non scappar via
non sono poco
non sono niente
sono una poesia.





La pace è solo
dentro la sola
solitudine dell'anima...

Vivo questo non sonno
infestato da fantasmi
che ridono di me
del mio tormento
li sento attraversare il cuore
viaggiare per l'intestino
sino alle porte dell'anima
dove finalmente s'arrestano
s'intrattengono allo specchio.







In sonanze senza Te

Tutta notte storto
nel buio blu
finto morto
in attesa di colore
sopra quest' ambascia
accasciato
sbatatacchiato
fluttuo
galleggio
avanzo
indietreggio
solo
infelice
ho bisogno di luce
d' amore
rosso giorno
fammi entrare
con me porterò parole
uno spicchio di cuore
senza Te
da inzuppare nel caffè.







Calpestando il buio
nel silenzio dell’anima
m’inoltro…

Acceccante la luce
urta le conche
trafigge i timpani
un sussurro
che obnubila il suono…

Estremo
inudibile
invalicabile
baluardo dello spirito.







Con un fiore in mano
sfiorire
in solitudine
disarmato
inerme
schiacciato
sotto il peso
della vita
amare
senza
nemmeno
la forza di
di sperare...






Ora che le tue parole
in pausa sospese
a cadenza funebre
musicale
senza un perchê
in avvitamento
immagino
penetrano
straziano
falciano il cuore
m'affretto a morire
lontano da te.






Oh aurora che rischiari il notturno
ancora rossa d'amore
ti getti tra le mie braccia
poi ti sdrai su di me
come una gatta
e fai le fusa.










Quando smarrivo l'anima
l'andavo a cercare
verso i monti Sibillini
stanca del frastuono
la trovavo là
nell'aria tersa
a scaldarsi al sole
a galoppare con i cavalli
abbeverarsi al torrente
a cantare
a gara con i galli
a belare
a volare basso
tra i fiori di campo
con gli insetti
in alto tra le rocce
a sgridare il rapace
prima che individuasse
che ghermisse il leprotto giulivo
scappato alla madre
e l'eco si spandeva sino a spegnersi
vinto dall' abbraccio delle caverne
la trovavo lì
con la Sibilla
incantata
a versare lacrime di tenerezza
la riportavo a casa
come una bimba delusa.





Chi sei tu
puntino lassù
che sfidi la notte
e non t'inghiotte
brilli di tua luce
e non hai voce
non voli
fissi
parli
consoli?


 
  

 
Tra la croce
i detriti del dubbio
sfracellatesi a terra
cerco la mia storia
di comporre la biografia
d' impararla a memoria
nudo allego fotografia
prima che faccia giorno.
 






Giocando col mondo
troppo a nascondino
non mi trovo più...








Dalla finestra le foglie
donano a me l'ultimo saluto
piango a dirotto parole calde
che il vento freddo non accoglie
cerco un abbraccio invano
una mano da stringere
il sole splende lontano.









Stanco di morire
m'attardo alla vita
questa notte
le stelle parlano
ascolto attento
è un canto
no
un incanto
infinito
senza partitura.






Ognuno usi la propria follia per bene ...





Chissà se mai verrà un tempo
che non dovremo più questuare
abbassare la testa
pregare chiedendo scusa
l' accusa ringraziare
il destino a venire
ancor prima di ricevere
santificare i delinquenti
gettare ponti di guerra
per vivere uccidendo
maledicendo la bellezza
il bacio
una carezza...
Se mai un' altra ombra verrà
a redimerci dalle caverne
a mutare questa larva di luce
questa prepotente nullità.






Sbattuto da un vento d'inezie
spifferate dal vetro
vivo in casa
chiuso
recesso
come polvere
cerco riparo
a terra
formica
capotata
mi rialzo
m'adopero
senza dove
trasporto la croce
mollica di pane
saputa
inutile vita
come macigno.






L'alba
sorride
con il rossetto
arancione sulle labbra
un istante
e scompare
dal giorno
furtiva.






TI RICORDI ALDA?

Ti guardavo povera e ricca
spettinata
con il rossetto rosso
strabordante
di fascino consapevole
ammaliante
mentre lasciva aspiravi il fumo
contavi le sigarette rimaste
sistemavi la collana di perle al collo...
Ti chiedevo perché
perché Alda gli psichiatri
fanno finta di ascoltare?
" Come i politici
i filosofi
gli uomini in genere
continuano a tradire
non accettano i consigli dei folli"
Sorridevi e continuavi
tra un colpo di tosse e l'altro
" Hanno l'anima avvelenata
come i navigli
non accolgono più
non sanno più pregare
sono dei pazzi crudeli
sciocchi e presuntuosi
distanti dall' 'umanità ."






So che la mia pena
ti giunge e ti carezza
figlio mio
so che dovrei
incatenare il pensiero al mio cuore
per non farti male
ma l'amore ha ali infinite
appartiene a Dio.




Io non sono triste
sono nella pienezza
vedo la tristezza
la mia arte la ricrea
per denunciare l'assenza
della sua presenza
al Super-Ego-Io
al mondo
a DIO
che non vuol vedere .






Filastrocca notturna
Ti amo tutta come sei
non cambierei nulla
il mo cuore è la tua culla
sei la mia bambina
come la luna
luce
fortuna
mia grande piccolina.









Alla bambina di Aleppo
Scrivi sul banco di scuola
aperta alla luce
con le dita
sporche di sangue e fumo
sulla polvere che tutto avvolge
il nome della tua mamma
della tua città
che non ci sono più
l' angelo custode la legge
scrive sulla lavagna:
"torna a giocare
gli uomini cattivi
se ne sono andati
io sono con te."









Ancora guerra
questa terra violata
popolata d' orrori
non sa più gridare
Madre sconfitta sei
dai tuoi stessi figli
figli che fanno strage
di figli fratelli
dentro la tua carne
invocano pace
nelle latebre
sotto le tombe
senza più voce.






Dopo interminabili doglie
questa mattina ho partorito
ho avuto un altro figlio
un figlio da te
un pensiero
a cui non somiglio
Regina del cielo
è avvolto in un velo
è mistero
per me
lo chiamerò
Spirito
Eterno
Avvenire...








S'è fatto giorno
e tu?
Albore
figlio mio
amore
attardato con le stelle
dietro pecorelle smarrite
offuscato
" promesso!
Ancora per poco..."
dalle nubi.





Ieri notte ho attraversato
il mio Natale
surreale era
la fila dei lampioni accesi
bucavano il buio
le stelle come pecorelle
venivano giù dal cielo
la luna incredula
non credeva fosse vero
in fondo al viale
Gesù bambino
Maria e Giuseppe
facevano le prove generali
dentro una fabbrica abbandonata
popolata da fuochi e puttane
ho chiesto ad un magnaccia
vestito di preghiera
se mi potevo avvicinare
mi ha risposto di no
ho capito sì
sono entrato
si è avvicinato Giuseppe
mi ha chiesto scusa
si è allontanato
la vergine Maria
mi guardava gelosa
ma ecco che Lui
è volato da me
mi ha chiesto perchè
ti cercavo
ho risposto
mi ha risposto
come darti torto.




Come un pianforte scordato
come lui la musica
relegato al' angolo
rattrappito
impolverato
dimentico
ogni giorno di più
la vita.





Il presepe con cui parlo
questa muta luna accesa
appiccata su
come stella cometa
affacciata nella notte
che mi guarda fissa
immobile come un cavallo
dorme in piedi
mastica e rivela
sogni umani
segni
divini.

 



Mentre l'anima dell' uomo
a fatica s'accolla la vita
gongola la luna
sdraiata sull'aurora.




 Ancora
l'ultima volta
forse
del giorno
ti sveglierà
il mio lontano sguardo
come una carezza di luce
questo soffio
sul mio palmo
lambirà il tuo cuore
trasognato d'amore
ancora
l'ultima volta
forse
per me.




Civitanova Marche

Bella la mia città
occasione infinita
è Vita Vita
onda sonora
che sfiora
cavalca
sulle ali del futuro
effonde nell'aria
armonici richiami
canta l'amore
cura il dolore
il diverso accoglie
dona fratellanza
rispetto
dignità e valore
semina sulla terra
cura le radici
i saperi della tradizione
la sapienza da venire
è mare e collina
faro
uva dolce
divina
scoperta
luce
chiara
voce
sogno
porta
aperta...









Non la feci più finita...
Tanto tempo fa
quand'ero giovane...
Calpestavo
fissavo il selciato
la mia vita
era notte scura
volevo farla finita
inciampai
feci una capriola
mi ritrovai sdraiato
lo sguardo all'insù
m'accorsi delle stelle
le avevo dimenticate
come le cose belle della vita
decisi di correre verso casa
sentii di nuovo il respiro
il cuore mi batteva forte
non la feci più finita.







Scrivo nell' oscurità
a un girotondo di bambini
per far loro chiarezza:
la poesia e la bellezza
salveranno il mondo.

 





Filastrocca del Babbo Natale malato di vivere

Sono un Babbo Natale
disoccupato
disforico
disturbato
malato di vivere
sono turbato
non capisco
perché dovrei sorridere?
In disparte
non esco
non parto
non porto
non mi unisco
non ho più fede
senza pace
sulla neve
solo tracce di sangue
nemmeno gli animali
le metabolizzano più
la slitta è in soffitta
le renne ho sciolto
sbattono le corna su e giù
questo mondo è morto
vive uccidendo
non ho più doni
né speranze
Dio mi perdoni...






Filastrocca per gli afflitti

Vorrei spicchiare il cuore
come un mandarino
come un cocomero
come una mela
come una formetta
di ricotta salata
come una pagnotta
come una torta
un panettone
e donarvelo
dolce e amaro
così com'è
e dirvi che è poco
è amore vero
che nonostante tutto
odio e lutto
DIO c'è ...







LETTERINA DI NATALE

Per cominciare voglio
finire con il lasciare accantonata
dimenticata in un angolo
la tristezza invadente
godermi sul viso
questa carezza natalizia
delizia del cuore innocente
e vivere in pace nell' illusione
prima che torni la cocente delusione
indifferente al dolore
voglio abbracciare il mondo
amare il Tuo amore
godere di questa vita divina
che sta per nascere nuovamante
per noi gente che in Te
vorremo vivere e confidare
spalancare le grandi ali e volare sulla terra
nell' azzurro infinito costellato d' eterna gioia
che hai edificato per noi
Padre grande
Padre buono
la mia letterina è una preghiera
è con essa che ti chiedo perdono.








 Tutti gli anni ignaro
ingannato e deluso
rincorrendo i sogni
i cavilli della mente
voglio vivere
semplicemente pago
respirare senza rimorso
giusto come guru
non facendo niente.



Di notte
ti svegli
ti vesti
ti privi
saccheggi
il vuoto
solfeggi
sonnambula
la luna
ti chiama
rimuovi
i passi
priva d'indugi
cassi le orme
fiera
possente
leggera
eterea
nuvola
silenzio
ti fai
minuta
impalpabile
ombra
lacuna
evanescente
sottil mente
tarlo
ricordo
squarcio
indelebile
ferita
sangue
rovente
condanna
eterna
vana
femminile
innocente
vanità
cipria
smalto
rossetto
corpetto nero
sul comodino
per me
lettera d'adddio
nuovo mattino
lugubre spiraglio
che dalle imposte
piano fa
come ladro
per non destarmi.








Da mia madre santa
 sono stato educato ad educare il cuore
ad abituarlo a sentire ad ogni costo
a lasciare nascosto il suo orgoglio
il suo valore
a fargli amare l'amore
nella gioia
nelle difficoltà
nel dolore
per uno schiaffo
un insulto
un rifiuto
un abbraccio
un bacio
una carezza
a non fargli dimenticare
che l'orrore esiste



 

Sono persona buona
non ho bisogno
che me lo dicano
sento di amare nel profondo
sento di amare ancora
di soffrire nel profondo
per non poterlo fare
sento di sapere perché
non ho bisogno
che me lo dicano
vorrei fare di più
di ciò che penso di fare
non ho bisogno
che me lo dicano
che desidero
che creo
che divoro la vita
sono un artista
una persona difficile
non ho bisogno
che me lo dicano
vorrei ridere tutto il giorno
spensierato
far felice chi vuole esserlo
donare non soltanto
passione
aria
pane
leggerezza
libero dal giudizio
dal pregiudizio degli altri
vorrei amarli tutti
uno per uno
i tristi uomini della terra
le donne sole
le oppresse
le violentate
non ho bisogno
che me lo chiedano
vorrei essere
seme di pensieri positivi
vorrei meravigliare
essere fiore
aria
luce
profumo
diverso
essenza
per quello che sarei
se non fossi ciò che sono
poco
niente
son io
il passato
il presente
l'imperfetto
non ho bisogno
che me lo dicano.







Tutto è per pochi
quando tutti hanno tutto...





Senza vento
il viaggio finisce quì
senza più capitoli
né atti
senza parole
né seconde parti
molti dubbi certo
continuerò a piangere
ma nessuna più
vedrà le mie lacrime
nessuna le vedrà cadere
nessuna dopo te
le potrà baciare
sono stanco
voglio riposare
ascolterò il silenzio
senza più dire
della solitudine
il suo cruccio greve
l'infinito rantolo
del voler morire.






Mi sentii prendere la mano
Era quasi mattino di stelle
La appoggisti sul petto
Ti batteva forte il cuore
Non sapevo se in sogno
Non sapevo che fare
Strinsi il seno
Quasi a farti male
Come in agonia
Facemmo l’amore
L’ultima crudeltà
Prima di andare
Stravolti
Delusi
Disturbati
Senza più stelle
Senza futuro
Brancicando nel buio
Nuovi letti e mattini
Per non vederci più.








TI RICORDI ALDA?

Ti guardavo povera e ricca
spettinata
con il rossetto rosso
strabordante
di fascino consapevole
ammaliante
mentre lasciva aspiravi il fumo
contavi le sigarette rimaste
sistemavi la collana di perle al collo...
Ti chiedevo perché
perché Alda gli psichiatri
fanno finta di ascoltare?
" Come i politici
i filosofi
gli uomini in genere
continuano a tradire
non accettano i consigli dei folli"
Sorridevi e continuavi
tra un colpo di tosse e l'altro
" Hanno l'anima avvelenata
come i navigli
non accolgono più
non sanno più pregare
sono dei pazzi crudeli
sciocchi e presuntuosi
distanti dall' 'umanità ."





Filastrocca notturna
Ti amo tutta come sei
non cambierei nulla
il mo cuore è la tua culla
sei la mia bambina
come la luna
luce
fortuna
mia grande piccolina.




Io non sono triste
sono nella pienezza
vedo la tristezza
la mia arte la ricrea
per denunciare l'assenza
della sua presenza
al Super-Ego-Io
al mondo
a DIO
che non vuol vedere .



L' albero di Natale

Ho fatto nel cielo l'albero di natale
ci ho appeso le stelle luminescenti
i sogni e le speranze
i desideri e le preghiere
la stella divina
dall’alto indica la strada
una nuova terra promessa :
insieme nella pace e nell’amore
una scommessa di cuore contro la guerra
la neve cade immacolata
una serenata d' uccelli si spande
effonde il sole il suo sorriso
scendono dal viso lacrime meste
per chi è solo e triste
per i nostri cari lassù
che dalle finestre del paradiso
invocano per noi la parola
la benedizione divina:
“ Sia ogni mattina e per sempre
pace e amore all’umanità
nella vita sulla terra
pegno per l’eternità”.









Al mio amore che tutto contiene…

Un uomo e una che si amano
sono un mondo intero
terra
mare
cielo
stelle
mistero
luna
sole
nubi
vento
alberi
fiori
foglie
giardino
seme
verità
voce
silenzio
acqua
mare
pioggia
sasso
sabbia
ghiaccio
fuoco
cenere
sono tenere anime
non muoiono
rinascono
giocano
volano
s’abbracciano
si baciano
ridono
s’accarezzano
cadono in basso
soffrono
piangono
hanno il cuore  infranto
tenero
duro
si sostengono
si sollevano
si danno la mano
guardano insieme il futuro.




Di notte
rottAmo di più la vita
che rinnovata appare
come miracolo
ogni dì
alle prime luci dell'alba.







A PUNTI DI VITA
 

Il giorno
non gli anni volati
o quelli che sfioriti
già verranno
l' incognito presente
unico
interloquirà con me
al mattino
non con la sera
la sera
non con la notte
l' attimo sarà il principe
sceglierà il tutto poco
lo divorerà.





Stanco di morire
m'attardo alla vita
questa notte
le stelle parlano
ascolto attento
è un canto
no
un incanto
infinito
senza partitura.




Il mio lavoro è pensare
ascoltare il silenzio
dire a bassa voce
soltanto poesia
la parola?
Inutile la mia
come quella degli altri.




Sanguina ancora il cervello di carta
fucilato dalle vostre menzogne
sul si e sul no
comandanti supremi della politica
dell'oro delle borse
marionetta di carta ormai
con un soffio poi
come delle case
non vi occuperete
non vi occupate più
cado giù rivolto
le lacrime asciutte
dai crepacci sfitti
il cuore risucchiato dai profitti
dalla violenza più cieca
fa male
subdola
implacabile
barbarie feticista
in vista di Natale
del nuovo
superuomo brutale.





FIGLIO, DOVE SEI?

Perchè ogni giorno
ogni notte
ogni sonno
ha l'orologio fermo
su quell' istante?
Quando sulla porta
ci lasciammo con un abbraccio
che voleva essere forte
fremente tuttavia
travagliato fu
penoso
adorabile
doloroso
amabile
disgraziato
buono
triste
bruciante
raro
distante
dolce
amaro
scostante
scosso ancora
da chissà quale paura...
Figlio dove sei?
che fai?
Sei qui
incorporeo
intangibile
inviolabile
ovunque
nient' altro
che pesante polvere
sei respiro
lo togli
raffica
sbuffo di vento
entri ed esci dall'uscio
riempi
urti
svuoti la casa
te ne andrai
per sempre
te ne vai
te ne sei andato
già...
per mancanza d'aria
in direzione contraria.





Prima che apriate il libro del giorno
permettetemi di ricordarvi che
per chi impavido ama
nessuna pagina è scritta ...





Con il mattino
mi ha scritto Dio
voleva sapere se
stavamo bene
ho risposto
irriverentemente
laconicamente che
non può bastare
un po' di luce
contro l'oscurità che c'è.




Il silenzio è il mio sodale
quando devo parlare
recalcitro non poco
metto una scusa
mi blocco
balbetto
non voglio lasciarlo
nemmeno per un momento
sempre vicino lo sento
soltanto quando inizio
a declamare
lui scompare
composto e colto
si dispone all' ascolto.




Sei solo nuda
sul rosso divano
l'oscurità non ti copre
ti voglio e non voglio svegliarti
nulla è il mio desiderio
al cospetto del tuo sonno
se sognassi?
Chi potrebbe ridarti ciò che perderesti?
Son qui a farmi domande
ti desidero tanto
ti amo di più
l' erotico carnato ti copro
abbraccio le tue ciglia
ti dormo accanto.




Carezziamoci ancora
il giorno non sa
con quale passione ti penetro
notte
voglio un figlio da te
che solo a noi
distante
appartenga
e all'infinito
che Dio lo protegga
dalle lusinghe luciferine
dall" inutile luce
dalla terra.



Ridestati notte
Appari!
Dal torpore
Dell’umanità
Che ti affligge
Smettila!
Di sognare
Non è più possibile!
L’infinito ti desidera
La luna
Le stelle
ridono di te!
Il mare è stanco
della tua coperta
Dio
È
Che ti chiama...




Di questa attesa
senza misura
mi nutro feroce
immota lontananza
lecco sangue maligno
funerea essenza
rappresa di te
nient'altro
che questo pezzo di stoffa
che accolse le tue labbra
un po' di lacrima di rosso.






Si vive cadendo
morendo sulla strada
calpestati come foglie
più non scricchioliamo
restiamo in slenzio
facciamo lieve rumore
per non disturbare
siamo niente
il Dio indolente
sta a guardare
mentre becchino
il vento come spazzino
aiuterà a spazzare...







Fermarmi?
Non posso
ogni giorno
perdo qualcosa
eppure ogni cosa
vorrebbe resistere
posare intatta
sotto i raggi del sole
si muore
attimo per attimo
ma quante cose da fare
stanco ho il cuore
non ho più gli occhi
mi manca la voce
il tempo feroce sbrana
dilania
gusta
giorno per giorno
ora dopo ora
minuto per minuto
quel poco che resta del sogno
del progetto
della vita.





CHIEDO SCUSA
MI SI È CANCELLATA UNA POESIA
NON VOLEVA STARE SU FACEBOOK INGABBIATA
È VOLATA VIA ...
P.S.
Se qualcuno
tante volte
l'avesse
ricopiata...
Prometto
la riscrivo
sul foglietto.
... giallo arancio
mandato dal cielo
ti appoggi sulle case
tiepidamente le scaldi
te ne vai in un lampo in Africa
intanto che si fa giorno...







A colloquio
io e l'inifinito
abbiamo pensato
capito l'aria che fa
il legame vitale
che lui ha
con il volteggio
ed io
con la solitudine
abbiamo rotto
quell'argine infrapposto
che ci voleva diversi
accumunati
persi
dentro lo stesso
ineluttabile destino
dell'incominicabilità
delle parole
poi prima di lasciarci
davanti al sole
ci siamo abbracciati
è stato bellissimo
e subito terribile
orrendo
conoscere
di nuovo
la realtà
indimenticabile.







Buongiorno
Una domanda
Scusa cielo
- Ma LUI dov’è ?
C’è o non c’è?
Chiedi per me al vento
Per favore
Se mai lo schiaffeggia
Se la pioggia lo bagna
Se qualcuno o nessuno
l’ha mai visto spòrgersi
precipitare
toccare
il fondo
noi …




La luna non vuole
spacco la notte
spalo le nuvole
polvere di stelle
demone
angelo
vivo di scintille
le rubo al sole
sulla riva del mare
che ride e inghiotte
la terra straniera
di me se ne fotte
chiede vendetta
non dorme beata
a mareggiata
Polifemo ha di vedetta ...





La speranza svanita?
Essere
o non essere
non è il problema
il sistema non muta.




Ad Alda
Senza odio né odDio...
Sola
scalderebbe
la follia
rossa
infingarda
non ha volontà
se ne sta
via da ogni
da dove
non vuole
ride
del mondo
s'ubriaca
senza vita
sbatte la testa
come mosca
sul vetro
vade retro
con Satana
fa l'amore
senza pecca
succhia
lecca
poverina
per un mazzo
o un cazzo di fiori
apre e chiude il sipario
giorno e notte
porte e finestre
tra pietra
a pietra
saltellando
se ne va
gemendo
senza odio
né odDio...






Vorrei essere
cibo per passerotti
mollica abbandonata
al freddo del mattino
come della sera
fremente d' essere beccato
divorato da fame vera.






Di solitudine celeste
stanche ho le ali
vedere i fratelli soffrire...
Mi lascerò cadere a picco
nuovamente morire
sulla terra nemica
per-dono d' amore.





Come nudo aedo
ciecamente m'inoltro
nelle anime dei poeti
per accostarle
senza voce
ascoltarle
tradurle
oral mente
in un in
canto.






Accerchiato dalla miseria umana
nella povertà che cerco
sola ed unica
mi ritrovo e confido
sfido la stupidità
la cattiveria
la bugia
so che non è mia la verità
ma lontano da tutti sto bene
le pene abbraccio
ne faccio catene
per scongiurare la tentazione
vivere la reclusione
come via d'uscita
rifugio di salvezza
liberazione
scampo
certezza di redenzione.






Di questa luce che trafigge gli occhi
ti ringrazio signore
perché non vedendo il mondo
vedo la tua anima
la sento...
Abbracciami
baciami
parola
seppure
non so dirti
ti voglio bene
ti amo
nel profondo
come silenzio
come bellezza
come mia
vita.






Ultimo peccato della notte
questo sangue che si monda
al clamore rosso del mattino.







SUPPLICA
Fermati
ti chiedo
leggimi
non scappar via
non sono poco
non sono niente
sono una poesia.






Lento
da ultimo
alla resa dei conti
lungo il sentiero
l' amore
nient'altro
dopo tutto
amare
via via
smarrendo
il mondo
che vivevo
morendo ..
A volte il silenzio della notte
è insopportabile
esplode nel cuore
lo fa deflagrare
saltare in aria
disperdere nel buio
sulla riva del cielo
le stelle passeggiando
ne raccoglieranno i pezzi
fragili e trasparenti
come vetro
ali di conchiglie.





... unisco pena dopo pena costruisco con amore la catena ..






Poesia
mio amore
aiutami a dimenticare
non voglio ricordare altro che te
di questo consorzio d'inciviltà
nulla mi appartiene
il cuore alieno vaga
l'anima è in tempesta
batte la testa
il pensiero
sul muro di pietra
vita contro vita
crudele
straniera
che non ascolta
corre e va
da nessuna parte
senza alcun dubbio
non sente più.







Per chi comanda
E sono loro
Conto poco
Una volta
Ogni tanto
Quanto un si
Quanto un no
Vada come vada
Questa volta

Come sempre
Voterò ...
Non mi fido della politica
Tanto meno dei politicanti
Vorrei che cambiassero
Seriamente tutti quanti
Diventassero più affidabili
Credibili come padri
Affidandosi per primi
Per essere criticati sempre
Seguiti come esempi
Come ha fatto la nostra
COSTITUZIONE ITALIANA
Per circa 60 anni
Ammettendo le debolezze
Le proprie mancanze
Piccole incongruenze
Accettando i cambiamenti
Le sporche manovre
Gli svilimenti
Resistendo
Ricordando i valori
Senza tradire mai gli italiani
Amandoli soprattutto
Sopra tutto
Tutti!
Mi fido della costituzione
Non mi fido della politica
Tanto meno dei politicanti
Non voto il meno peggio
Tanto meno Il pressapoco
Sono STATO ormai
Mi sento fuorigioco...






Prima che apriate il libro del giorno
permettetemi di ricordarvi che
per chi impavido ama
nessuna pagina è scritta ...




Con il mattino
mi ha scritto Dio
voleva sapere se
stavamo bene
ho risposto
irriverentemente
laconicamente che
non può bastare
un po' di luce
contro l'oscurità che c'è.




Sei solo nuda
sul rosso divano
l'oscurità non ti copre
ti voglio e non voglio svegliarti
nulla è il mio desiderio
al cospetto del tuo sonno
se sognassi?
Chi potrebbe ridarti ciò che perderesti?
Son qui a farmi domande
ti desidero tanto
ti amo di più
l' erotico carnato ti copro
abbraccio le tue ciglia
ti dormo accanto.




Carezziamoci ancora
il giorno non sa
con quale passione ti penetro
notte
voglio un figlio da te
che solo a noi
distante
appartenga
e all'infinito
che Dio lo protegga
dalle lusinghe luciferine
dall" inutile luce
dalla terra.





Ridestati notte
Appari!
Dal torpore
Dell’umanità
Che ti affligge
Smettila!
Di sognare
Non è più possibile!
L’infinito ti desidera
La luna
Le stelle
ridono di te!
Il mare è stanco
della tua coperta
Dio
È
Che ti chiama...







... giallo arancio
mandato dal cielo
ti appoggi sulle case
tiepidamente le scaldi
te ne vai in un lampo in Africa
intanto che si fa giorno...





A colloquio
io e l'inifinito
abbiamo pensato
capito l'aria che fa
il legame vitale
che lui ha
con il volteggio
ed io
con la solitudine
abbiamo rotto
quell'argine infrapposto
che ci voleva diversi
accumunati
persi
dentro lo stesso
ineluttabile destino
dell'incominicabilità
delle parole
poi prima di lasciarci
davanti al sole
ci siamo abbracciati
è stato bellissimo
e subito terribile
orrendo
conoscere
di nuovo
la realtà
indimenticabile...





La luna non vuole
spacco la notte
spalo le nuvole
polvere di stelle
demone
angelo
vivo di scintille
le rubo al sole
sulla riva del mare
che ride e inghiotte
la terra straniera
di me se ne fotte
chiede vendetta
non dorme beata
a mareggiata
Polifemo ha di vedetta ...





Ad Alda
Senza odio né odDio...

Sola
scalderebbe
la follia
rossa
infingarda
non ha volontà
se ne sta
via da ogni
da dove
non vuole
ride
del mondo
s'ubriaca
senza vita
sbatte la testa
come mosca
sul vetro
vade retro
con Satana
fa l'amore
senza pecca
succhia
lecca
poverina
per un mazzo
o un cazzo di fiori
apre e chiude il sipario
giorno e notte
porte e finestre
tra pietra
a pietra
saltellando
se ne va
gemendo
senza odio
né odDio...


La speranza svanita?
Essere
o non essere
non è il problema
il sistema non muta.



Vorrei essere
cibo per passerotti
mollica abbandonata
al freddo del mattino
come della sera
fremente d' essere beccato
divorato da fame vera.
Di solitudine celeste
stanche ho le ali
vedere i fratelli soffrire...
Mi lascerò cadere a picco
nuovamente morire
sulla terra nemica
per-dono d' amore.




Come nudo aedo
ciecamente m'inoltro
nelle anime dei poeti
per accostarle
senza voce
ascoltarle
tradurle
oral mente
in un in
canto.


Accerchiato dalla miseria umana
nella povertà che cerco
sola ed unica
mi ritrovo e confido
sfido la stupidità
la cattiveria
la bugia
so che non è mia la verità
ma lontano da tutti sto bene
le pene abbraccio
ne faccio catene
per scongiurare la tentazione
vivere la reclusione
come via d'uscita
rifugio di salvezza
liberazione
scampo
certezza di redenzione.




Di questa luce che trafigge gli occhi
ti ringrazio signore
perché non vedendo il mondo
vedo la tua anima
la sento.
Abbracciami
baciami
parola
seppure
non so dirti
ti voglio bene
ti amo
nel profondo
come silenzio
come bellezza
come mia
vita.




Ultimo peccato della notte
questo sangue che si monda
al clamore rosso del mattino.




SUPPLICA
Fermati
ti chiedo
leggimi
non scappar via
non sono poco
non sono niente
sono una poesia.



Lento
da ultimo
alla resa dei conti
lungo il sentiero
l' amore
nient'altro
dopo tutto
amare
via via
smarrendo
il mondo
che vivevo
morendo ...


A volte il silenzio della notte
è insopportabile
esplode nel cuore
lo fa deflagrare
saltare in aria
disperdere nel buio
sulla riva del cielo
le stelle passeggiando
ne raccoglieranno i pezzi
fragili e trasparenti
come vetro
ali di conchiglie.



... unisco pena dopo pena costruisco con amore la catena ...


ISPIRESPIAZIONE
Con pleonastica
insoddisfazione
d' essere vivo
apostrofato
cerco
non trovo
commiserazione
a pena
peccato
altre ri-creazioni
silenziate
spaventate dal caos
dimenticate ad arte
tra locuzioni di lingua
m'addormento
sveglio
cogitabondo
attendo
donzella
rosa
profumata
scherzosa
un' ispirespiazione.




La pace è solo
dentro la sola
solitudine dell'anima...
Vivo questo non sonno
infestato da fantasmi
che ridono di me
del mio tormento
li sento attraversare il cuore
viaggiare per l'intestino
sino alle porte dell'anima
dove finalmente s'arrestano
s'intrattengono allo specchio.



... tanto dissi e non feci
poi finalmente ascoltai
non parlai più
navigai sulla terra
vissi ogni guerra
con indomito coraggio
pregai
amai l'invisibile
lieve l' anima
lo sguardo fisso
all'insù ...




In sonanze senza Te
Tutta notte storto
nel buio blu
finto morto
in attesa di colore
sopra quest' ambascia
accasciato
sbatatacchiato
fluttuo
galleggio
avanzo
indietreggio
solo
infelice
ho bisogno di luce
d' amore
rosso giorno
fammi entrare
con me porterò parole
uno spicchio di cuore
senza Te
da inzuppare nel caffè.
Dal margine
al centro inghiottita
cade la vita
così sia.
Raccolgo di notte
il tempo a pugni
ricarico la clessidra
così che sia
nuovo giorno…


Calpestando il buio
nel silenzio dell’anima
m’inoltro…
Acceccante la luce
urta le conche
trafigge i timpani
un sussurro
che obnubila il suono…
Estremo
inudibile
invalicabile
baluardo dello spirito.



Con un fiore in mano
sfiorire
in solitudine
disarmato
inerme
schiacciato
sotto il peso
della vita
amare
senza
nemmeno
la forza di
di sperare...



Ora che le tue parole
in pausa sospese
a cadenza funebre
musicale
senza un perchê
in avvitamento
immagino
penetrano
straziano
falciano il cuore
m'affretto a morire
lontano da te.
Oh aurora che rischiari il notturno
ancora rossa d'amore
ti getti tra le mie braccia
poi ti sdrai su di me
come una gatta
e fai le fusa.






Amore a volte
Vorrei perdermi
Insieme allo sguardo
Esserti vicina
A volte lontana
Come l'orizzonte
Sei fonte di vita
Mare che accoglie
E respinge
Ti amo come sei
Così
Perché così
È la vita...




Quando smarrivo l'anima
l'andavo a cercare
verso i monti Sibillini
stanca del frastuono
la trovavo là
nell'aria tersa
a scaldarsi al sole
a galoppare con i cavalli
abbeverarsi al torrente
a cantare
a gara con i galli
a belare
a volare basso
tra i fiori di campo
con gli insetti
in alto tra le rocce
a sgridare il rapace
prima che individuasse
che ghermisse il leprotto giulivo
scappato alla madre
e l'eco si spandeva sino a spegnersi
vinto dall' abbraccio delle caverne
la trovavo lì
con la Sibilla
incantata
a versare lacrime di tenerezza
la riportavo a casa
come una bimba delusa.



Chi sei tu
puntino lassù
che sfidi la notte
e non t'inghiotte
brilli di tua luce
e non hai voce
non voli
fissi
parli
consoli?


Preghiera
Svesto per un istante
I panni della superbia
Dell'arroganza
E in ginocchio ti chiedo pietà
Signore pietà
Pietà per queste lacrime
Che scendono copiose
Sulle macerie
Sui lutti
E si mescolano a quelle del tuo risentimento
Che ancora ci punisce e devasta
Placa la tua collera
Noi siamo la causa
Nostra è la colpa...
Pietà
Signore
Pietà...
Stremati
Abbandonati
Avviliti
Ci abbracci di nuovo il sole
La tua luce torni
Ad illuminare il cammino smarrito
Io non sono nessuno Signore
Sono soltanto un miscredente
Un peccatore facile
Ma soffro inumanaMente
Per la sorte dei miei fratelli
Fa che anch'essi possano godere
Della luce che al risveglio
Questa mattina mi acceca...
Tra la croce
i detriti del dubbio
sfracellatesi a terra
cerco la mia storia
di comporre la biografia
d' impararla a memoria
nudo allego fotografia
prima che faccia giorno.





In giro per le stanze
vago come un folle nella notte
distaccato dal mondo
dalla luna spiante
nessuno mi vede
comporre versi
nudo dei miei giorni
attesi e sgomenti
nessuno sa
di questo vuoto
a perdere
dei siderali silenzi.




Vivo con una ragno femmina
da molto tempo ormai
non paga più il subaffitto
s'è costruita il suo letto a castello
sopra di me
quando scende
sulla la mia testa
quasi mai mi accorgo
tanto fa piano
per non svegliarmi
di giorno ci rincorriamo
nell'oscurità
sfidandoci
a colpi di silenzio
di notte come sempre
si va a dormire
ma che dire
quando ieri
senza bussare
la luna accesa
ci ha fatto tana
alle tre di notte!
Se pensate male
fate bene
lei su di me
facevamo l'amore ...









Ho sopportato punizioni
esecuzioni di ogni tipo
fucilarmi la testa no
non lo sopporto più
non aspettatemi
amici che non ho
oltre la tomba
non so che dare
troppe volte
ho sceso le scale
non c’è che disgusto ormai
oltre al porta
sotto la terra
non c’è altro che assenza
un’anima sanguinante
un cuore perdente
silenzio invasivo
assoluto niente.




MADRE
Che notte è?
In cerca di ricordi
non faccio che inciampare
è un presente ingombrante
questo che come me non riposa...
Da lontano ti vedo
bianca come sposa
mi sorridi
muovi la bocca
la stessa frase
prima di andartene:
- non smarrire il coraggio... -





Che cos'è la morte
se non stupida domanda
riccorrente nella mente
che nasconde
obnubila la luce
e fa sì che il sole
non sia per noi
il miracolo che è
e l'anima
pur nel silenzio
non sia sembiante
d' eterna vita?
Morte infinita
del nascere
che cresce
per non sentire
né vedere più.



Scarmigliati
la mente
il cuore
l’ anima
al vento
lontani
da me
stretti
li sento
vicini
al dolore
a un così sia
dispersi
volati via.




Dalla finestra le foglie
donano a me l'ultimo saluto
piango a dirotto parole calde
che il vento freddo non accoglie
cerco un abbraccio invano
una mano da stringere
il sole splende lontano.




Mi tengo la poesia accucciata
mi guarda dal basso in alto
se ne sta in silenzio
come un cane fedele
eppure sono io
che dipendo da lei
vorrei che parlasse
che mi dicesse
come una madre
vedrai che passerà....
La vita gelata riprende
gli alberi e il vento che s'agitano
il sole che questa mattina non s'accende
vorrebbero darmi notizie alla finestra
di un inverno triste che presto arriverà
non sanno che nel mio cuore
e in quello dei miei fratelli c'è già
da quando la terra trema
senza soluzione di continuità.




A Gianfranco Mancini
Caro amico
se vuoi attendemi
scusami ancora
ho l'io terremotato
tra le macerie
ho chiesto
anche ai vigili
che come sai
hanno altre priorità.

Torna a morire
ancora un' ora
mi dice la morte
la vita può attendere
non hai finito di sognare.




Tutta notte con la luna
i sogni
i pensieri
sotto un cielo di lumini
ad ascoltare il rumore
la vita che passa e muore
trasportata dai treni...
Ecco la pioggia
il giorno
lo spazzino
che porta via.




Da quando ho cominciato allo specchio
senza indulgere troppo
a guardarmi dentro
provo compassione di me
piango mentre mi lavo i denti
mi struggo e mi taglio
facendomi la barba
mi somiglio
se mi sciacquo
non amato
vivo meglio
profumato.
Da poveri bambini
torturavamo le lucertole
gli tagliavamo le code
i rospi li facevamo scoppiare
ridevamo a vederli fumare le sigarette
fracassavamo le case alle lumache
per vederle finalmente nude
e scoprire con sorpresa
che non avevano il sangue...
Sangue cattivo il nostro
molto spensierato
poco allegro
feroce
contro chi era più debole di noi
contro il figlio del padrone
che giocava a casa
con i modelli rossi e blu
delle Ferrari e delle Maserati
contro quelli più sbandati
dai preti desiderati
contro le madri e le maestre
le solite minestre
l' andata e il ritorno
sempre a piedi
contro le regole e l'onestà
che ci avrebbe voluti un giorno
umili e vinti dalla povertà...



Al timone della vita
in abbandono alla notte
alla sua vela infinita
navigo senza meta
cosa desiderare di più
rosa dei venti
anima mia
se tu al mio fianco
al fruscìo dei sogni
come maestrale
spiri leggera…



Più non è procrastinabile
davvero amici
altrimenti è la fine
oggi come oggi
ora come ora
secondo come secondo
quanto mai
è necessario
fare il punto
e virgola
della situazione…
Sergio Carlacchiani




THA DAY AFTER...
Dopo l'elezione
la disperazione
aguzza l'ingegno ...
È stato un trapianto?
È un riporto?
In entrambi i casi
mi sarei illuso a torto
e se fosse un parrucchino?
Il cappello del destino?
Un dorato copricapo
con ciuffo vero di capelli
uno scalpo a buon mercato?

certo!
Questo è il gadget fortunato!




La mia anima oggi
Destata presto
per darsi da  fare
per togliere da lei
quella macchia di nero
quelle nuvole sul mattino
che non riesce ad albeggiare
ha subito un arresto
come di cuore
sarà stata la solita terra
tornata a tremare
oppure la sola idea che tormenta
e che il cielo oggi spaventa e rabbuia
insomma il fatto è
che l’ ha fatta uscire di casa
rimandare il lavoro
per cercare pace
un ristoro
nell’ aria pesante
che c’ è ?





Benvenuto Presidente!
Avendo toccato il fondo
e ritoccandolo già
non ci si accorgerà
del tempo che verrà
passerà ...
Siamo aperti
avanti presidente
di solito con i ricchi
siamo un popolo accogliente
mangiamo parole di merda
ci concimiamo
mammelle abbiamo
da strizzare
cervelli e palle
fiori da strappare.




Da " Versi della giovane vecchiaia "
Giovani in/versi Vecchi

GIOVANI VECCHI INVERSI
Da " Collezione Autunno/ Inverno 2015 "
Che cosa si può scrivere
Per fare innamorare
Sempre più
La propria donna
Vediamo...
Niente di più che amore
Se poi vogliamo esagerare
Usare anche la parola
I fatti?
Eh ... quelli
Non bastano mai
L'amore è fuori di testa
Bisogna soddisfare il cuore ...
Impossibile
Troppo grande il suo
Incontenibile
Incontentabile
Regale
Sanguigno
Prezioso
Segreto
Unico!
Non so scrivere altro
Ogni parola
È insufficiente
La mente mia ti vede
T'insegue
Ti sogna
E tu?
Mi ami
Non lo scrivi
Mi vivi!




Chissà se sul far della sera
con i tuoi amici fumando
uno di loro ti chiederà di me
chissà se mai avrai rimpianto
se un giorno vicino ripensando
di non averne parlato
riuscirai a ricordare tuo padre                                
Tu con lui
la sua voce
il suo cuore
la sua anima
e non ti mancherà
più il pianto...



Al mio grande amore...

IL DOMANI NON MI SPAVENTA
Il domani non mi spaventa
se tu sei con me
non desidero altro che
la poesia del tuo viso
dei tuoi occhi
della tua bocca
delle tue parole
del tuo corpo
dei tuoi pensieri
ieri come oggi
e domani di più
per sempre
saranno in me
vita mia
sei del mio poco
il tutto che sognavo
sei il capolavoro del mondo
sei il rifugio antiatomico dal male
sei il cuore
il bene
l' amore
e se oggi anche l'anima
trema e ci tormenta
io ti amo più della vita
il domani non mi spaventa.




Scherzo semiserio...
... davanti alla soglia dei 60
scappo
- tanto t'acchiappo -
mi dice il tempo
allora torno in aula
mi metto in attesa
faccio finta di ascoltare
attendo la ricrezione
o una rivoluzione
per spensierarmi un po'
mangiarmi perché no
un etto di mortadella
ma non trovo più
né quella profumata
né quelle belle fette di pane
rimane il salame di coglioni
del somaro o del maestro
al quale si può chiedere ormai
soltanto il permesso di andare al bagno...
Il mondo è uno stagno
abitato da girini impazziti
come bambini
da dame come rane
e rospi neri
come degli uomini
i pensieri immobili
brutti
ottusi
ingordi
confusi nell' acqua
torbida dei ricordi...    

     


Malinconia
poesia
anima mia
la tua culla
in me
io in te
soli
abbandonati al vento
foglie d’autunno
cadiamo nel rimpianto
in un giardino spento
oggi camposanto.






Supplica senza meta


Padre di tutte le madri
Ora che nel buio
la notte ha divorato
per noi la paura
Che sta nascendo
Un altro giorno
E con lui
Una nuova speranza
Ti supplico
Fa che la natura
Quieti il suo risentimento
Siamo colpevoli
Vi chiediamo perdono
Ti supplico
Ah ti supplico
Padre di tutte le cose
Intercedi per noi
Abbiate pietà…




MI BASTA QUELLA CROCE

Sulla soglia
il sole mi guarda
m'interroga
non rispondo
guardo gli uccelli
vorrebbero portarmi
in alto con loro
sopra le macerie
per adesso no
non è tempo di resurrezione
mi basta quella croce
scorta da lontano
sopra i monti
imbiancati di neve.





… inermi attendiamo
per paura bestemmiamo
insieme preghiamo
ci appelliamo ai santi
alle madonne
ai cristi
ognuno il suo
dovrebbero proteggerci
siamo soli in compagnia
di un destino crudele
che dicono naturale
che non vogliamo
come case forti
affratellati resistevamo
colpo su colpo ormai
sulla terra maligna
anche noi cadiamo
siamo a pezzi
come pietre
campanili
chiese
dalla polvere ogni volta
un’apparizione sogniamo  
che ci venga incontro
ci prenda per mano…




... se nulla dopo ciò
sarà più come prima
che non sia solo distruzione
sconforto
annientamento
ma occasione di risorgimento
ricostruiremo anche il cuore
l' anima
l' essere
allontanati da loro
sfollati dal dolore
lo eravamo già ...




Fratelli
questa mattina
un bonario terremoto
squarcierà le nubi accumulate
e ci donerà via via
il celeste tanto agognato
che porterà con sé il sole
la luce
la nuova vita
cureremo le ferite
e ricomincieremo
pazienti
" santi "
come sempre...





... soffoco
fuori di casa
catturo aria con le mani
da offrire al cuore sofferente
l' anima salva
alla prima scossa
s' è involata di paura...
Se solo un ricordo ormai siamo
finiamola qui
consegna se vuoi
la nostra comica storia
agli uccellini che ci spiavano
saremo un ultima volta
tra il fogliame ingiallito
gossip occasionale
per uno sbeffeggiante
chicchiericcio serale.



Questa prima mattina la luna
naviga quasi sommersa da una tempesta di nuvole
resiste perché sa che non morirà ....




Chiamate per l'aldilà
Da quando la mia anima conosce bene
l'essenza intima del silenzio
mi chiama spesso
mi chiede di comunicare
che non sia più qui
mi chiede di giocare
di morire
di volare altrove.




Il tuo amore                                                                                     m’ attraversa                                                                                  breve
come un silenzio
non dice
m'infiamma
mi riduce
in cenere.



La nostra vita è disperata
contrapposizione all' oblio
un ' insensatezza breve
nell'inesausto fluire
al succedere naturale
costante e copioso
dei frutti della terra
nient'altro.






Se mi guarderai ancora così
Presto mi arrenderò al tuo sorriso
Hai nel viso
Stampato l’amore
Il cuore in mano
Tu sarai finalmente
La donna che cercavo
La gigante
Io il nano.





Ricominciare sempre
dal cominciare
dal coraggio
dalla determinazione
dalla bellezza
dall'esistenza
dall' esserci
dall'esistere
dal voler affermare
con un pianto
un sorriso gioioso
la VITA!

Anch’io mi sono spento, tante volte,
fortunatamente non sono morto mai.



Volendo accogliere
i suoni e i colori
la vastità di fuori
il battito d'ali
l'azzurro  il celeste
che mi compariva dal vetro
tornai per strada
invasa dai rumori
dalle ombre nei visi
e luci e sorrisi spenti
decisi di tornare
e far contenti
i muri di casa
e l 'autunno
fermo alla porta
nella fantasia
tra la folla degli aceri
dalle foglie caduche.





SIGNORE cos'è?

Non comprendersi è umano
così per ciò provare dolore
ma divino è subito dopo
il brivido al cuore
che sento per te adorata
e tu per me
se questo non è amore
SIGNORE cos' è?
                  Grazie a te!                   


Resisteranno al tempo
poche cose di me
gli occhi luminosi
qualche carezza
gli abbracci
i baci dati male
le strette di mano vigorose
le parole spese a fin di bene
lo sgomento stampato sul viso
il sorriso raro
qualche brutta poesia
l' eco della mia voce
il feroce gesto sul cartone
nessuna importante storia
tanta smemoria.
Da ragazzino sono stato angelo
spinto nel buio antro del mondo
mi sono sporcato di vita
sono diventato uomo
perdono chiedo ai sogni
se senza i loro lampi
non vedo più...


La vita che mi resta?
Un' apparizione
l' istante
luce veloce
alta e dritta
spumeggiante nel cielo
come la scia d' un aereo............


MIO AMORE...
Tu sei in me
in ogni dove
nella mente
negli occhi
nel cuore
non c’è dolore
che ti cancelli
non c’è morte
non c’è guerra
sei vita terrena
pace
luce
sogno
già vita eterna …



Avevo pazientemente
ripreso a edificare
a puntellare
parola dopo parola
la picola tenda
ma vento
su vento
l'ha portata via
di nuovo
senza poesia
tanto più esposta
è la vita mia.



Mettendoci ogni volta 
una pietra sopra                                                                                mi son ritrovato seppellito vivo.




chiedo aiuto ai poeti
del resto non so che dire
non so quel che dico
ho rotto con l'umanità
con gli specchi
inerme fisso
il mio brutto ombelico.


mi sento come un vecchio
stupido gallo
che se stesso
e le galline
vuol comandare
che non ha più
né meno
forza di cantare
che si nasconde
per paura di scopare ...




Ciò che si vede di una donna
convinti voi siete
sguaiati maschietti
è un bel culo
pardon
un culo bello!
A me piace
ma seduce di più
ciò che non si vede
il loro proibito
altero cervello.




I  mattini
in questi anni
sono un navigare
andare e tornare
poco sereno
tra nebbie e ombre
inseguendo il volo
di gabbiani
affamati di guizzi
di libertà
di vita
non sarà difficile
molto presto
incontrare il buio
farla finita lì
o fermarsi là
nell’aldilà
per sempre.





Che sia chiaro a tutti
anche a l’amore
non voglio rispettare le scadenze
non mi fa sentire libero
io voglio essere libero
anche nell’amore
ciò che si vuole si può
e perché no fare senza
Rimandare anche l’ultima scadenza…



VORREi I MIEI GIORNI DISADORNI

Vorrei i miei giorni che verranno
il cuore e l’anima
disadorni 
              come questi alberi di ottobre                       che si denudano per accogliere
le nuvole che li adombreranno
le pioggie che li bagneranno
per accogliere se verrà
la regina dell’inverno
l’ algida umiltà.


Mi ha sempre incuriosito
la cultura reale
mi ha salvato
dall’imbarbarimento
ma anche dalle frivolezze
mi ha fatto conoscere
gli schiaffi della vita
della poesia le carezze.



SENTINELLA

Aspettando la venuta
di un senso per la mia vita
allerta sto!




Viviamo immersi nei guai
non sappiamo in fondo perché ci suicidiamo
tanti sono i motivi privi di ragione…


LUI ha smesso di chiederselo                                   
 o forse non se l’ha chiesto mai
Viviamo ormai                                                       
in un mondo di parole                                          
bisogna saper parlare.                                         
Tutti i giorni mi alzo presto                                
vado a lezione di silenzio                                          
dagli alberi in un bosco                                            
che solo io conosco.




" Sono un registratore da aggiustare
se volete ascoltare la mia voce rotta."





L’ artista

Talvolta
Sopraffatto dal talento
Sino alla febbre
Declamo
O dipingo
O scrivo
Ciò che la musa vuole
Sussurrando il suo nome
Inseguendo il suo sembiante
Rivelando la sua sorte…
Quando la vita vince
Esco da quella morte
Rigenerato
Come uomo
Tra gli uomini.




Navigo sulla notte
appoggiatto a questo fioco
naturale lume
che presto si spegnerà
la mia vita
negli abissi chiari
annegherà.






Solo nuvole dai cieli
la mia vita
inesorabilmente
cade a gocce
prima o poi
s’arresterà il pianto
e sarà la morte.




E non venite a dirmi
che non avete avuto tempo
ne avete avuto tanto
molto di più di quello
che sarebbe servito
“Tempo sprecato! “
Giacomo Leopardi
ogni giorno ci ammonisce…
Beati chi ha capito
che il tempo è prezioso
e bene lo gestisce.
--------------------------------------

Mettiamola così
se voi non credete
o non volete credere
che io voglia andarmene
perché mille volte l'ho detto
e mille altre lo dirò
questa volta scomparirò
senza dir altro
dopo l 'ultimo dipinto?
L'ultima declamazione?
O forse dopo l'ultima poesia?
Che si voglia o no
questa volta scomparirò
nel silenzio
con nostalgia ...

                                    



LA ZANZARA E IL RAGNETTO
Questa mattina, un delitto perfetto s'è consumato ...Al ragnetto arrampicato sino al mio naso gli ho detto: "Per caso hai ucciso quella zanzara maledetta?" M' ha risposto " sì, ho consumato come promesso la venedetta, adesso posso restare in pace senza le paure mie? Dì a quella pugnace addetta alle pulizie che non voglio morire, né andarmene in fretta! "
Sergio Carlacchiani




Anche oggi
dopo il pianto della notte
al primo raggio di sole
non dimenticare
prima di uscire
la speranza
portala con te
e mi raccomando
non fartela rubare!
Sergio Carlacchiani




Ti aspetto per spiccare il volo
ho già rubato con gli occhi
ciò che mi serve amore
vieni a godere con me
uno spicchio di cielo ci attende
la rondine mi prende per mano
mi indica la strada
aspetta gli dico
non ho fretta
è svanito il dolore
il cielo sa attendere l’amore.




Ricordi di famiglia
Sono stato educato alle rinunce della povertà, alle richezze dell' onestà; il rispetto, la generosità, la fratellanza, la nostra illusione, il perdono e l'amore, la nostra religione.



La verità degli uomini è diventata oggi la bugia che fa comodo.
Sergio Carlacchiani



Sopraggiunga la sera
una luce strana gli occhi mi ferisce
move a piètas la leggiadra farfalla che mi vede
urta la zanzariera
s'intistrisce...





LA MIA POESIA

La poesia è in me
è la mia faccia
le mie mani
i miei piedi
tutto ciò che vedi
e non immagineresti mai
sono le mie gioie
i miei guai
il mio Dio
e tutto ciò che sarei
se non fossi io.





Ode a te Federico fucilato all'alba
quali le tue colpe andaluso?
tante quante il tuo talento ieri desaparecido
Poeta a New York forse sepolto
dimmi ancora come nascono le rose
e la generazione delle stelle del mare
che cos'è questo dolore che trapana la luna
la parola amore
l'amore stesso senza te?
questa notte è come una stanza diroccata
che non sa offrire più la trasgressione
l'allucinazione
il lamento
la risata
la vita...




Non riesco a digerire la vita
di notte la vomito sulle lenzuola:
inferno imbandito
divorato dal sogno.
Sergio Carlacchiani



BATTIBECCO CON LA LUNA

Sfoglio limpavido la notte pagina dopo pagina
la luna regina se la ride
si beffa di me?
forse perché non vedo?
non comprendo il mistero?
forse è lei che non ha capito
sono esssere da poco ma non il nulla
mi accoglie umano e mi culla l'infinito.
Sergio Carlacchiani

Tanto è il nulla che accontenta tanto e poco
tanto chi si lamenta è fuorigioco ...




Ecco la luna
la sua luce effonde
ci si specchia il mare
si pettinano le onde
si fanno vedere
prima d' andare a dormire.



A settembre
lontano da occhi indiscreti
dal dominante turismo
porterò al mare
l'anima e il cuore
amano fare l'amore
praticano il naturismo.




Non si pùò ricominciare
nuova mente
se si vuole cominciare
bisogna qualcosa eliminare
è evidente!




A settembre
lontano da occhi indiscreti
dal dominante turismo
porterò al mare
l'anima e il cuore
amano fare l'amore
praticano il naturismo.




ALLA GENTE CHE NON AMA LA POESIA


Il più della gente pensa che la poesia scritta
fatta e lasciata a casa per esser letta
sia triste e noiosa
non hanno capito però una cosa
che la loro malinconia mai riposa
se la portano per via
non detta
addosso esibita
da una vita stampata
con un sorriso
ebete sul viso.





Tu sei profumo
essenza
presenza ovunque
assenza
che toglie il respiro
ape che suggi
l'unico mio bene
l'amore per te.






La tua assenza mi tiene compagnia lungo questa via assolata di te.



Non si pùò ricominciare
nuova mente
se si vuole cominciare
bisogna qualcosa eliminare
è evidente!


Emigrante dal mondo
Il letame ogni giorno m'insegue
sui gradini delle scale di casa ormai
il tanfo della realtà senza permesso bussa
filtra d'appertutto
inutile resistere stremato
la roccaforte espugnata
sto facendo la valigia
metterò cuore e anima
null'altro peso in tasca
il cammino sarà senza sosta







l bla bla
nasconde le nudità
resto in casa
ma se esco
porto con me l'anima
e la esibisco
libera più di un cane.





La vita non è una cosa seria
alla fine di tutto
solo il nulla può essere tradotto
si riduce e scompare via
ridotto a miseria e poesia.



Cerco follemente uno sponsor intelligente che voglia sostentare estremamente la mia povera folle mente.





Disvelamento
Senza paura mostrerò il silenzio
l’incipiente vecchiaia
la macchiata onestà
la dura faccia mostrerò
senza paura
la povertà imposta
la libertà condizionata
mostrerò la testa calva
la barba bianca
le lacrime agli occhi
senza paura
mostrerò i ginocchi sbucciati
l'avventura
l’alta preghiera
senza la sera
le stelle orfane mostrerò
l’amore grande
la forza
le debolezze
senza paura le incertezze
i baci
le carezze consolatorie
mostrerò il niente
il limite
il confine
senza paura
la sostanza
l'essenza
l’inizio
la fine.




A PIER PAOLO PASOLINI



Inevitabile

Sconvolgente

Rovinoso amore

Origine del tuo male

Unica verità

Indicibile

Tragica

Che difendi

Che solo tu accogli

E vivi

Senza lamenti

Che giorno per giorno

Morendo un po’

Intendi.





LA CARNE DI NOTTE


Un gatto disperato
in cerca d'amore
lancia il suo grido
i giovani ubriachi ritornano
dopo averlo ingoiato
mi appari nuda
di lato alla strada
forse un sogno
la tua carne
nonostante la notte
è più luminosa della luna
non so se sarà danno o fortuna
averti tra poco tra le mie braccia...


COME DIRE LA POESIA

Faccio il minatore
scavo al buio
scavo in profondità
verso l'anima
dove susurra la poesia
voglio farla mia
e dirla stremato
sporco
senza più fiato .

Sergio Carlacchiani


Nella disperata ricerca che la mia arte strappi alla morte qualche secondo immortale, consumo questa vita che corre, che fa male .



Ho talmente tanto da dire che resto muto .


Sono attorniato da cadaveri

gli oggetti inutili

chiedono ogni giorno pietà

non si sentono a casa loro

non ascolto

continuo ad accumulare

a riempire

la mia casa è un cimitero

senza fiori

polvere inconsistente ovunque

polvere …






Oggi dicono non sia una bella giornata

forse ci sarà tempesta

io me ne frego

faccio festa dentro di me

ho ritrovato l’amore

ieri ho venduto la testa

e ricomprato il cuore.








La risata vera
in me è rara
la precoce ormai
è una malattia diffusa
come l’eiaculazione.



SALTO IN ALTO


Galoppa la mia vita
sento le sue narici ansare
il refolo che mi strappa ancora verde
cado e cadendo ingiallisco
sospeso nell'abisso
fisso il vuoto e attendo
attendo ciò che promettono
il salto che spinga in alto.




Nella nebbia immerso
quell'ultimo bacio rapito
perso nell'aria
gridava ancora amore
capii prima del dolore
di amarti ancora
lo scalpiccio dei passi
mi voltai per rincorrerli
calpestavo l'io
con la luna eri sparita
fuggita a cavallo
della parola addio.







 chiedo aiuto ai poeti
del resto non so che dire
non so quel che dico
ho rotto con l'umanità
con gli specchi
inerme fisso
il mio brutto ombelico.




OGGI È MORTA LA MIA VOCE
Oggi è morta
la mia voce
non è più qui
sparita o defunta
su you tube
la ricorderanno
tremila foto a colori
e in bianco e nero.





PEGGIO DELLA MERDA ...
Sono un fiore o erbaccia inutile 
che calpestano senza farci caso.




SONO L' UNA
Si nasconde la notte nel buio
la luna non va a dormire
le stelle sembrano un coro
è come se al sole volessero dire
le macchine fanno rumore
il cane latra al gatto in amore
l'acqua scorre sicura
sulla lordura scaricata dai cessi
le case sono lumini
i treni portano i destini
degli uomini vinti
sempre gli stessi.




DICO DI ME ...
Quando ero ragazzino
mi spaventava l'ignoranza
m'intimidiva la cultura
oggi non mangio più carne
preferisco il pesce e la verdura
non sono più bello
tendo alla vecchiaia
sono innamorato
smarrito nella vita
vado in palestra
guardo la partita
non corro
non credo
non ci vedo più
vado su e giù
con l'auto
con la pericolosa moto
guardo l'orizzonte
scruto l'ignoto
amando la poesia
ascolto la mia voce
traduce il nulla e il tutto
sono frutto di mia madre
mi son fatto da sé
perché non lo saprò mai
sbagliai tanto allora
forse per disistima
tenace più di prima
lavoro su me tanto
sento accanto
la morte
stessa sorte degli altri
chiudo porte e finestre
i rapporti vicini e lontani
attendo facendo
ascoltando i miagolii dei gatti
l'abbaiare dei cani
osservo
leggo e scrivo
vivo
ho paura degli insetti
dei Padreterni
soprattutto umani.





Ho bisogno che smettano

di essere crudeli

queste parole

che mi sfuggono dalla penna

che tornino a sognare ancora

ancora come una volta

altrimenti sarò adulto

una volta per sempre

e gli occhi

i miei

celesti

occhi

cadranno


in frantumi...








Terremoto 52 - Magnitudo 4,4
Ti attendevo con ansia
anche fuori orario
non perché mi mancassi
non sentivo più gli sconquassi
non danzava più il lampadario.





 TERREMOTO 51 Altra scossa

La terra continuamente trema, 
chi trama se ne frega ...





 
TERREMOTO 50 -  Questa politica

Questa politica
che sa comprendere
che sa esserci
che sa commuoversi
Questa politica
che sa proclamare
che sa apparire
che sa raccoglire
Questa politica
che sa elargire
che sa trattenere
che sa rubare
Questa politica
che sa negare
la verità
al popolo guitto
che inscena l'oscenità
che sorride allo sconfitto
Questa politca
insaziabile
diabolica
miserevole
Questa politica
colpevole.









TERREMOTO 49
Non vedete come me
ovunque sfilare i morti?
Son come risorti
vogliono farsi ricordare
non chiedono tanto
vogliono soltanto dire
ssssss... Smettetela!
Fate silenzio per favore.








       TERREMOTO 48

Dalla Genesi " In principio Dio creò il cielo e la terra..." Lettura teatrale: Sergio Carlacchiani 






         TERREMOTO 47

( Ap 21, 4 ) " Ed egli sarà il Dio con loro ..." Lettura teatrale di Sergio Carlacchiani  




TERREMOTO 46
Di paura hanno piene le tasche
è tempo di svuotarle
di riempirle di carità
di amore
di speranza ...

TERREMOTO 45 - Scossa e risposta
Colloquio col terremoto
lui domanda
io rispondo
lunghi silenzi
a notte fonda
ricominciano le domande
senza risposte
continua a sussurrare
faccio finta di dormire.


TERREMOTO 44
Nonostante il dolore
ogni volta ricominciare
con il sorriso del sole
e capire che si è dentro
un progetto d'amore
nelle mani del Signore.

TERREMOTO 43
QUANDO LA TERRA TREMA
Quando la terra trema
è perché il cuore, a soprassalti,
ha già scontato la passione
la sua discesa in basso
agli inferi della maturità
o dell'infanzia.
Ma tu credevi felice
quella stagione, scambiavi
il boato per l'urlo dei lupi
era una fiaba per te
era una fiaba la vita e la morte...
Ora che questa si presenta
nello schianto o nelle grida
soffocate, tu, quelle antiche
voci riconosci
quei sibili o sospiri o affanni
(in quel punto tu ricordi...)
Ma anche luci lontane
battiti di cuore o d'ali
che l'Angelo nascosto
tra i fogliami mima
e vorresti afferrarlo
più di questa parola incerta
anch'essa traballante
eppure forte d'anima
di cuore, nella vicenda
nella perenne fiamma
della metamorfosi
dove la poesia si torce
e si rigenera.
Guido Garufi







TERREMOTO 42
In cerca della verità quella vera, 
spalo caciara da mattina a sera.

TERREMOTO 41
Questa mattina ho chiesto aiuto alla musica e a due grandi maestri, abbiamo tutti bisogno di ridestarci dal lungo sconforto e torpore che ha assalito il nostro cuore in questi giorni di tanto dolore.
Con spirito positivo dedico la magnifica sonata ai nostri fratelli terremotati, affinché trovino le forze per predisporsi, alla bellezza, al coraggio, al bene, alla speranza...
L' ipnotico andamento di marcia, in staccato, sembra preludere a un lungo cammino che condurrà finalmente a ritrovare la serenità perduta. 
                                      





TERREMOTO 40
Ritrovarsi
lontani dalle macerie
vicini all’orfana città
con addosso soltanto il cuore
scoppiato di dolore
abbracci
e pianti
e gemiti
come sonnambuli
biascicando parole
a rifondare la perduta agorà




TERREMOTO 39
F. M. Dostoevskij, da " I fratelli Karamazov "
Lettura teatrale di Sergio Carlacchiani 




TERREMOTO 38 . Ridonaci la speranza

Ci hai lasciati tra bestemmie e lacrime
fa che torni la speranza su questa terra ferita
il sonno
il sorriso
la vita
almeno quella dei bambini vivi
abbiamo bestemmiato
abbiamo inveito verso Te
con la stessa forza del terremoto
adesso abbiamo bisogno di riconciliarci
sono i nostri fratelli che ce lo chiedono
siamo allo stremo delle forze
più passa il tempo
più il dolore cresce
cresce la solitudine
la desolazione fuori e dentro noi
sin nel profondo dell'anima
è arrivata la polvere
ci scoppia la mente
ci strazia il cuore
solo dolore sentiamo
abbiamo bisogno di amore
solo amore
tanto amore
e non ci basterà mai
a te che sai
a te che puoi
gridiamo " aita! "
ridonaci la speranza
il coraggio
la perduta vita.
 





TERREMOTO 37

Da tutto questo dolore, per ripartire, ci vorrebbe un segnale diverso, almeno un senso doppio di circolazione...





    TERREMOTO 36 - Il dolore della Celeste Madre












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TERREMOTO 34 - Anni 10
Di solito dopo un sogno
a casa dei nonni
ne facevi tanti
ti svegliavi assonata ma felice
pronta a fare colazione
con pane e marmellata
quella di more
riservata a te
a vestire la bambola
a uscire con lei fra le braccia
a esibirla alle tue compagne invidiose...
Di giorno in giorno
il loro pianto non si spegne
la notte ascolta la loro nenia funebre.



TERREMOTO 33 - Suite con vista panoramica
L' ha lasciato detto
e tua figlia l' ha fatto per te ...
Spalancate come finestre
sono le porte del camion
che accoglie il tuo letto
immobile
fissi i tuoi ricordi
sono tra quelle macerie
da loro non hai voluto staccarti
sono tutto ciò che ti rimaneva
hai voluto morire così
senza distogliere lo sguardo.




     t   ERRE ,,,,,,,,, M......O..T             O      3                      2





                                                              TERREMOTO 31
 Patrizia Casella "'Marco, un ragazzo, di 28 anni ... " Lettura Teatrale di Sergio Carlacchiani 
                                                      







TERREMOTO 30 - " Terrore "
Tra fracasso e silenzio
lentamente
dopo la morte
torna la vita
tornerà il sonno sovrano...
Il carnefice?

TERREMOTO 29
O patria
patria mia
del tuo campanile che ci riuniva
non sento più gli animosi rintocchi
patria perché t'inginocchi
questa è l'ora di risorgere!



 TERREMOTO 28 - Ossimoro 

Dalle rovine
di tanto in tanto
qualcosa si alza in volo
con un chiarore che obnubila il celeste
è la veste che ricopre le anime dei bambini.



TERREMOTO 27
Qui
anche il sangue
s'è spento
rappreso nel sole
soffocato dalla polvere
cancellato
più là
s'è udito
un suono di campana
forse una diversa sorte
qualcosa ha resistito alla morte.



 TERREMOTO 26

Non ho mai udito gli angeli parlare, li ho visti perlopiù volare, far piovere dall'alto il loro bene, cercate di fare come loro, non chiacchierate, non riempite la vostra bocca di lodi soltanto per voi, donate conforto, amore, fatelo senza rumore, nel raccoglimento, nel silenzio, nella preghiera ... 




TERREMOTO 25
Cos'è questo
batter d'ali
continuo
sopra...
non servono angeli qui
non servono là
non servono più.



 TERREMOTO 24

Ti cerchiamo fratello
padre, madre, figlio
dove sei tu?
Davanti a un portone
sopra le macerie
infilati nelle buche
tra le miserie
abbaiano i cani
ma se si fa silenzio
come in un cimitero
le voci che si sentivano prima
ora non si ascoltano più
tu non vivi fratello
sei volato in cielo
qui non sei più.




        TERREMOTO 23 
"Chi animerà la nostra vita se il crepuscolo ci sprofonda..." 

Federico Garcia Lorca , da " Canzone d'autunno " Interprete: Sergio Carlacchiani 





     TERREMOTO 22

Ennio Flaiano " C' è un limite al dolore..." 
Interprete: Sergio Carlacchiani 







TERREMOTO 21
Tra le mura squarciate
che di vita non hanno più segni
i gatti e i pochi cani
le lorde mani degl'indegni
  i delinquenti
gli sciacali
i subumani.



 TERREMOTO 20

Non un pezzo di stoffa al braccio ma le mani in tasca, quelle tasche capaci che dovrebbero donare un po' di conforto, quei fratelli che hanno il torto di esseri ricchi dovrebbero pensare di più. Voglio vedere dagli Agnelli in giù se almeno il 50% degli incassi delle prossime partite di calcio, di tutte le categorie, saranno devoluti alle famiglie bisognose colpite dal terremoto.
Rendete nobile questo sport opulento che più di tutti è popolare,
date un esempio da seguire, siate davvero signori, riconoscetevi fratelli, fragili e buoni.



TERREMOTO 19 - Bestemmia ...
SEI ceruleo
ti nascondi
non spronfondi mai
distante SEI
dai nostri guai.




TERREMOTO 18 Non è un buongiorno...
Giacomo Leopardi, da " La ginestra - frammento " Lettura teatrale di Sergio Carlacchiani 



TERREMOTO 17

Nell' insonne attesa
mi faccio coraggio
scendo le scale buie
verso il dolore immane
martoriate le anime
un ospedale speciale le accoglie
son come foglie cadute
tristi
mute
quasi morte
attoniti spettri
che non hanno
forza di parlare
né di-sperare.



TERREMOTO 16

Passati dalla vita
al sonno della morte
quale la Tua volontà? 
Perché queste porte
aperte per l'eternità?




TERREMOTO 15

Terrororizzato
sono in attesa che torni
che entri senza bussare
in punta di piedi 
come un ladro
a togliemi la pace
a rubare altre vite.




      TERREMOTO 14

GIUSEPPE UNGARETTI " San Martino del Carso " Interpreta SERGIO CARLACCHIANI


Mi dispiace abbracciare tutte le persone che stanno soffrendo molto più di me, con questa poesia, ma lei è il tramite del mio cuore.
Ai miracolati, a quelli che sono in attesa di esserlo, a quelli che purtroppo non sono più su questa terra, vivi, dico: sappiate che vi sono vicino, il mio dolore è immenso, pregherò per voi.







TERREMOTO 13
IL buon Samaritano

Le tue mani nude
sopra le macerie
a scavare per ore
è come pregare
con pazienza
delicatamente
estrarre corpi
nell'indigenza
oltre i pericoli
oltre gli ostacoli
un miracolo comunque
che fa rivivere
nella ritrovata luce
la fratellanza
l' amore
Il senso della vita.

                                      TERREMOTO 12

Care amiche e amici non preoccupatevi per la mia salute fisica, sto bene ho soltanto il cuore straziato, schiantato, non riesco a smettere di piangere per ciò che è accaduto. Sono spaventato per ieri e per ciò che potrebbe ancora accadere. Grazie per la vostra sentita vicinanza e partecipazione al dolore, siete gentilissimi.
Cercate per quel che potete di essere generosi con i nostri fratelli che sono stati colpiti e hanno davvero tanto bisogno di noi, e di ogni cosa.
Non li abbandoniamo, non li dimentichiamo, neppure quando si spegneranno i riflettori della televisione, è un un' occasione importante per ognuno di noi, per dimostrare adesso e sempre che fratellanza non è soltanto una parola, ma di più, molto di più!
Grazie!

Vi saluto uno per uno.




TERREMOTO 11

Giacomo Leopardi, da "Dialogo della natura e di un islandese" Voce:Sergio Carlacchiani




TERREMOTO 10
L 'aria è tesa
il mondo pesa
ogni cosa fa male
i bambini s'azzuffano
ridono
non smettono di giocare.


TERREMOTO 9
Disperare?
No
macerie su macerie
la protezione civile scavando
i poveri cristi pregando
stanno togliendo la di...
Sperare
cos'altro fare? 

 Di più?
Tanto
tanto di più ...



TERREMOTO 8
Ti stanno cercando
ti troverranno
i cani lo sanno fare
sono i migliori amici dell'uomo
li senti?
Sentono il tuo respiro
i tuoi lamenti
sasso dopo sasso
i tuoi fratelli
ti salveranno
stanno arrivando
da ogni parte del mondo
persino col vento
non li senti?
Non mollare
stai sveglio
respira
la natura ha voluto così...



TERREMOTO 7
Piango purtroppo
non so fare altro
vorrei essere lì
scavare se serve
con la bocca persino
con le dita
per non far male
c'è da salvare ancora
un uomo una donna un bambino
Il loro gatto stretto tra le braccia
il cagnolino che non riesce ad abbaiare
c'è da disotterrare
ascoltare i lamenti
i deficienti
chiacchierano ancora
servono fatti concreti
stare uniti
sentirsi un popolo
non bello ma forte
non mi sono mai sentito
così vicino
così fratello
difronte alla morte...





                                      TERREMOTO 6

 ..........          .......------------------.........                        ,,,,,,,          ...




TERREMOTO 5
Non riesco a staccare lo sguardo 
dall'albero che mi guarda
che mi dice quanto sia difficile ogni volta
proteggere i suoi figli ( le foglie) dal vento.




TERREMOTO 4
Ecco
finalmente la luce 
che forse salverà ...










                                                             TERREMOTO 3

Non sto bene, penso a quelli che stanno molto più male di me...






TERREMOTO 2
Mi sono sentito esposto
come d'autunno
una foglia al vento
impallidito
fragile
inutile
pronto a cadere.




TERREMOTO

Ho pensato seriamente che potesse chiudersi qui l'avventura terrena, ho raccolto come non mai, in qualche secondo, tuti i miei pensieri, sudando, tremando come il lampadario, mi sono sentito d'improvviso una cosa non necessaria, pronta a mescolarsi, a confondersi, a sparire sotto le macerie...





Non c'è lotta più impari di quella che si conduce giornalmente con se stessi .



LA CASA DELLA POESIA
Il silenzio m'accoglie
il rumore ha un suono naturale
l'acqua scorre
il vento urta le foglie
nessuno viene qui a disturbare
di sentinella sul balcone della poesia
dell'umano volto non ho nostalgia
sulla terra la pietà ha steso un velo
guardo il mare
guardo il cielo
 mi piace volare...



LA POESIA
La poesia è molto
più di un ombra
assenza inquieta
presenza rumorosa
spesso piacevole
anche fastidiosa
come una rosa
bella e presuntuosa
gentile e dura
punge l'anima
reclama cura.




ARRIVEDERCI
Con accettazione e pazienza
che non sia solo sofferenza
solo dolore
che non sia rancore
rabbia
solo grido
che sia paradiso
e non inferno
che sia un arrivederci
pace
luce
amore eterno.



TU
Sei bella
chiara come la luce
fai brillare il mondo
mi confondo innanzi a te
mi chiedo perché
TU
innamorata di me...




Amo
invecchio
scrivo
qualche volta prego
non credo
non spero
vivo.







Invecchiando
morendo
ogni giorno un po'
sempre più
vivo la vita.






ADDIO
Scelsi una giornata di pioggia
scelsi la maschera da indossare
scelsi dove cenare
il vino da bere
le battute
le risate
i silenzi
scelsi la rosa
le frasi da dire
uscimmo
scelsi il lampione
la pioggia copriva le lacrime.




Sopraggiunga la sera
una luce strana gli occhi mi ferisce
move a piètas la leggiadra farfalla che mi vede
urta la zanzariera
s'intistrisce...

 






La notte è una donna nuda

ti dorme accanto

sensuale sino al sonno

ti svegli un istante dopo

se n’è andata già

vestita di giorno .   









SOLITUDINE e SILENZIO



Passo  giornate  intere

A strapparmi dal viso le maschere d’attore

a fracassare specchi

a inseguire con coraggio l’ ombra

che non si lascia afferrare

e il dire che ha paura di morire .    











La poesia

non può essere spiegata

come l’amore

spiega le sue ali

vola via alta

senza paura un giorno

di cadere a terra

inanimata.









L'amore non ha genere
unico e molteplice
fatto per essere amato
acquisito
appartenuto mai
libero comunque
per ciò desiderabile
sconosciuto
vissuto
ingannevole quanto basta
per durare una vita.







Questa notte la luna
ha il volto d' una monaca di clausura
forse del tempo l'usura ?
Troppo solcata
sofferta
pallida
scura...









Senza perché

Quest’oggi al risveglio
un beffardo sorriso
donerò alla morte
adesso che più di sempre
so della sorte degli uomini
della menzogna del tempo
non mi servono più i perché
mi basta vivere quanto basta
intensamente senza sosta
morire e rinascere
nell’ immenso che c’è
fuori e dentro me.







Come piccioni

un lamento continuo

defechiamo dall’alto

sulla testa degli altri

presto cadere

sarà il nostro volare

cercar cibo a terra

stanchi di girare

tra resti di penne

e falchi a divorare …




A mia sorella



Siamo stati abituati alle rinunce

a comprendere che l’amore coniugale

di cui sentivamo tanto parlare

non esisteva in realtà

era un’ illusione predicata

scritta nei libri di religione

abbiamo giocato insieme e bisticciato

per povertà condiviso anche il peggio

ci è pesato tanto

ci ha fatti sbagliare soffrire

aggrappati ai valori della vita

abbiamo cominciato a risalire

a credere di potercela fare

il dolore poi

è tornato a giocare con noi

ma ci ha fatti crescere

ci ha fatti stare più vicino

quando il destino è venuto a prendersi nostra madre

siamo uniti dall’amore fraterno

frutto prelibato eterno

dolce tanto è maturo

rari i nostri cuori

particolari capricciosi

capaci come le nostre anime

al di sopra delle chiacchiere sospese

legate insieme da un filo sottile e forte

oltre la sorte degno di grandi imprese.





OCCLUSIONE

Rifiuti intellettuali tossici
chiacchiere giorno per giorno
e promesse e fughe
viaggi di andata e ritorno
accumulo inconsistenze
dì a venire nel profondo
non riesco a differenziare
non so cosa dire
strapiena la discarica
non è più disposta a smaltire.

Sergio Carlacchiani   su fb

La notte squarciata dalle urla degli angeli

alle prime luci del mattino il cielo è limpido

s’annuncia un’illusione nuova

le nuvole del caffe salgono

scoprono dei demoni il volo

le loro risa stampate sul volto

stravolto del sole.







Chiedo scusa all’amico che telefona
mi dispiace per il viandante che bussa
la mia vita s’è fatta dura
arida di parole
essenziale
severa
un momentaccio
chiusa la porta
col catenaccio.







Questa notte la luna
ha il volto d' una monaca di clausura
forse del tempo l'usura
troppo solcata
sofferta
pallida
scura.










Ho ucciso la morte
fastidiosa zanzara
insisteva a succhiarmi la vita.







Annega il sole
in questo immenso
per altri uno stagno
limaccioso lago di pianto
in cui poco più che solo
preferisco fare il bagno
i tanti sono altrove
amano ridere e giocare
vanno in ferie al mare.





Luce perché mi trafiggi gli occhi?

E tu vento

perché spazzi via dalla mente ogni tormento?

Non sono più pronto

ormai mi lascio vivere …

Cosa pretende da me quest’ azzurro?

E il celeste e il verde?

Il silenzio sussurra all’orecchio

“ non è mai troppo tardi per navigare

hai un cuore generoso

non sei vecchio! “  





Avrei voluto starti vicino

consolare il tuo rantolo

ascoltandolo

senza paura

come una ninna nanna

appoggiare la mia testa

come da bambino sul tuo seno

e addormentarmi con te

farti capire che ce l’avrei fatta

che mi saresti mancata

ma ce l’avrei fatta

avrei pianto tanto

mangiato quella terra

che ti avrebbe sepolta

bruciato foto e ricordi

maledetto i sogni

i tuoi rari sorrisi

Dio

la vita

ma ce l’avrei fatta.

Non ero lì in quel momento

ero altrove

a fare il mio dovere dicevi tu

ma il mio dovere era starti vicino…

Quanto tempo è passato

e ancora torni di giorno

tra la folla ti nascondi

per dirmi che non ce l’hai con me

e che ce l’ho fatta

a diventare uomo.   









Commiato



Non sono pronto

credevo di esserlo

un’istante prima

quando ancora illuso

credevo ci fosse

tempo per recitare

un secchio per favore

raccogliete queste lacrime

le più amare

lascito per la vita

degli ignari che non sanno

per chi ancora non fa sul serio

per gli altri uomini che verranno.








Chiedo congedo Signore

da soldato di vita

null’altro ti chiedo

congedo dalla guerra

su uno spicchio di terra

lasciami stare in pace

sopra o sotto

che non sia rigata

di lacrime e sangue.







Il temporale



Tra poco piove

si fa scuro

le foglie fremono

il vento si fa sentire

è come se dicesse

adesso passo

ti faccio un saluto

e torno a volare

mi attendono altrove.




Questa notte

primavera di stelle

le ho messe in tasca

una ad una

aspettando l’inverno

l’ho riposte nell’anima

come portafortuna.







Passa il tempo
per chi triste
o allegro è
differenza non c'è
sotto il sole.

Sul davanzale
l' uccellino
dall'uomo
diverso
cantando
scrive
fa il suo verso. 











C’è gente che passa la vita a citare

io sono ignorante

non lo so fare

so far poco

ma questo poco

è la mia vita

non un gioco

e lo voglio fare.










La locanda sul mare



Il peschereccio è di ritorno

porta il pescato dal mare

se lo vuoi mangiare

è fresco e nostrano

Angelo te lo mostra

lo stringe vivo nella mano

la natura che si fa dono

non vuole artificio

si fa scottare

mangiare

come Dio vuole

e che sapore …

che sapore!

Angelo grazie

grazie per la tua passione

e per l’amore

grazie di cuore!










Ode a Ferruccio Brugnaro



Questa ennesima notte insonne

che lentamente mi toglie la vita

prima di spengersi

mi dona

un umile 

sconosciuto

grande

poeta  









Prima o poi 
a colpi d'insonnia
ce la farò a chiudere gli occhi
una volta per tutte!







Guardami negli occhi

e lentamente sfogliami la faccia

sprofonda nelle rughe

entra nella caverna delle bocca

cerca nell’oscurità il cuore

quando l’avrai trovata

riposati nell’anima

all’uscita come saliva

brillerai sulle mie labbra

appoggia le tue

capirò solo allora

che l’ amore

appena nato

sarà per sempre.






Come cantu a vatoccu 


Prima di andare
ancora sotto il sole
ti voglio baciare
qui sul nostro campo
che come allora
di vita ci fa sudare
tra le erbe e i fiori
i nostri animali
i bambini che ci guardano
e ricorderanno questo amore
siamo vecchi ormai
s'annuvola il cielo
tra poco piove
ce ne dobbiamo andare
nel mistero
a rifiorire altrove.













Davanti al ventilatore all’ombra sto!

Come nella vita di tutti i giorni
in cerca di telecamera e riflettore
al mare ci vanno per chiacchierare
per mostrarsi al sole
la pelle nera vogliono avere
non per capire la differenza che c’è
con chi bianco non è
e non può tornarci a piacimento
ma solo per divertimento
tanto per farsi notare
la gente d’oggi è fatta così
tranne qualche bambino
e il nonno che ci gioca
e la nonna che lo fa bere
lo fa mangiare
lo consola
gli sta vicino
all’ombra gli altri non ci voglio stare
d’estate il mare come la televisione
in schermo gigante proietta
a passeggio e in corsa
seni e culi a profusione!





Esseri umani    

SofiaLorenRayCharlesAbrahamLicolnEmilyDickinsonJimMorrisonMarleneDietrichFryderykMaddalenaAdrianoCelentanoChopinJoeCockerAyrtonSennaElisabettaIIdelRegnoUnitoPabloPicassoJoanBaezMohamedAliCleopatraTsaiIngwenPerseoVirginiaWoolfDuranDuranWolfgangAmadeusMozartIlariIvanaMarieCurieJanisJoplinSamuelBeckettMarissaMayerAngeloBranduardiAmeliaEarhartLadyGagaAnnaFrankAntonioRazziDiegoVelasquezAnnaBolenaJohnElkannMahatmaGandhiMargaretThatcherDanieleMignaniGiuseppeVerdiMarcellaBellaZarathustraLuchinoViscontiCesarePaveseMalcomXSofocleMariaCallasSeanConneryAdamoEvaMarioRossiVirnaLisiMargeritaHackEugenioDeSignoribusRobynRihannaFentyMatusalemmeAudreyHepburnAlbertEisteinFrancescoGucciniMaradonaPatriziaMurriMonelloPenelopeAngelaMerkelMarcelloMastroianniArchimedePaoloBorselliniAldaMeriniNinoBenvenutiGiottodiBondoneTizioCaioSempronioAntoniaPozziFidiaGertrudeBelleEllionEnzoJannacciGiuseppeGaribaldiBruceLeeBuddaZagorFilippoBrunelleschiBrigitteBardotBeniaminoGigliMosèIsabelleAllendeAdrianoPanattaChristineLagardeMichelleObamaAntonioGramsciElviraNabiullinaNillaPizziMichelangeloMerisiHitlerWangariMaathaiLeonardodaVinciSaffoFrancoDiCarloLucioBattistiGiovannaMartignagoMarisCallasMargueriteYourcenarPaoloStoppaSaraSimeoniWilliamShakespeareStefanoCucchiCarloAlbertoDallaChiesaMariaCartaBertrandRusselYokoHonoFriederichNietskcheCarlaFracciFedericoFelliniSoniaBragaMariadiMagdalaCharlieChaplinEneaDianevonFürstenbergMadreTeresadiCalcuttaFridaKaloEnricoMatteiPippoBaudoCarloUrbaniJaneAustenSimoneDeBeauvoirNiccolòPaganiniDanieleMinnucciRitaLeviMontalciniMarioDonderoLuigiPirandelloLouisAmstrongEvaldusIvanauskasLetiziaLevitiAnnaAndreevnaAchmatovaMariucciaMandelliHoChiMinhLeOrmeLeonardBernsteinFedericaPellegriniGesùdiNazaretGiovannaD’arcoGeorgeSorosMilaSchonMakhpiyaLutaJohnBelushiGiovanniLeoneTatankaIyotankaRobertDeNiroGiuseppePinelliCamillaParkerBowlesEvaPerònGiulioSilenziCharlesdeGaulleAnastaciaGiacomoLeopardiGianluigiBuffon...









Bisognerebbe ricominciare dall’inizio        
dal silenzio                                                        
dal gridare dolore                                           
dallo scrivere                                                      
dal timore di pronunciare “ Dio “                    
cancellare per un bel po’di tempo l’io   
aspettare che la vita faccia il suo ricorso                
o compia la sua vendetta                                  
per riprendersi dalla morte                               
ciò che per prima gli spetta.











Il senso della vita è l'amore
non temiate mai di essere retorici
siate i primi a crederci
non aspettate che sia troppo tardi
fate del vostro lavoro
della vostra vita
un esempio da seguire
ripristiniamo insieme il progetto iniziale
al centro della nostra fragile umanità
mettiamo il cuore
l' anima
cio che non appare
ma che è
energia del mondo
amore
basterà fissare il cielo
ascoltare il mare
l'urlo dei gabbiani
l'eco delle parole
di chi non c'è più ...





T'impiccarono



Ogni tanto

durante il giorno

ti prendo sottobraccio

lo sguardo fiero

mio figlio mi è accanto

in posa

guardiamo lontano

Il cuore batte forte ancora

sincero

la vita così

ci pesa meno.









Se la verità viene con la buonanotte
Non posso farci niente
Non chiudo gli occhi
Non vado a dormire
Resto sveglio
Coraggio
Venite a vedere!
Chiedo scusa per l' umana fratellanza
Che non ha colore nê patente
Ma se la verità si mostra in tutta la sua evidente oscenità
Perché cercarla?
È lì
Basta gurdarla
Certo non è facile
Come la vita
Più facile è la morte...
Se fosse STATO
Nostro fratello
Se lo è
Nel bene e nel male?
Non so dire se lo è
STATO...
Fratello?

Guardo la luna
Forse Stefano
È stata soltanto sfortuna ...
Certo per me
Non sarè una buona notte
Le botte lasciano i segni
Non prevedo sogni d'oro.






Tutti uguali
ossequosi e riverenti
presuntuosi deficienti
che credono di essere furbi
colti e bravi
inscenando in pubblico
i loro disturbi comportamentali.







Tanto per dire

spesso ascoltando gli italiani esprimersi
non capisco se sono stranieri
oppure è proprio tutto lì
in come solitamente lo espongono
il loro lessico
la loro proprietà di linguaggio
la loro capacità di esporre
decentemente un pensiero
un semplice concetto ...
a parte l'imperfetto
usato al posto del condizionale/ congiuntivo
senza nulla togliere agli stranieri che si sa
debbono fare di necessità virtù
ora decidi tu
scegliendo un aggettivo
un verbo
un sostantivo
se il linguaggio dev'essere
centrale o marginale
importante o relativo.











Fatelo già dal primo mattino

se cominciaste la giornata
con l'addio al sonno
alla notte passata
con un buongiorno al sole
se senza parole
ascoltaste al primo mattino
il canto inesausto degli uccelli
il miagolio dei gatti già affamati
i cani abbaiare
che vogliono fare
pipì e passeggiare
se voleste pregare
cantare
urlare ...
fatelo già dal primo mattino
non aspettate mezzogiorno
le ore hanno solo biglietto di andata
smarriscono sempre quello di ritorno.






EPPURE STAVO BENE A CASA



questa mattina

mi sono fatto fuori

per uscire





 




Raccolgo poesie per strada

Il vento tempo fa le disperse nell’aria

Nell’aria voglio disperdere la mia e la loro voce.






Bussa anche questa mattina…

“Questa mattina non entri!

Resti fuori dalla porta!

Non m’ importa cosa rechi!”

Il raccolto della notte su un fazzoletto

Intriso ancora di lacrime.









non verrò alla mostra

aspetterò che si spengano

i flash e i fari

con essi il frastuono

delle chiacchiere inutili

porterò con me poi

i cerini dell’anima

per guardare le opere

stando attento

a non bruciarle

di  passione.






Dopo i recenti attentati

I bambini di notte

Intorno alla mia casa

Hanno ripreso a piangere

Anche le loro tenere anime

Hanno il mal di pancia    

Canzone


naviga la notte in cielo
come questa nave
che galleggia sull’ Adriatico
e con le sue luci mi saluta
non è un sogno
sono sveglio
non tutti pensano
che la notte sia fatta
per dormire...
e viaggiare viaggiare
in questo cielo di stelle
su questo splendido mare
fatto scuro infinito
per cercare oltre
Il cuore ferito
e dimenticare
e viaggiare viaggiare
su questo splendido mare.







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In questa disumana arèna 
che chiamano mondo 
che grida e più non si diverte

Come toro arrabbiato ferito sfinito

Confidando  in un altro finale

Attendo il colpo mortale.





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CANZONETTA DELLA CLAUSURA



Senza chiusura

Sono in clausura

Non vestito di croce

Completamente pelato

Sbarbato quanto basta

Per non confondermi

Ma effodermi

Ricordate?

Sono poeta

Non sono frate.



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Guardavo la pioggia nel sole

E pensavo alla felicità

Niente di più complesso della semplicità





Ti ricordi mamma

Gli ultimi giorni in ospedale?

Mi dicevi di non ti sentirti pronta

Ti dicevo: “ ascolta … “

Non ascoltavi la sorte

Troppo giovani ci si sente

Difronte alla morte.





Se mi commissionassero

Come una volta per dire

Fare Baciare Lettera

Persino testamento …

Con ardimento d’attore

Pagherei ancora pegno

Alla poesia

Vivrei degno

Della vita mia.





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Certo che sono fuori di testa

Basta essere ferocemente snob

Raffinatamente ridicolo

Fuori di categoria

Che io sia categorico

È un fatto che esclude

Il logorroico sé

E i puntini.







Canzonetta con il panno nero



In questa primavera calda

Di tempo poco sincero

Di poeti leggeri

Che veri non sono

Che scandalizzano la poesia.



La mia canzonetta indossa

Un pastrano nero.

………………………………………………


Canzonetta della fuga



Ho un cuore grande

Li ho riposto l’immenso

L’ amore che mi appartiene

Non ho bisogno di denaro

Né di cose

Guardo il cielo mentre navigo il mare.





Poesia

Nuda femmina

Che disvelata sento

Mi dai tormento

Quando ti neghi

E ti allontani e preghi il cielo …

Alata adolescente

Obnubili la mente

Quando scendi sulla terra

E pace e guerra metti insieme

Mi struggi il cuore

Gioia infinita

Amore della mia vita.

-----------------------------------------------



Più si cresce più si patisce:

tanto tutto c’interessa trattenere

che non riusciamo più nemmeno                                                       a pisciare né a cagare.

-----------------------------------------------


Lavoro tanto giorno e notte …

I poeti e la poesia non mi procurano denaro

comunque mi danno da vivere!





Amo la vita che questo mondo vuole cancellare
la mia voce porta la sua ferita  
che non riesce a rimarginare.



……………………………………………..

Vergona cuore mio

Smettila di sanguinare

Di piangere come un bambino

La notte è scesa

La luna accesa

Ti sentono e vedono tutti.





Un’altra giornata

I bambini corrono

Gridano per sentirsi in vita

I vecchi per differente sorte

In silenzio stanno

Si guardano intorno vanno

Incontro alla morte.

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14 giugno… 
A Giacomo Leopardi



Al primo raggio di sole

Uno schiaffo di vento

Perché mi sento così?

Come può mancarmi così tanto

Una persona conosciuta non per vanto

Non per sentito dire

Ma per il sentito sentire

Nel giorno del suo dipartire?

Lui non era un poeta

Era IL POETA

Non un esteta

Ma il cantore del dolore

Dell’amore a lui negato

Sono in lacrime

Senza fiato

Ad interpretare un infinito saluto

Un impossibile da LUI commiato.



Adolescenza

“Cos’è questo fracasso cuore?”

“Ho appena conosciuto il primo amore!”






Scolpisco

Giorno dopo giorno

Con faticoso silenzio

Quest’anima indurita

Silenzio dopo silenzio

Scrivo la mia vita.













La vita è bella

Lo so dalla nascita

Diventa brutta poco dopo

Quando si comincia a respirare

Soli

A piangere

A pensare

Volere

Urlare

Morire.







Amori



Sotto le coperte di soppiatto

Mi sono infilato per fare l’amore

Fra il lenzuolo profumato

D’un tratto è comparsa la poesia

Ho dovuto assistere prima di godere

A uno scontro di gelosia.

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Quest’oggi mi sono accorto di piangere 
come allora per onestà 
quando sarà l’ora sono certo                  
 non avrò conosciuto ancora la verità.



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Prigionieri della morte

Ce ne andiamo in giro pesanti

Trascinando questa palla al piede

Con la speranza d’inciampare sulla vita.







Quando sul balcone si deposita un po’ di brezza

Ci stendo un piccolo letto di mollichine

Sono più mattine che viene un passerottino              
a tenere lezioni di leggerezza.






Attendo che arrivi il silenzio

Così che gli occhi possano vedere l’oscurità

Che spande la sua melodia.



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Ce la insegnano

Impariamo la parte

Cerchiamo di crederci

Di dire

Fare

Baciare

Ma non sappiamo nemmeno recitare.

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Ormai che non ho più parole

Per dirti del mio amore

Ti parlerò con le rose

Le più profumate

Ti carezzerò con le piume

Le più delicate

Ti bacerò sulla bocca solamente

Come per donarti eternamente

L’ ultimo respiro.

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Faccio la guerra al tempo

Alla sfortuna

Mi piace più il sole della luna

L’amore

Dono parole al vento

Mi basta poco in fondo

Per essere contento.





A I. I.



Sono anni che vengo  tutti i giorni

Anche di notte

Come farebbe un cane fedele

A  fissare quel sorriso che non si spegne

A sentire nell’aria l’odore come un’ essenza

Ad ascoltare la crudele assenza che mi parla di te

E ti fa bella come risorta

Soltanto lì trova pace

E con te riposa

La mia anima morta.





Non santifico le feste

La messa mi annoia

Soprattutto quella di mattina

Preferisco tuttalpiù la vespertina

Ascoltare le vecchie e i vecchi

La litania delle loro voci

Scovare tra le croci la loro e nostra sorte

Il sorriso macabro e beffardo della morte.




Sono sempre più solo

Vivo con il privilegio che credete sia una malattia

Mi piace il disagio che provoca la poesia

Straniamento?

Balbettamento?

Afasia?

Cosa dici?


Anche ipoacusia

Anzi

Proprio non vi “ sento “ più.

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Faccio visita spesso ai mie giardini di casa 
affacciandomi dallo studio 
la mia prigione                    
o nell’ora d’aria 
raggiungendo l’Abbadia 
il giardino preferito                                                                    
lo trovo curato e rispettato 
ne sono innamorato          
è di tutti ma non soffro di gelosia.





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Questa mattina prima che il gallo canti

Tradirò ancora una volta la luce

Il canto vitale degli uccellini

Andrò a letto

Per continuare il lavoro fatto Sfinirmi nel buio
Prima che faccia notte.


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Genetliaco



Questa mattina per le vie della famosa città marchigiana si dice abbia sfilato la poesia, quella del celebrato poeta ma nonostante la grancassa, il tamburo, la tromba, il trombone, nessuno l’ ha vista, o l’ha chiamata per nome, soltanto i nemici, la zotica gente, indifferente, partecipava alla  processione.

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Tutta notte

Nel buio della stanza

A cercare il nero assoluto

Rintanato con la poesia

A  scongiurare il mattino

Che puntualmente senza bussare entra

Per  darci la sveglia

Ma quest’ oggi

Benevola mamma

Ci rimbocca le coperte

E se ne va

Con la morte.





Semimorto

Nei fondali sabbiosi abbondonato

Ogni tanto qualcuno

Con il cuore ostinato

Viene a ripescarmi

Impresa non impossibile

Come fossi  ancora

Cibo d’amore commestibile.

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Mi manchi

Non ricordo se vicino o lontano

Accanto sopra sotto da quale letto

Ho pronunciato la parola mamma

È sicuro che poi l’ho ripetuta

Più volte ossessivamente

Come una nenia

Come un‘invocazione disperata

Come un infinito grido.



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Caro babbo

Mai avrei creduto che un giorno

Fossi diventato figlio mio

Ti so così

Fragile su quell’impalcatura

Di fil di ferro che ti sorregge

La carne non c’è quasi più

Se l’è consumata gli anni

La fatica e l’andare senza meta

In ogni dove

Nel silenzio

Poco ci diciamo e ci basta

Uno sguardo

Ci resta quel che abbiamo dentro

Lo stesso sangue.










Sono solo l’angelo dell’anima mia



Sono nato con un cuore grande e pesante

Senza perdere nemmeno un istante

Con tanta fatica e dolore

Ho cominciato a costruire

Da piccolo artigiano

Ali per l’amore

La leggerezza

La poesia …

Forse qualcosa non ha funzionato

Il mondo è peggiorato via via

Non ho insegnato a volare

Non sono poeta 

Sono solo l’angelo dell’anima mia.





Osservare un lungo minuto di silenzio



Ieri sera tutte quelle migliaia di persone

Su un campo di calcio

Applaudivano i nostri morti ammazzati

Questa mattina nonostante il televisore spento

E la lontananza dal mare

Qualche bambino a cui è stata annegata

Dentro una piscina rimediata

La possibilità di andare

Non smette di piangere e urlare la vita

Non si cura di osservare un minuto di silenzio

Non capisce il non senso

Per chi è tragicamente finita.
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Sono a Dacca

Non recito il corano
Oggi non mi va
Mi tengo lontano
Cosa c’è da capire?
Sono morti
Anche i miei fratelli!
Non ho voglia di dire
Sono in lutto
Ho voglia solo di piangere
Detto tutto.





Dio dove sei?



Quaggiù

Siamo tutti colpevoli

Ma se lassù

Qualcuno c’è

Lo è di più.







Da tempo non mangiavo cadaveri

Da tempo nelle mie viscere

Non piantavo una croce

Per ricordare un agnello

Quello che mi fa più male

È che questo vizio

Questa terribile colpa

Non si espia

Né con una mazzo di fiori

Né con un rosario di preghiere.





Veglia per Balentino Zeichen



Il canto del gallo dà la sveglia

Presto tutto ricomincerà

Io dalla notte sono in veglia

Funebre

Tengo il suo cuore in mano

Che non si fermerà

Da lontano rianimo il poeta morto

Che non morirà.



Per amore



Ah… amore mio

Come vorrei essere buono

Come un “ maritozzo “ ripieno di cioccolata!







Lontano dal mondo gridato

Ogni rumore qui

Come scheggia giunge

Sfregia l’amor mio

Il silenzio che fermo se ne sta

Io nell’ ombra lo carezzo

Lo curo

Osservo la sua rilucente beltà.






A una certa età come la mia

Come si può credere di scrivere poesia?

Se il poeta è raro nel pianeta

Non sono certo io un poeta

Forse meglio un illuso cretino

Che in fondo sceglie di scrivere

Piuttosto che bere

Per tirare a far mattino.









Dopo tanti anni di vita
Sono in alto mare
Più di prima
Ma in barca sono i remi
La natura faccia il suo corso
Si compia il mio destino
Ho già fatto il segno della croce
Non si sa mai
Intanto pesco dal mio forziere
Con un fil di voce recito
Amai dal Canzoniere.





Ancora sangue

Mente questo celeste sopra
Nuvole nere fuori e dentro me
Perché celi il volto Suo?
Dio!
Cielo!
Sole!
Io non credo più
LUI più non sogna
Lo voglio vedere piangere
Almeno come me
.






In sala d’attesa




Questa terra che chiede sangue

Questo sangue che non smette mai di macchiare

Questa tristezza che fa annuvolare il cielo

Incazzare il mare

La vita non sa più volare se non per morire

La luna sempre più lontana sta per impazzire

Il vento ha un embolia polmonare

Non riesce più a soffiare

Il sole si fa ricoverare d’Estate

Malato di polmonite

Mi dite cosa sta succedendo?

Sto impazzendo!

In ferie è il globo?

E il bene?

Il male con le sue catene

L’ho incontrato oggi

Lo incontrerò domani …

Mi rimetto nelle TUE mani

Ritorno in sala d’attesa

La spesa l’ho fatta

Si tratta di poche cose

Dieta vegetariana

Per lo più rose

Per bonificare il male dentro.







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Non sono ateo
Mai lo sarò
Ho l'esigenza di pensare
Il Creatore?
Sono ignorante
Sempre lo sarò
Nonostante la lettura
Le sacre scritture
Il Corano
Il Talmud ...
Non pretendo di conoscere
Ho l'esigenza di pensare
il Creatore?
Non lo conosco
Mai lo conoscerò
Non sono ateo
Mai lo sarò!





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Lei è per me



A tutti gli esseri umani

Auguro di essere innamorati

Di amare l’amore

Il dono del cuore come me

Perché solo lei 

Unica sorpresa

Giorno dopo giorno

Dolce attesa

Sempre più forte

Morte vita

Gioia infinita

Sola per me.

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Quando i primi rumori

Annunciano il giorno

Chiudo tutto

Porte e finestre

Prima di coricarmi

Lo spengo.





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Nizza ...

Un' altra strage
Ancora carne umana sulla brace
                                                        Per cena .

 


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Mi Dio perché?                                                                                    Su questa terra                                                                                Non si respira più                                                                         Muoio ammazzato                                                                                Dai cadaveri innocenti                                                              Buttati addosso                                                                               Sopra di me.             




Nizza post mortem



Accanto ai corpi inermi

Hanno rinvenuto i selfie dai cellulari

Dicono fossero in vacanza

Li volessero mandare ai familiari

Proprio in quel momento …



Fissato il loro volto sull’ovale

Elemento ornamentale

Per l’imperituro sgomento .       

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Appropriazione indebita


Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo
Che è steso sull’asfalto
Le gambe al posto delle braccia
La faccia al posto del cuore
Il dolore impazzito
Impresso negli occhi
Le grida delle sirene
Che straziano il cervello
Le viscere sparse
Ossa
Sangue
Lutto
Sangue ribollente dappertutto
Sulle scarpe della gente che accorre
Soccorre
Che si chiede cosa è Stato ...
Meditate che questo è stato!
Politici di tutto il mondo
Re dell’oro
Del denaro
Delle religioni
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via
Coricandovi alzandovi
Ripetete ai vostri figli:
"Da oggi tutto cambierà
I colpevoli siamo noi! “
O vi si sfaccia la casa
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi!








A zigzag



Prima che quel camion passasse

Lui ci giocava con i camion

Lei con le bambole

La mamma come sempre

Li avrà presi per mano

Ma a loro piaceva tanto trasgredire

Un gioco era correre e sfuggire

A loro piaceva tanto da morire.



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A se stesso





Sssss …

Signore e signori

Silenzio!

Su un poco

La poesia non è un gioco

Per la vostra anima

Per i vostri cuori

Per favore

Silenzio!

Declama l’attore.



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C'è vita attorno a te!
Il cane fisso ti guarda
Piange con te
Con uno scatto
Il gatto afferra la lacrima
Il sole la fa asciugare ...
Una dolce poesia
Un miracolo che scalza via
La rabbia incombente.



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Perché non mi bastate
Notte
Sogno
Vita!
Perché?     

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Anatomicamore


Vorrei baciarti i piedi
La mano
La fronte
Eppoi la guancia
L'omero
L'olecrano
Eppoi
Ancora giù
Appoggiare la testa
Sull'ala iliaca
Strofinare il naso
Sulla cavità poplitea
E pennellare
Con la lingua la fibula
E davanti sino al talo
Per mordere di folle amore
L'alluce
Come un capezzolo.


  

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                 SERGIO CARLACCHIANI

                     " POESIE SCELTE  2015 "




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               AUTORECENSIONE IN CARAMELLE ...


Ho fatto sempre fatica a parlare, se non a vanvera, sconclusionato o non appropriato... Ho ricominciato a scrivere in versi perché non volevo, non vorrei, non voglio parlare più...



Nel mio fare artistico cerco innanzitutto, l'immediatezza, la leggerezza, la semplicità, spesso quest'ultima mi capita d'invocarla, raramente la mia scrittura riesce a sfiorarla.



Impiego di solito meno di un quarto d'ora per scrivere una poesia o come volete chiamarla, me lo impongo!


Per tanto tempo ho lasciato nel dimenticatoio la scrittura come forma d'arte, mi sembrava un 'eresia solo pensarla una poesia... Una volta scritta come l'avrei presentata o definita?


La mia poesia è mossa, spesso come una foto scattata male.


Non voglio scrivere altro che quello che s'ostina a gridarmi la vita.


 La poesia di solito è femmina, la mia, nel lungo periodo che s'è assentata è diventata finalmente qualcos'altro, forse transgender...

 
 Scrivo per vanità? Ma come si fa? Mi chiedo...


Poesia, vita mia, sei stressata, dormici un po' su ....


Mi piacciono le rime: baciate, incrociate, alternate ...
Il suono delle parole, il silenzio delle pause, gli accenti, le lettere maiuscole, dopo gli accapo ...  


Poeta?
A volte mi sento un asino addirittura
Non voglio niente a che fare con la punteggiatura....








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               " Un mondo diVerso "2015





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 Poesia tratta da " Un mondo diVerso "
  Non c' è religione ...
La spocchia
Non ha ginocchia
Per chiedere scusa
Abusa di dio
Quell' IO
Che tutto sovrasta
Appartiene alla casta
Di chi comanda
Di chi non si defila
Di chi non fa la fila
E ti dice con severità
" Lei non sa chi sono io!"
Se ci fosse un vero Dio...


Sergio Carlacchiani
 Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Cambiare...
Non ci posso far nulla
M'indigno!
Non sono maligno
Ma non basta ...
Bisogna indignarsi
Destarsi
E non basta !
Che fare?
Cambiare?
Come?
Quando?
Perché?
Se ancora stai bene
S'allunga la vita...
Mi dicono:
" Devono farsela finita di molestare gli occhi
Gli orecchi e la mente!
Sono ricco?
Povero?
Intellettuale?
Anafabeta?
Decadente?
Sono deficiente?
Mi sta bene così ... "


Sergio Carlacchiani







Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Ma perché
Mi chiedo perché
Non provare a diugiunare
A ingoiare parole
A stare in silenzio per ore
A piangere
A pregare senza peccare
Senza ingannare
A urlare soli
Impazzire di dolore
Senza amore
Per capire meglio gli altri?
Quelli che ...
Senza più mistero
Potrebbe essere
Un Natale più serio
Più vero...


Sergio Carlacchiani






Poesia tratta da " Un mondo diVerso "
Provate a essere veri
Con i vostri fratelli
Anche quelli che temete
Quelli che odiate
Donate la vostra essenza
Senza altro orpello
È di questo
Non di quello ...
Che ha bisogno l'umanità
L'orologio della sua vita è rotto?
Questo mondo corrotto
Ha vuto la meglio?
L'ha sapintemente inceppato
Questo è certo
Ma può ripartire
Bisogna trapiantare presto
Un cuore nuovo
Ci vorrà sapienza e tanta umiltà
Accettare il dolore
Generosità
Speranza
E ad oltranza
Amore
Amore
Amore...


Sergio Carlacchiani






Poesia tratta da " Un mondo diVerso "
Da un  mondo diVerso
Verso dopo verso
Mi son perso
La vita?
Non l'ho ancora vissuta
Forse l'ho ritrovata!


Sergio Carlacchiani





Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Auguri a chi non sa che farsene...

Auguri
A chi non sa che farsene
dei miei auguri
A quelli che sono sicuri del niente
Alla gente disperata
A te che ne hai davvero bisogno
A chi non ha un sogno
A quelli che se ce l'hanno
Ma sono già sotto terra
A quelli che per la guerra scappano
Che galleggiano per poco
A chi per gioco
O storta sera
Si ritrova in galera scosso
Insultato e percosso a morte
Indotta dicono
Da cattiva condotta...
Auguri a voi
Che siete scuri
D'ombra neri
Ai vostri desideri
Che non conosciamo
Vi amiamo tanto
Finché non ci date fastidio
Auguri a voi che il suicidio
Sembra un opportunità
Che disperate
Che uccidete
Che avete ucciso l'umanità
Auguri ai pazzi
Ai folli
Ai tanti
Ai pochi
Ai deboli
Alla maternità
A chi va sulla luna
A chi non ha fortuna
A chi non la sa usare
A chi vuole bestemmiare
Pregare...
Auguri al diverso
Al disperso nella famiglia
A chi non c'è l' ha
A tutti quelli che sanno
A chi non sa
A tutti quelli se
A tutti quelli ma ...
Questo il mio modo diVerso
Di fare gli auguri
A chi sicuri sono di non riceverli...


Sergio Carlacchiani







Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Propositi e di/speranze e diSperAzioni ...

Sarebbe ...
Sì potrebbe ...
Magari!
Perché no...
Non so...
Vorrei ...
Veramente...
Non posso...
Farò di tutto!
Sono distrutto...
Lo stress...
Questa vita...
Sì corre soltanto...
Quando ci vedremo?
Ci andremo?
Lo faremo?
E tu?
E allora lui?
Ci sei ?
Sei d' accordo?
Domani scordo tutto ...
La solita storia...
Non c'è memoria...
Lo so...
Eppure...
Magari!
Finalmente per te...
E per me?
Per la gente?
Indifferentemente...
Tutto uguale...
Ma se soltanto...
Ogni tanto...
Per sempre
Sia pace!
Una proMessa. ..


Sergio Carlacchiani





Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Sospesa
La ragione vola
Nell'attesa sola
Di cadere
Con il sedere a terra
Conduco la guerra
Contro chi resta
Sempre in piedi
A te sconosciuto
Siedi
Non sei in ritardo
Alza lo sguardo
Fumati con me una poesia ...


Sergio Carlacchiani





Poesia tratta da " Un mondo diVerso "
Buon Natale...

È notte alta
Sì accendono le luci della mente
A niente serve girarsi e rigirarsi
Pesa come un macigno il mondo
Mi sta sul cuore
Esco perDonare
Ma  anche per dire
Fare ciò che si deve...
Mi sento un po' Francesco
Povero ma risoluto
Vorrei donare amore
Fare di più
Più di tanto
Asciugare il pianto
Di chi non ha voce
Accendere la luce
Della gioia
Della Pace
Della vita!
Farla finita con i problemi
Dell' uomo solo
Con il suo egoismo
Con la sua crudeltà
Con l'incapacità di guardarsi dentro
E il desiderio scuro di nascondere
L' ottundere il sentire
Per mentire a se stesso
Per un progresso che allunga la vita
Ma accelera la morte
Per volere di un dio
Di una sorte che non vale niente
Quel dio denaro 
Che annebbia la mente
Nega l'anima ...
Stropiccio  gli occhi
Sbadiglio
Peccato!
M' ha fregato di nuovo
Il sogno ad occhi aperti!
Mi alzo dal letto
Sono le cinque
Oramai le sei
Maledetto sogno svanito!
Sta per nascere l'alba
Con essa un altro giorno
Ritorno ad essere l'' uomo di sempre
Con la solita speranza disillusa
Che pesa sulle spalle...

Questo resta ?
La festa d'affrontare?
Scambiare il segno della pace?
Mostrare il dono di Natale?
Riempirsi la bocca di  belle parole?
Cantare tu scendi dalle stelle?
Torno su quelle a sognare
Ma c'è cattivo odore nell' aria
Che non respira
Non respiro io
Persino Dio
Vorrebbe scendere
Per privarci  del libero arbitrio ...
Non sappiamo che farne
Siamo noi la causa di tutto
È stata un illusione
Credere in loro!
Dice LUI
Oltre a bestemmiare per delusione...
Sì può cambiare
Sì deve
È l'unica cosa da fare
Oggi
Adesso
Io
Ognuno di voi
Noi tutti!
Anche LUI!
Fratelli veri
Sinceri
Prendiamoci per mano
Incrociamo gli sguardi
I cuori
Le dita
Non per scommessa
Non per una messa
Insieme nell'amore
Per l' infinita vita!

Sergio Carlacchiani






Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Chissà questa notte
Quale spirito mi verrà a fare visita
Saprà comunque di essere benvenuto
Anche se venuto a spaventarmi
O per sfogarsi un po' ...
Avrà anch'esso avuto nell'aldilà
Una giornata dura
Mi farà un po' di paura
La solita
Ma presto avremo pena
L'uno dell'altro
Delusi delle rispettive vite
Delle illusioni svanite
Del sonno e del sogno
Ultimo
Ormai troppo spesso
Uguale a se stesso...


Sergio Carlacchiani







Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Alle tre di notte i giovanissimi
Tornano a casa in ritardo
Ampiamente superata la deroga al comando ..
I giovani per le strade schiamazzando
Scambiano il giorno per la notte
Altri fanno a botte
Le donne con i tacchi a spillo
si offrono
Soffrono i vecchi il mal di sonno...
Io sono come loro
Giovane fuori
Vecchio dentro
Dalla prostata alla testa
Nemmeno la minestra digerisco
Figuriamoci questo mondo...
Passeggio tra la finestra
Il tavolo tondo e la sedia
Mentre qui da me tutto tace
Faccio il girotondo per la pace...


Sergio Carlacchiani



Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

AL MIO DIO ...

Sto in questa terra assolata
Mi circondano innevate
Le maestose rocce e il verde
Ci si perde tra le foglie colorate
Giallo e rosso
Marrone bruciato e nero
Lungo il sentiero che percorro
Mi fa compagnia l' acqua
d' un torrente
Non si sente nessuno vociare qui
Sono solo come voglio
Non ho un foglio di carta
Per fissare quanta emozione...
Alzo lo sguardo nel cielo
Passeggio per un po'
Con un gruppo di nuvole
Loro non cercano la solitudine come me
Senza un perché
D'improvviso s'arrestano
Stanno
Se ne vanno
Mi perdo nell'azzurro
Un sussurro
Un canto lontano
Mi prende come per mano
Mi dice
"Sono la tua radice
Quelle che cerchi
Vedi intorno quanta bellezza?
Li sono
E qui
Il freddo è il mio schiaffo
La mia carezza
Più vicino a te
Sono il sole che ti scalda
Il freddo che ti gela
Sono la nuvola che vela
I tuoi occhi che non credono
Sono ogni cosa
Sono l'amore
Pregare è respirare
Quest'aria nuova
Quest'aria fresca
Basta che tu esca dal torpore Che a me ti nega
Figlio mio
Io sono l'unico tuo Dio ...


Sergio Carlacchiani




Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Mi dici che
"Non è facile privarsi del dolore
Quando per troppo tempo
È stata l'unica compagnia
L'unica certezza
Tutto è così maledettamente assurdo Per gli altri
Non per me
Che non so che soffrire ...
Immaginare altro
O addirittura desiderarlo
È mentire alla ragione...
Bisognerebbe impazzire
Uscire via di testa
Cavalcare la follia!
E se dolore fosse amore?
Perché non restare?
Perché non amare?"
Resto in silenzio
Vorrei non piangere
Non amarti quanto ti amo...


Sergio Carlacchiani






Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Vengono svegliate le auto
Fanno colazione con un po' di benzina
E scappano di fretta sbuffando
Vanno dirette a destinazione
A volte il peso degli anni le fa quasi recalcitrare
Non vogliono partire
Se ne vogliono stare al caldo del garage
Nessuno pensa a loro al primo mattino
Ma se si ostinano nel loro intento
Allora è il momento di ascoltarle...
I crucci e capricci sono tanti
Chi esige olio fresco
Chi di prima scelta
Chi il filtro dell' aria per respirare meglio
Chi le candele nuove
Per accendersi a nuovo amore
Chi vuole indossare un nuovo colore
Chi le gomme termiche
Per affrontare il ghiaccio e la neve
Chi non s'accontenta delle catene
Chi vuole profumare
Prima di ospitare persone nuove
Chi in sostanza vuole soltanto
Restare a casa e riposare
Ricaricare le " batterie "...
"Le auto sono come spose
Vanno curate
Non servono rose e fiori
Servono nuovi motori!
Prima che sia finita..."
Disse la mia auto
Prima di essere sostituita...


Sergio Carlacchiani






Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Araba fenice

Mi chiedi perché sono felice
E perchè non dovrei esserlo
Dato che so di amarti nel profondo
Come nessuna mai?
Ti amerò per semprel
Ne sono certo
Ti sembra poco ?
In questa incertezza che ci circonda
Nel gioco sporco delle illusioni
Sincera e profonda è la tua anima
Ci annego dentro
M'isola dai rumori fuori
E i cuori che battono inutilMente per me
S' accorgono che contro di te
Non ci può essere battaglia
Sei meravigliosa alba
Sei tramonto dove riposare
Sei luna che sa illuminare l'oscurità
Sei raggio di sole che sveglia
Sei bottiglia piena e vuota da svuotare
Da riempire
Sei passaro presente divenire
Sei vero amore
Araba fenice
Ti sembra poco
Per cui io debba essere felice?


Sergio Carlacchiani




Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Il bisogno di carne s'allontana
Ogni giorno che passa è una benedizione
Guardo con altri occhi i miei compagni d'esistenza
Senza i loro cadaveri dentro me
Mi sento come se fossi uno di loro
Un vero animale che rispetta e ama
Tutto ciò che lo circonda
Sprofonda nella fossa desiderio di ossa e carne!
Voglio essere tra gli esseri
Rispettoso e rispettato
Voglio guardarli negli occhi
Con sguardo benigno e sincero
Proporre loro un nuovo patto d'amore
Voglio desiderare non altro che complicità
Una vita insieme come fratelli in carne ed ossa
Insieme sino alla fossa che ci accoglierà
Corpo ed anima
Per l'eternità...


Sergio Carlacchiani




Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

E di pianto e di lamento non ho più voglia
Lietamente a me medesmo indulgo
La cagion di mia sorte e non mi noia
E se la vita se ne va consumata come una bella
Qui per sempre refulgo
Perché mi vinse il lume d'una stella ...

Dedicata all'amor mio costante
con l'aiuto di Dante e di Dani
Son' io che l' ho scritta

Sergio Carlacchiani







Poesia tratta da " Un mondo diVerso "


A Giacomo Guglini

Caro ragazzo
Hai la gentilezza nel tuo essere
I tuoi occhi di smeraldo scuro
Illuminano il tuo passo sicuro nella vita
Sei semplicità e modestia infinita
Nonostante l'alloro di generale trionfante
Sei onnipresente
Figlio premuroso
Fratello generoso
Fidanzato amato
Sposo sognato
Amante e amico
Della tua cara anima gemella
Quella Irene dalle doti speciali
Donnna diMessa e volitiva
Dottoressa di cuore
Che non ha eguali
Caro dottore capace e gentile
Amico dei tuoi acquirenti e della gente
Sei veramente un esempio
Contrasti lo scempio
La nullità che ci circonda
Con il tuo fare senza gridare
La tua presenza
Nell'assenza che ci circonda
È una carezza leggera e profonda
Un dono gentile
Il tuo sentirti vicino a noi
Tanti
Che ti vogliamo bene.

Sergio Carlacchiani







Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Attesa
Immobilità
Disattesa
Dalla volontà
Di liberarsi dalle catene
Quelle del male
Del brutto
Del potere
Fare ciò che si vuole
E si può fare
Tutto si può fare se si vuole....


Sergio Carlacchiani






Poesia tratta da " Un mondo diVerso "


Quando sono distratto
E mi capita spesso
Dimentico la bellezza
Non mi accorgo
Di un viso
Che mi passa davanti
E mi carezza
Con lo sguardo...
Non ho riguardo
Di chi soffre con dignità
Mi giro di là
Dove c'è il nulla che non fa male
Ma come un cancro divora...
Alla stessa ora mi corico
E presto morirò
Senza farla finita
Senza accorgermi
Senza nemmeno avere il tempo
Di chiedere il resto
Alla vera vita.


Sergio Carlacchiani






Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Sono stanco di aspettare
Di disperare
Se la vita non fosse così sia?
E sia un' altra vita!
Un mondo diVerso
A raccogliere l'amore
Quello perso per le strade 

A cercare di tornare fanciullo
Libero nella mente
Ad accogliere la gente
Che ti porge la mano
Finalmente uscire di casa
Andare lontano e non tornare
Trovare una casa ovunque
Dentro l' anima
Nel cuore degli altri
Quella dell'amore 
Che non morirà mai
Se saprai entrarci scalzo
In punta di piedi

E danzare 

Danzare

Danzare

La gioia di vivere ...


 Sergio Carlacchiani





                                                         Poesia tratta da " Un mondo diVerso "
foto di Sergio Carlacchiani.

Mi sento sfiorire
Morire
Per la prima volta impaurito
Con il capogiro
Di fronte al baratro
Ingiallito e debole
Il tempo avanza
Cambiano le stagioni
Gli umori
E con esse gli uomini ...
Basterebbe un raggio di sole
Per accendere il dorato che è in me
Se ci fosse...
Attendo senza fretta
Sempre più solo e disadorno
Attorno a me altezze e abissi...
Il mio scheletro leggero
Prima di lasciarvi
Vi regalerà l' ultimo volo
O con la primavera
Che mi porterete in dono
                                                           Rinascerò verde
                                                           O di colore impalpabile
                                                           Nuovo ai vostri occhi
                                                           A sfidare l'azzurro
                                                           Le altezze delle aquile...



                                                           Sergio Carlacchiani




Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

È ormai un fatto inconfutabile
Che da qualche tempo
Mi fa lieta sorpresa la poesia
E nonostante ciò che accade nel mondo
La trovo in ottima salute
Ringrazio Dio per questo
Io posso fare poco per cambiare
Lei invece sa come portare speranza e conforto
A tutti quelli che per il torto subito soffrono
Che sono stanchi di credere
A chi non c'è più
A chi da lassù non sa che fare
Che da quand' è morto
Vive soltanto per sé
La poesia sarà sempre
Al fianco dei deboli
Li proteggerà
La poesia aiuterà
Chi troverà la forza di ribellarsi
Chi avrà scelto di sottrarsi
Al facile pensiero dell' odio
Della vendetta
La poesia sarà la stretta finale
Al collo del male
Alla testa del serpente
Alla gente che non sa amare
Farà trionfare la pace
La bellezza del bene
Dell'arte
Della vita
La poesia
Energia infinita del verso
In terra

Nel cielo
Nell' universo.


Sergio Carlacchiani






Poesia tratta da " Un mondo diVerso "

Buonanotte a chi scrive
Buonanotte a chi pensa
Buonanotte a chi crea
Buonanotte a chi si bea
Della stanchezza e del sonno
Buonanotte a chi carezza il cuscino
Buonanotte a chi non ha nessuno vicino
A chi è solo
A chi non dorme
A chi dispera
Buonanotte alla sera che sta riposando
A te che quando chiuderai gli occhi dimenticherai
Buonanotte a chi non sognerai
A chi digrignerà i denti
Buonanotte a chi a fari spenti guiderà nelle notte
A chi se ne fotterà del domani
Buonanotte a te che rimani
Che vorrai piangere e bestemmiare
Che in silenzio vorrai pregare
Buonanotte a chi vorrai salvare
A chi salverà il mondo
Buonanotte al girotondo della fratellanza
Buonanotte alla speranza
Buonanotte sotto le stelle
Buonanotte sotto la luna
Buonafortuna a tutti
A quelli che la amano
A quelli che la vivono
Lei è la notte chiara
Lei è la notte scura
Buonanotte non fa paura
Ti stringe tra le sue braccia
Ti sospende la vita
Ti sfiora
Ti carezza
Ti cura
Buonanotte è come un bel gioco
Un bel gioco che dura poco
Dura una notte
Poi va a dormire
Senza rumore
Sentirai aprire al giorno ...
Che sia buongiorno
Il tuo ritorno alla vita.


Sergio Carlacchiani





Poesia tratta da " Un mondo diVerso "


Ai miei amici

Bambini
Bambini
Bisogna tornare
Bisogna tornare
Giocare
Giocare
Si può fare
Si può fare
Prendere o lasciare
Prendere o lasciare
Basta solo dimenticare
Basta solo dimenticare
Sognare e sognare
Sognare e sognare
Eppoi ricominciare
Eppoi ricominciare
Amare e volare
Senza pensare
Amare e volare
Senza pensare
Si può fare
Si può fare
Prendere o lasciare
Prendere o lasciare
Farsi cullare e dormire
Farsi cullare e dormire
Sognare e dimenticare
Sognare e dimenticare
Tornare bambini
Tornare bambini ...

Sergio Carlacchiani





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Da " Collezione Autunno/ Inverno 2015 "



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Da " Collezione Autunno/Inverno 2015



Se
Io
Volessi
Solo
Occuparmi
Del resto
Del te
Forse
Perderei
L'io
Il me
E non sarei
+
Solo
Sarei tu
E...



Sergio Carlacchiani
  

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Da " Collezione Autunno/Inverno 2015

L'intellettuale
Come una belva in gabbia
Con lo sguardo fisso
Si crede e si dichiara
Di qualità rara
Creativa perlopiù
Va su e giù
Per la stanza stanco
Aborrisce il branco
Solo
Se cade
Per fama
O fame
Non si rialza più ...

Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Accidenti all'accidentale occidentale apocalisse! 
Disse ...

Piangi piangi
Sulla tua calda culla
Per un brutto sogno
O per nulla
Bambino
A te che fai il cretino
Maggiorenne indenne
E a te che fai il fico
A te che te la ridi
A te che fai la smorfiosa
Dico
Presto privi d'ogni cosa
Ci istalleremo ovunque
Per le strade
Sotto i ponti
Dalle stalle vedremo le stelle
Insieme ai porci
Torneremo a mangiare la merda
O ci appenderanno alla corda.


Sergio Carlacchiani










Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Cosa si può scrivere in un minuto
Come se ci rimanesse un ultimo fiato...
Morte!
Porca troia!

Sergio Carlacchiani








Da " Collezione Autunno/Inverno 2015

In questa società
Dove ormai regna
Una forzata solitudine
Sempre più riscopro
Amica la mia vita
E pensare che ci siamo
Avversarsati da sempre...
Stiamo insieme
Da mattina a sera
E non ci basta mai
Quel tiranno del tempo
Ci fa sentire il suo alito cattivo
E noi scappiamo
Via lontano
Credendo nell'eterna illusione...
Quando s'accorgerà della sua assenza
Sua sorella gelosa morte
Mi priverà di lei
Lo so
Questo sta scritto
Punterò dritto verso il paradiso
Dove là nessuno è diviso
Privato dell'amore
Dove le ore saranno dolci
Appese agli alberi
Sì potranno consumare come frutti
E il tempo
Come le foglie morte
Sì potrà piacevolmente calpestare
O schiacciare
Come fastidioso serpente...


Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Come artista
Ho sempre sognato di servire
Di essere utilizzato ...
Resto dimenticato da qualche parte
Riempio il cestino della spazzatura
Oppure come carta igienica
Vengo utilizzato la Domenica ...


Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

La musica
Questa musica
Un po' di fumo
Il vino speciale
Quello rosso
Per colorare le vene
Gonfiare il cuore
Un foglio bianco
Per l'amore
Con la penna nera
Per violare
Lo spazio incontaminato
Unico da vivere
Scrivere
Per non annoiarsi mai
Per essere sicuri
Che non cederai
Alle prime lusinghe
Che t'invitano al volo
Per restare solo
Fino a quando lo vorrai...


Sergio Carlacchiani








Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Io so che non saprò mai
Perché dimenticherò
Perché sempre vorrò sapere...

Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Non ho denaro
Non ho lavoro
Non dispero ...

Ho altre priorità
Oltre a mangiare
E guardare la televisione ...

A 56 anni
Tra poco 57
Finalmente SONO...

Corro giorno e notte
Non dormendo
Per godermi
Ogni secondo
Dell'amore
Della bellezza
Della vita
Quando sarà finita
E sarò stato
Di certo saprò
Di non aver perso tempo
Men che mai
Dietro il denaro
Il successo
O il potere
Sto preparandomi a godere
Sollievo o dolore
Anche della morte
Che ognuno ha in sorte
Che fa parte della vita ...

Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Care amiche e amici
Scusate dell ' io
L' ingombrante presenza
Non riesce a stare
Da me :
Presto + non sarà
Sarà -
Nel bene e nel male
Molto altro vi resterà
X assenza di me ...


Sergio Carlacchiani








Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Accidenti all'accidentale occidentale apolissse ...


Piangi piangi
Sulla tua calda culla
Per un brutto sogno
O per nulla
Bambino
A te che fai il cretino
Maggiorenne indenne
E a te che fai il fico
A te che te la ridi
A te che fai la smorfiosa
Dico
Presto privi d'ogni cosa
Ci istalleremo ovunque
Per le strade
Sotto i ponti
Dalle stalle vedremo le stelle
Insieme ai porci
Torneremo a mangiare la merda
O ci appenderanno alla corda.

Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Non piangere più amore mio
Non aggiungere tormento a tormento
Se mi lamento di questa vita
Non è per causa tua
È mia
La più grande fortuna
Sei tu
Eppure a volte
Non mi basta
Stupidamente umano
Mi sento solo
Se il figlio s'allontana
Sovrumana
A volte la mia pena
Incomprensibile
Indicibile il rimorso
Che ho per te
Che nonostante tutto
Ci sei
Piangi
Continui ad amarmi ...

Sergio  Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Ho sempre studiato
Non per diventare colto
Ma per diventare sensibile
Ogni giorno che passava
Sempre di più
Un compito impossibile
Oggi più che mai ...
Sono ignorante
Ma mi piace ascoltare
Mi piace conoscere
Guardare in faccia la realtà
Non avere pietà di me ...
Se m'incontrate
Sapete perché m'insulto
" Sento " quel che posso per sopravivere
Vorrei fare di più
Essere più presente ...
Stare distante dall'umanità
Mi far star bene
E così la sensibilità
La nega le pene ...
Mi ritrovo diverso
Perso in questo mondo
Che nemmeno si saluta
Se lo fa lo fa
Con un ciao che ammazza
Ciao come addio
Alla vita e alla razza
Perdio!


Sergio Carlacchiani









Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

" Corri corri
Che tanto t'acchiappo! "
Mi dice il tempo...

Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Ai miei amici

Bambini
Bambini
Bisogna tornare
Bisogna tornare
Giocare
Giocare
Si può fare
Si può fare
Prendere o lasciare
Prendere o lasciare
Basta solo dimenticare
Basta solo dimenticare
Sognare e sognare
Sognare e sognare
Eppoi ricominciare
Eppoi ricominciare
Amare e volare
Senza pensare
Amare e volare
Senza pensare
Si può fare
Si può fare
Prendere o lasciare
Prendere o lasciare
Farsi cullare e dormire
Farsi cullare e dormire
Sognare e dimenticare
Sognare e dimenticare
Tornare bambini
Tornare bambini ...

Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Dopo la luna e le stelle
Tra poco
Appena truccato dalla nebbia
Il sole entrerà in scena
Dopo miliardi di anni
Sì emoziona ancora
Come al suo debutto
Grande è l'attesa su di lui
Il pubblico
Come sempre ha riempito
Il teatro dell' universo
Il regno vegetale e quello animale
Sì sono accaparrati i primi posti
Tutto è pronto
Eccolo
Imponente!
Ultimamente
Ci sta abituando bene
Speriamo non deluda...
Che la sua performance sia brillante!
In realtà basta sia decente
A Novembre è così strano
Dopo le fatiche dell'Estate
Stanco
Ombroso
Con il passare degli anni
Lo è sempre di più
Sarà che è il mese dei morti
Mah ...
In bocca al lupo!


Sergio Carlacchiani








Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Il buio mi desidera tra le lenzuola
Ma io mi faccio attendere
Solo incubi tra noi...
La luce che amo
Mi segue ovunque
Lei è la vita
Non voglio dormire...
Mi farò accarezzare dal calore
Di questa candela in disuso
Sino a domani
Quando presto verrà
A sorprendere i miei occhi chiusi
L'alba di un nuovo giorno.


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Se la luce
Questa luce
Di primo mattino
Volesse lottare
Se volesse trionfare
Contro questa coltre dentro
Che oblubina gli occhi
La mente
Il cuore
Se volesse imporre
La sua limpidezza
La sua carezza all' anima
Se volesse scuotere
Urlare alle sorde orecchie
" Io ci sono sempre ! "
Forse gran parte di noi
Non vedenti
Piagnucolanti
La smetterà ...
La verità è che non dipende
Da TE che splendi
Ma da noi spenti
Morti viventi
Che siamo altrove
Non ci siamo
Bestemmiamo
Non amiamo
Non siamo più ...


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Amo il silenzo
In sostanza
Non voglio più ascoltare
Tonnellate di parole
E non saprei dire
Altro di ciò
Che non dico più ...


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Finalmente
Dopo tanto blaterare
Di fronte alla parola
Sto impardando a balbettare ...


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Mi piacciono
Le cose semplici
Ma non mi accontentano
Sono complicato
DiVerso facile
Difficile da spiegare...


Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

La notte
S'è fatta più buia
Da quando gli uomini
Di buona volontà
Hanno smesso
Di riparare le stelle ...


Sergio Carlacchiani












Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Questa sera
Ho un appuntamento d'amore
Gli amici del cuore m'attendono
Quelli che non vedo mai
Ma " sento "
Ci accomuna la poesia
Le arti
Il tormento...
Chissà chi avrà il coraggio
Di parlare per primo
D'infrangere quel muro
Il silenzio
Che ognuno di noi cura
Chissà se gli sguardi
Per paura o timidezza
S'abbasserranno
O si cercheranno...
Si riconosceranno?
I cuori sì
Dopo un primo recalcitrare
Come cani liberi
Cominceranno a rincorrersi
S'azzufferanno
Tra schiaffi e baci
Dichiareranno felici
La loro compatibilità...
Già ESSERE
Esseri compatibili non è poco
Nel giuoco facile e crudele della sospettosità ...
Ci abbracceremo forte prima di andare
Lo so
Lo spero
Ci stringeremo di più
Che una stretta di mano
L'uomo vero stritola
Il poeta ti guarda andare via
La sua crescente nostalgia ti accompagna
Strugge
Tiene caldo il cuore
Per l'inverno che è già ...
Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Parte III°

Cosa resta dell'attesa?
Questo sorriso vero
Duro muro
Di chi sa che l'illusione
Sarà ancora
Ingannevole festa
Dolce e amara compagna
Nell'avvenire che resta...

Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Parte II°

Non è inutile questa attesa
Lo sento
Attendo
L'agguato
La sorpresa...


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Parte I°

Ci sei?
Se sì
Dove?

Dove ti cerco?
Dove fisso lo sguardo?
O mi sorprenderai di nuovo?
Magari dove non cerco
Dove non sono
Non sarò
Non andrò mai? ....


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Se d'un tratto
Ci accorgessimo
Che la nostra unione
È soltanto tra due ombre ormai
Che il sole
Nonostante tutto
Fuori splende
Riflette il suo calore su noi
Se d'improvviso
Quel tepore ci riscaldasse
Ci facesse sentire vivi
Unici
Splendidi innamorati
Ascolteremo il rumore
Delle foglie morte calpestate
Alzeremo lo sguardo al cielo
Sapremo che l'amore è vero
Se ogni istante è vissuto
Creduto il più grande bene
Di questa fragile vita ...


Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Nonostante dilaghi la devastazione
Fuori e dentro me
Sto ancora a chiedermi perché...
E l'agire
E l'azione?
Viviamo velocemente
Senza far niente
Questo tempo narcotizzato
Dalla televisone e l'elettronica
Gridiamo
Non parliamo
Ci guardiamo altrove
Mai negli occhi
Siamo specchi
Non riflettiamo
Scriviamo ti amo
Moriamo vivi
Viviamo morti
Assorti
Conserti
Io o tu?
Non viviamo +


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Sono giorni che non dormo ...
Mirella Bentivoglio
Una grande artista
Verbo-visuale
Mi diceva che non è bene
Creare di giorno o di sera
Meglio la notte introspettiva
Difatti non dormiva ...
Preferiva il buio anche Alda
Odiava come me
Il rumore della folla ...
Dormivano-dorme ancora
Alla luce del giorno
Intorno alla creazione ...
Intento all'azione
Io solo
Sciupo tempo
Ti sento
Non faccio altro
Mi tormento
Non dormo
E mi pento...


Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Sono folle!
Perché?
Perché folleMente
Da sempre
Corro dietro all'arte
Irraggiungibile ...


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Se avessi la bacchetta magica
Non penserei subito a me
Renderei meno sole
Tutte le persone
Le amerei di più
E così semplicemente
Senza consapevolezza
Finalmente con leggerezza
Mi ritroverei felice...


Sergio Carlacchiani




Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

In questo mondo
Si può piangere ...
Sì lo so!
Ma si può
Anche ridere
Però...
M ' ubriacherò!


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Ingratitudine
Vorrei sbatterti sull'incudine
E prenderti a martellate...

Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Costa fatica vivere la vita
A volte mi chiedo se
Sarebbe meglio non viverla
Sopravvivendola ...


Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Ti vedo
Vengo a prenderti
Ti prego
Non m'aspettare
+
...


Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

" Sarò strano e pure matto
Ma I poveri ricchi mi fanno pena
I Ricchi e Poveri ancor di più
Chissà che fine hanno fatto..."


Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "


A Maria Grazia Capulli

A tutto il bello che ancora c'è
Qui e altrove forse
Da ora mancherai tu
Fiore delicato
Silenzioso
Profumato
Poesia di vita
Raggio di sole
Tepore
Odore di buono
La tua presenza
Era una carezza sulla guancia
Un bacio sulla fronte
Una sicura e leggera stretta di mano
Lontano ci portava il tuo sguardo
Vicino ai più deboli
I tanto amati animali
La tua riserva
La tua sorgente
Viva e inesauribile
Di sensibiltà
Di pace
D'amore
Di gentilezza
Di semplicità
Il cielo attingerà
Al celeste dei tuoi occhi
Noi ti guarderemo da quaggiù
E sapremo che tu da oggi
Sarai immensità
Stella fra le stelle
Ciao Maria Grazia
La gente ti saluta
Ti ringrazia
Solo la Madre Celeste
Ha avuto in sé
Fra questo mondo barbaro
Più grazia di te...


Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

" Sarò strano e pure matto
Ma I poveri ricchi mi fanno pena
I Ricchi e Poveri ancor di più
Chissà che fine hanno fatto..."


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Che cosa si può scrivere
Per fare innamorare
Sempre più
La propria donna
Vediamo...
Niente di più che amore
Se poi vogliamo esagerare
Usare anche la parola
I fatti?
Eh ... quelli
Non bastano mai
L'amore è fuori di testa
Bisogna soddisfare il cuore ...
Impossibile
Troppo grande il suo
Incontenibile
Incontentabile
Regale
Sanguigno
Prezioso
Segreto
Unico!
Non so scrivere altro
Ogni parola
È insufficente
La mente mia ti vede
T'insegue
Ti sogna
E tu?
Mi ami
Non lo scrivi
Mi vivi!


Sergio Carlacchiani




Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

GiustapponendoqualcheistantesecondominutoagGiornoSeralaNottequant'èbuialleventi
Unpo'dineropiùtardisempre
Ealsuobuoncuorequalchestellaperfarebellalavitache
Non è ...


Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Poesia del padre al figlio...

Scappi
Vai di fretta
Scappi
Dammi retta
Così non vai
Da nessuna parte
Se non lontano da me
Da te
Ma poi a cercare che
Chi?
Che cosa?
C'è una rosa bianca là
Guarda
Sembra una sposa
Profumata e bella
Sarà la stella che cercavi?
Lei ora è qui
A un passo da te
Avvicinati
Guardala
Carezzala
Sii delicato
Con le spine
Non pungerti più...


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Da molto tempo
Mia alzo di buon 'ora
Vado al mercato della vita
Passeggio
Guardo
Faccio spese
Non ho molte pretese
Se non quella di vivere ancora ...


Sergio Carlacchiani




Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "


Nel dimenticatoio
Nessuno più ti ascolta
Non ti sente
Né ti vede
Eppure batti forte
E rifulgi di bellezza cuore mio
Il futuro non attende
Passerà portando con sé
Questo cieco presente
Feroce come l' ignoranza
Non c'è attesa
E distanza temporale
Che non possa coprire l'amore
E significare la vita
La morte
L' inesistente...

Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Attendo il momento
Il minuto secondo
Che non arriva
Eppure l'ora
I giorni
Scorrono via
Veloci
Ma dove vanno
Mi chiedo
E perchè
Se non arrivano a destinazione
Avranno sbagliato stazione
O fermata
O la posta
È ancora lì
Non è partita
Vuoi vedere
Che non l' ho inviata
Più
Non c'è tempo ormai
Scaduto...


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

LA PIOGGIA

Esco di casa ridendo
Cercando di sorprendere la vita
Ma è lei che mi sorprende
Dopo le risa di ieri
Piangendo...


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Angelo custode so che ci sei anche se non ti vedo
Invano t'immagino e dipingo e vorrei stringerti a me
Tramite di Dio non permettere ch'io offenda più
Sii clemente con me
Allo stesso modo sii risoluto
Presenta i miei desideri a LUI
E con essi le mie miserie
Digli della disperata contrizione
Vigila sulla mia anima
Sostienimi quando sono stanco
Sorreggimi se sto per cadere
Aiutami a rialzare
A sperare
A credere
Rincuorami
Indicami la via
Preparami per l'addio ai fratelli
Desidero conoscerà la verità
Togliere dagli occhi questo velo
Abbracciare l'infinito l'aria le nuvole il cielo...


Sergio Carlacchiani



Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Quanto vorrei avere speranza
Ma è la disperazione che avanza
Solo il padre come il figlio
E non c'è consiglio che ci avvicini
Lontani restiamo
Distanti da una tregua
Che ci farebbe tornare il sorriso
Figlio mio guardami il viso
Gli occhi sono sinceri
Non sono severi come credi
Sono come il cuore
Rosso d'amore per te
L'autorità è il mio destino
E fintanto che vivrò
Per il tuo bene
La dovrò esercitare
Ed ascoltare
Ascoltare
Ascoltare
Capire chi sei tu
Diverso da me
Perso in un mondo che non c'è...


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Morti di tutti i mari
Morti del Mediterraneo
Morti di Lampedusa
Lo faccio con ritardo
Vi chiedo scusa
Ci tenevo oh figli
Madri Padri Fratelli miei
Ci tenevo pregarvi
Il mio cuore
Piange ancora
Non smetterà mai
Il mare
Il cielo
L'infinito Dio
Sappia con voi
Fare meglio di noi
Invisibile il corpo ormai
L' anima che più non langue...
Noi per la vita colpevoli!
Non vi abbiamo riconosciuti umani
Con gli stessi diritti
Con lo stesso sangue...


Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "
Da molto tempo
Mia alzo di buon 'ora
Vado al mercato della vita
Passeggio
Guardo
Faccio spese
Non ho molte pretese
Se non quella di vivere ancora ...

Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

A te, lecchino e vile, io sono Sparafucile...

Se non appari non ci sei
Ovunque vai non ci sei
Sei non ...
Non sei +
Più sei
Più sarai
Se apparirai...
Fai quello che fanno gli altri
Sgomita
Lecca
Calpesta
Alza la testa
Non guardare mai attorno
All'infuori di te
O all'ingiù
Più guardi gli sfigati
Più ci diventi
Quelli lavorano
Quelli studiano
Quelli si vergognano
Non perdere tempo
In un solo momento
Sei già una star!
Appari ap pari ah pari ...
Pari siamo!
Purtroppo lo dimentichiamo
" Non farmi più del male
Non lo dimenticare
Tu la lingua
Io il pugnale.... "


Sergio Carlacchiani





Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Nonostante i miei pensieri
Le preoccupazioni
Le elucubrazioni notturne
Ecco di nuovo spuntato il sole
I martelli degli operai del cantiere
Vicini alla mia casa
Battono il tempo
Gli uccellini non si stancano di cinguettare
I cani di abbaiare
I gatti di miagolare
Ricomincia a splendere la vita
Cos'è a quest'ora che rompe l'incanto?
Il pianto del bambino
Che da poco nato si dispera
Forse per triste presentimento
Forse per semplice fame
Forse per la mia stessa solitudine
Che già si fa sentire?
All'imbrunire capirà
Che solo il tempo e l'amore
Potrà lenire il dolore
Del quotidiano che si ripeterà
Crescerà e morirà solo
Come ognuno di noi...

Sergio Carlacchiani
Nonostante i miei pensieri
Le preoccupazioni
Le elucubrazioni notturne
Ecco di nuovo spuntato il sole
I martelli degli operai del cantiere
Vicini alla mia casa
Battono il tempo
Gli uccellini non si stancano di cinguettare
I cani di abbaiare
I gatti di miagolare
Ricomincia a splendere la vita
Cos'è a quest'ora che rompe l'incanto?
Il pianto del bambino
Che da poco nato si dispera
Forse per triste presentimento
Forse per semplice fame
Forse per la mia stessa solitudine
Che già si fa sentire?
All'imbrunire capirà
Che solo il tempo e l'amore
Potrà lenire il dolore
Del quotidiano che si ripeterà
Crescerà e morirà solo
Come ognuno di noi...


Sergio Carlacchiani







Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Sprofondati nella mancanza di profondità
Di stimoli cognitivi
Di curiosità
Di desiderio di capire
D'imparare
Con l'apatia intellettuale cronica
Con i fatti di cronaca prima del giornale
La visione del mondo ad un palmo di mano
La diffidenza per chi viene da lontano
La paura del vicino
il contadino che non c'è più...
Ah Antonio
Dov'è?
E quale
L'egemonia culturale?


Sergio Carlacchiani






Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Un' altra notte se n'è andata
Il suo velo soffocante
Per incanto sparito.
Rinato alla luce del giorno
Mi basta poco per essere felice
Forse solo un istante
Ma l'istante è la scintilla
Che accende il fuoco della vita
Mi scaldo al suo calore
E dono il mio cuore
Sereno e in pace
Al mondo che chiede di più...

Sergio Carlacchiani




Da " Collezione Autunno/Inverno 2015 "

Anche questa notte
Ho la certezza
Che la bellezza
M'apparirà in sogno
Segno che sono fortunato
Vivo due vite da sempre
E non mi sento invecchiato...


Sergio Carlacchiani





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                  Aforismi e pensieri 

                 Sergio Carlacchiani



                 Foto di Gianfranco Mancini









L'artista è un essere vivente due volte, uno in carne e ossa e uno nelle sue opere ...








CONSIGLI X GLI ACQUISTI DELLA VITA

" Sono in fin di vita...
Da domani ne ricomincio una migliore."



 



CONSIGLI X GLI ACQUISTI DELLA VITA

"Non c ' è vero perdono se non c' è dono d'amore."





CONSIGLI X GLI ACQUISTI DELLA VITA

" Dov' è l'invisibile e la piccolezza, c'è la grandezza insieme, invocante, accogliente, la relazione, la comunione ... "





CONSIGLI X GLI ACQUISTI DELLA VITA

" Perché l'uomo ha questa brama di possedere, di gelosia ? Basterebbe ricordarsi bene che nulla ci appartiene che prima o poi si va via ... "




CONSIGLI X GLI ACQUISTI DELLA VITA 

"Siamo infestati dal male, questo vecchio attore della vita, ammalato ad arte che non si riconosce più, che ha dimenticato la sua parte..."





CONSIGLI X GLI ACQUISTI DELLA VITA
" Ho imparato a usare la memoria con lo stessa cura e rispetto che ho per i libri usati ...









Mi diverto a non divertirmi quando gli altri si divertono.


 
Giorno dopo giorno, imparando a morire, scopro sempre più il valore del tempo, dei sentimenti, della vita.
 

Tra il balbettio e il fracasso dell’io

preferisco il silenzio e la parola scritta

il canto della poesia per l’aria detta …



Meno male che c’è il virtuale,
altrimenti la gente sarebbe indifferente.





C' è chi dice che interpreto come un trombone, sempre sopra le righe. Chi mi vuole bene invece e mi vuole proteggere dal mi troppo "sentire" mi dice che mi fa male prendere troppo sul serio la poesia...

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Il segreto per amare e vivere serenamente la vita è dargli senso ovvero ciò che le manca.









Viviamo dentro un fradicio tempo di menzogna come se questa fogna fosse l'unica casa possibile da abitare ...



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C’è chi asserisce che la poesia contemporanea non si capisce: “ i poeti di oggi non sono come i pittori di ieri, non poetano dal vero, sono come i politici di sempre che lasciano spazio al mistero…



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 Quante volte da giovane ho dovuto farmi del male per sentirmi vivo, tanto più irreparabile era il danno al futuro che mi arrecavo,  meno riuscivo a sottolinearlo con le lacrime o lo sgomento.


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Alla persona veramente colta manca sempre un po’ di cultura, ciò nonostante spesso si sente colta, eppure non lo è ; alla persona veramente umile non manca mai un po‘ di umiltà, ciò nonostante non si sentirà mai umile, perché lo è…

Mi accorgo che certa gente, per liberarsi, necessita più della risata sciocca e fragorosa, che della scoreggia, mentre la seconda che vorrebbe esplodere, a fatica la trattengono per vergogna, l’altra fieramente la ostentano, come fossero fuori dalla fogna.







Da fenomeni da barconi
A fenomeni da baracconi.





 "L'artista di oggi mi fa ridere, nella migliore delle ipotesi è ridotto a ricco guitto che si pavoneggia del proprio mestiere , biascicando parole , sorridendo al lampo del riflettore..."






 " Sopra-vivo, faccio nulla, di mestiere, per essere artista."




Quelle volte che mi sento ignorante e purtroppo sono tante,
studio, m'informo, leggo, ma non serve a niente, mi sento sempre insufficiente, anzi volevo dire deficiente!




 " Anche sbagliando si può esistere, l'importante è non insistere."






" Più passa il tempo e più non ho voglia di dare il buongiorno al destino."





Epigrafe

"Mi sono solo spento, non piangete per me,
l'infinito celeste non ha bisogno d' elettricità."





" Anche sbagliando si può esistere, l'importante è non insistere."




Farò di tutto, per non far niente, non sia mai, che così sia.



Ecco finalmente il deserto, lontano dalla gente,
da quella che mi alita addosso il loro niente.




Accoglientemente, con sincerità, non mi sento di accogliere l'accolto che non accoglierà.

 


"Siamo soltanto esseri umani, non mi sento superiore a nessuno, mai! Ma guai a chi vuol farmi sentire inferiore."



 "Queste lacrime che gridano in silenzio la mia mediocrità dicono che non ci sarà mai riscatto né vendetta, è questa la maledetta sorte dei poeti, sino alla morte."



Son morto?  Non è vero niente!Vivo risorto per la gente come voi,
che non vede e non sente.








" Nel deliquio erotico di quel bacio che s 'intrattenne a lungo sui tuoi capelli profumati c'è tutta la disperata follia nel dirti addio."










" Da ragazzi ci si ostina ad essere belli e feroci, spavaldi e parimenti stupidi a sfidare i padri, l' eros, la saggezza femminile, il tempo, come se non dovesse mai finire."










" Ho capito che l' amore è comunicare nel distacco,

 nella lontananza, nel silenzio."









" In attesa del futuro che non comincia mai, passo il tempo a riorganizzare l' imprevedibile presente che mi sfugge."










" Fri volo in cerca di leggerezza."










Incipit

" Da ragazzino spiavo le solitudini fumanti in canottiera che s"affacciavano nei terrazzi stretti e spogli delle case popolari, avevano storie da raccontare, m' inquietavano ed erotizzavano al tempo stesso."









" Per cambiare le storture della società, l' impazienza, l'arroganza
e la violenza, sono sempre state le uniche armi a disposizione degl' imbecilli malevoli che sanno soltanto peggiorarle."













" La maggioranza degli uomini scontenti attendono pazientemente una rivoluzione , eppure cambiare loro stessi sarebbe già una soluzione."









"L' amore non mente, quando mentire sembrerebbe l' unica cosa da fare."






" Spendiamo il tempo acquistando inutilità, ci accorgeremo troppo tardi, quando saremo nell' aldilà."










Tutto si consuma e non ci resta che nostalgicamente ricordare... L'amore è l'unico sentimento per il quale la pena vivere e morire.











Mi chiedo da anni, la poesia perché, tra gli animi nobili, abbia scelto proprio me.










Per i giorni che verranno incalcolatamente non voglio sostenere altri obblighi se non quello di vivere intensamente.


 


Non c'è posta per me, attendo notizie dal mondo che mi corrispondeva.




 " Nella mia vita sono stato anche fortunato, per esempio ho avuto più maestre che maestri. "




 " Purtroppo l'uomo muore tante volte senza accorgersene, per questo ha tanta paura di morire."




" Conservo perle dalla nascita, sono diventato un mosaico caotico di perle nere e rilucenti, non tutte appartenenti a me, per fortuna."





 " L'amicizia è il sale che ti tiene a galla, quando il lago infido della vita ti vorrebbe dentro di sé, inghiottito "





 " L' invidia è un sentimento putrescente, il rifugio buio dei falliti."




 " Ieri quello che non dovevo dire l' ho detto, oggi sto bene in silenzio."




 " La lontananza, questa bestia che ci divora, che ci fa sentire 
l' amore, come una ferita sanguinante."




 "Mentre gli altri si affannano ad apparire, fare, dire, baciare, nella mia tana ascolto il silenzio, faccio prove, alchimie per scomparire."




 "L'arte è per i folli, la bellezza per pochi, la grazia per le anime celesti."




 " L'assenza è un'essenza essenziale per il silenzio."





 " Quando mi sento braccato dalla malinconia, uno dei pochi sani rimedi che mi alza da terra e sospeso mi fa volare intoccabile e leggero è la musica."





 " Nessuno mi si fila, eppure la faccio ovunque! "





 " I poeti son tanti, tutti uguali, ambiziosi e superbi, quelli dai critici deScritti diVersi, Stronzi e bAnali, tra la merda dispersi."





 " SucCesso riponi le tue speranze... Mai! Mi avrai."




 " Non so dire parole difficili se non le leggo o le declamo ma ci risamo, per tutti resto, comunque ,una persona difficile."




  " PerDonarsi bisogna ... Amare."




  
" Sono in disGrazia di Dio, per conto mio."



  

" In quest' epoca di ridonDanze, fermo e muto, cerco l' equilibrio."



" Mi accanisco nel mio lavoro spesso, mi trascuro, sembro un cane infatti, incazzato, legato alla catena, abbandonato a se stesso." 




Sì fa di tutto tanto per perdere tempo in questa vita stanca
ma perchè perdere il bene più prezioso se sempre manca?






" Sogno una vita lunga e una morte da polaroid."




Male detto tempo quali catene... Perché mi sfuggi? 
T'odio! Eppure vorrei declAmarti bene.






Non è per amore o solitudine, la testa mi scoppia per inquietudine.






È importante conoscere la propria lingua nazionale, la corretta ortoepia, vieppiù se si pretende di declAmare poesia!






Mi pesa come un macigno il loro diabolico ghigno
La compresenza della vita e della morte disonorevole
La loro asciutta, distaccata, semplicità conversevole.






Sono stato un riflesso, l'incubo di me stesso.







Darei la morte!Per restare in vita.





La vita è teatro per tutti, l'arte va vissuta! 
Non mettetemi da parte.




Bisognerebbe smetterla prima d'iniziare, con questa vita.



Mi sono solo spento, non piangete per me, 
l'infinito celeste non ha bisogno d' elettricità.






Amo tanto la mia solitudine quasi quanto il mio amore






Farò di tutto per non far niente, non sia mai che sia così o così sia.


 

Mi raccomando amici, a Natale bisogna essere sinceri,
siate stronzi veri come sempre, non ricordatevi di me.






Amo tanto la mia solitudine quasi quanto il mio amore




M'affretto a parlarti, a notte il silenzio del buio pesa, 

non ho altro da dire, il tutto è assente, solo attesa.




Per me, finalmente, di tutto è giunta l'ora, per non fare niente.


 

Se del nulla dici di essere figlio e lui ti dà da mangiare, giovanotto,
scendi dalla culla e vattelo a cercare!


Bisogna saper perdere, bisogna lasciare andare, 

bisogna lasciar perdere e andare.





Salirò sulla luna a fare un po' d'altena, la notte è una botte piena, m''ubriacherò di stelle.




D' IO mi cerca ma non son' io.


Amici, leggete pure ma non fate rumore,   
la poesia appena nata già muore.



L' atteso esito dice che qui non è finita ...  
Ineguagliabile la gioia di sodomizzare la morte e sballarsi di vita!



Cogito ergo ... M'immergo ... Nell'aria che sum.



In questo mondo sciapo che no sa di che, mi faccio una canna di zucchero e mi bevo 'sto cafè.


 

In cerca di una parola, d' un suono, d'un gesto, invecchio, all'ombra della ripetitività di un cerchio.









 

Mi sorpredo tra una pausa e l'altra, vivendo.


Le parole non servono al silenzio se non a confonderlo, 
non ama la compagnia, tanto meno la confusione, eppure ascolta.


Verso dopo verso, sorso, dopo sorso, mi son perso la vita.




Credi che la stupidità sia tutta qua? No, anche qui, lì e là.



Si fanno cose tanto per vivere, morendo giorno dopo giorno.


Come quest' oggi Dio vuole, lascerò ogni cosa 
e m' ubriacherò di sole!

Non riesco a vederti e mi dispero, a volte sparerei i miei occhi contro il cielo!





Per i giorni che verranno incalcolatamente, non voglio sostenere altri obblighi se non quello di vivere intensamente!





 

Farò di tutto per non far niente, non sia mai che sia così o così sia.





 Se d' improvviso, a causa del dolore perdessimo la voce,
finalmente avremo un coro muto!





 


Via, via, come musica del cuore, nelle vene altrui,  
mi lascio scorrere, struggente malinconia.






Ho le tele visioni! Contro la guerra, vedo angeli dappertutto,
tranne sulla terra .






Bisognerebbe smetterla prima d'iniziare con questa vita.







Signore, la vita quaggiù non si spiega, 
anzi, s 'attorciglia sempre più .






Questa mattina sono indaffarato a non combinar niente.





L' assenza è una presenza non sempre discreta
che ti accompagna tutta la vita.










Non sapevo che le moschee fossero, di quei fastidiosi insetti,
il luogo di ritrovo.







Il dolore è uno sberleffo della vita che non si dimentica.




Il pianto è quasi sempre sincero, disperato, nobile ...
Il riso, al contrario, quasi mai lo è, eccetto se disgraziato.
 

 

Sì fa di tutto tanto per perdere tempo, in questa vita stanca,
ma perchè perdere il bene più prezioso, se sempre manca.




Oggi per vivere, dovrei fregarmene e ridere seguendo il vostro il consiglio ma se vi vomitassi in faccia, starei di certo meglio.




Sono a caccia di pensieri, actung, actung!!!!

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Nato a Macerata nel 1959, Sergio Carlacchiani ( pseudonimi:Karl Esse - Sergio Pitti) è performer, attore, doppiatore, poeta e pittore. Direttore artistico di varie rassegne teatrali :Donna/Modello, Poeti e Poesie da Decl/Amare, Live Poetry, Vita Vita e Poesia in Vita. Si è occupato di poesia lineare, visiva, concreta, sonora, di mail art e performance art. Ha scritto diversi libri di poesia e creato libri/oggetto. Si è esibito come performer in Italia, Francia, Inghilterra Spagna e Austria. Si è formato in seguito, come attore, presso la scuola del Minimo Teatro di Macerata. Ha seguito diversi corsi di perfezionamento e specializzazione, tra i quali ricordiamo quelli con: Eugenio Barba, Franco Ruffini, Riccardo Cucciolla, Cora Herrendorf, Tony Cotz, Giuliano Scabia, Lucia Poli, Rebecca Murgi, Eugenio Sideri, Sergio Scarlatella. Ha conseguito il diploma di impostazione ed uso della voce e tecnica del doppiaggio cinematografico, sotto …
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